Questo sito contribuisce alla audience di

FederFauna: La nuova Twilight Zone

Come nella famosa serie degli anni '60 "The twilight zone" le vite di alcune persone comuni sono cambiate radicalmente dall'incontro con l'ignoto. A volte l'ignoto e' il buon senso.

E’ un FATTO che io speri che la FederFauna mi spieghi COSA nell’ordinanza del 16 Luglio non favorisse il BENESSERE degli animali. Ma ho il PREGIUDIZIO che sia un FATTO che le loro OPINIONI siano falsate da un PREGIUDIZIO che gli fa vedere solo quel che vada a VANTAGGIO dei propri ISCRITTI.

Dal sito della FederFauna: ”
FATTI, OPINIONI E PREGIUDIZI. E’ TUTTO BUONO CIO CHE E’ ANIMALISTA?…
10-12-2009

E’ un FATTO che lo scorso 16 luglio, Francesca Martini abbia firmato un’Ordinanza, il cui titolo recita: “recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione anche in applicazione degli art. 55 e 56 del D.Lgs 12 aprile 2006 n. 163″.

E’ un’OPINIONE quella espressa da FederFauna, nel dire che il provvedimento, probabilmente, avrebbe avuto piu’ effetti negativi in termini di costi ed obblighi per i proprietari dei canili e per le gia’ in difficolta’ Amministrazioni Locali, che non realmente positivi per gli animali, e che gli unici a guadagnare degli spazi, oltre a nuovi ulteriori privilegi, sarebbero stati solo gli animalisti.

E’ un FATTO che il 2 dicembre, il TAR del Lazio abbia sospeso l’Ordinanza, accogliendo il ricorso presentato dall’Avvocato Massimiliano Bacillieri, responsabile dell’ufficio legale di FederFauna, su richiesta di numerosi gestori o proprietari di canili.

E’ un’OPINIONE di Francesca Martini, quella riportata nel comunicato n. 581 del Ministero che recita: “L’Ordinanza, elaborata in collaborazione con il Tavolo tecnico sul benessere animale istituito presso questo Ministero, ha l’obiettivo di contrastare la piaga dei canili-lager in Italia e fornire un valido strumento alle pubbliche amministrazioni per potersi orientare in base alle leggi vigenti in materia di benessere animale e standard di qualita’ in questo particolare settore di servizi, che possono essere appaltati dai Comuni. E’ evidente che, se qualcuno ha fatto dei canili un business, questo provvedimento puo’ dare fastidio”.

E’ un’OPINIONE, di piu’ di qualcuno, che quel tavolo che la Martini nomina sempre, tanto “tecnico” non sia.

E’ un PREGIUDIZIO pensare che tutto cio’ che propongono gli animalisti sia buono e disinteressato e che tutto cio’ che propongono gli operatori che svolgono attività economiche legate agli animali, trascuri l’aspetto del benessere animale.

E’ un FATTO che la Martini, nella sua Ordinanza, citi del Trattato di Lisbona, la parte che dice: “…l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti”, ma dimentichi quella che dice: “rispettando nel contempo le disposizioni legislative o amministrative e le consuetudini degli Stati membri per quanto riguarda, in particolare, i riti religiosi, le tradizioni culturali e il patrimonio regionale.”

E’ un FATTO, che nella storia sia stato il PREGIUDIZIO, a portare a fenomeni quali il razzismo e il totalitarismo. Se e’ OPINIONE di FederFauna che gli operatori che vivono di e’ con gli animali siano generalmente le figure maggiormente interessate al loro benessere, e’ un FATTO che la gente compri o vada a vedere gli animali tanto piu’ quanto essi siano belli e in forma, e che un animale esprima al massimo le sue qualita’, anche in termini di produzione, quando è in salute.”

E’ altresi’ un fatto che l’ Ordinanza Ministeriale del 16 luglio 2009 avesse i seguenti punti:

1. L’affidamento del servizio di mantenimento e gestione, da parte dei Comuni, dei cani randagi posti sotto la loro responsabilita’ secondo le norme vigenti, deve tener conto della natura di esseri senzienti degli animali, applicando i requisiti di cui al comma 2 anche alle procedure di cui agli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
2. I Comuni, ai fini dell’attuazione del comma 1, quali livelli essenziali di tutela e benessere degli animali sono tenuti ad assicurare:
a) la microchippatura dei cani e la contestuale iscrizione nell’anagrafe canina a nome del Comune di ritrovamento e la sterilizzazione entro il termine di sessanta giorni e, comunque, sempre prima dell’eventuale trasferimento in altro Comune avvalendosi del servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale competente per territorio o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati;
b) evitare lo stress degli animali di affezione dovuto a trasporti su lunga distanza che comunque devono essere effettuati nel rispetto del regolamento (CE) 1/2005 e del decreto legislativo 25 luglio 2007, n. 151;
c) il possesso da parte della struttura individuata di requisiti strutturali e condizioni di mantenimento almeno non inferiori a quelli previsti dalle leggi regionali e dei regolamenti attuativi del territorio di provenienza dei cani;
d) il possesso da parte della struttura individuata dell’autorizzazione sanitaria e la presenza di un medico veterinario libero professionista come responsabile sanitario;
e) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, inclusi eventuali moduli contigui alla struttura, non deve avere una capacita’ superiore o superare le duecento unita’ di animali;
f) la capacita’ di restituzione dell’animale al proprietario che ne faccia richiesta, prevedendo la precisa indicazione delle procedure e delle modalita’ per assicurare tale restituzione;
g) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, deve prevedere l’accesso alla struttura e la presenza delle associazioni riconosciute in conformita’ alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalita’ la protezione degli animali, al fine di favorire l’adozione dei cani;
h) garantire attivita’ che aumentino l’adottabilita’ dei cani e l’apertura al pubblico della struttura almeno tre giorni a settimana, di cui uno festivo o prefestivo, per almeno quattro ore al giorno.
L’orario di apertura al pubblico deve essere comunicato all’azienda sanitaria locale competente per il territorio di ritrovamento e di arrivo degli animali e deve essere esposto in modo ben visibile tramite apposita cartellonistica all’ingresso della struttura;
i) implementazione di ulteriori iniziative utili a incentivare l’adozione dei cani anche attraverso l’affissione presso l’albo pretorio e altri spazi pubblici o apposite pagine sul proprio sito internet.
3. I Comuni in sede di bando di gara o di convenzione e di valutazione delle offerte economiche devono prevedere principi di prelazione a favore delle strutture che:
a) comportino minimi spostamenti degli animali preferendo ove possibile strutture sul proprio territorio provinciale o regionale;
b) si avvalgono di servizi prestati da associazioni riconosciute in conformita’ alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalita’ la protezione degli animali;
c) siano gestite da associazioni riconosciute in conformita’ alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalita’ la protezione degli animali.
4. Il Sindaco del Comune rimane responsabile dei cani prelevati sul proprio territorio e collocati in strutture site in altri Comuni ed in altre regioni di provenienza e deve:
a) informare del trasferimento dei cani il servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale competente per territorio della struttura individuata;
b) effettuare verifiche periodiche sullo stato di salute e benessere dei propri animali non meno di una volta l’anno;
c) dare comunicazione dei risultati ottenuti e dello stato di salute e benessere degli animali al Consiglio comunale anche nel Rendiconto della gestione.
5. Il servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale competente per territorio sulla struttura individuata resta comunque responsabile della vigilanza sulla struttura stessa, sulle condizioni igienico sanitarie e di benessere degli animali e sulle azioni di prevenzione e di profilassi effettuate.