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I cani da guerra

La guerra e' un argomento che fa sempre discutere, ma quando il migliore amico dell'uomo viene trasformato in un'arma da guerra le polemiche dovrebbero infuriare.


Il cane in Gran Bretagna viene addestrato per essere paracadutato insieme a un militare in zone nemiche.

L’animale verra’ lanciato da oltre seimila metri di altezza per fornire informazioni e immagini delle postazioni nemiche ai soldati del SAS (Special Air Service).

Il cane, non piu’ Fido, ma un incrocio tra Robocop e Terminator, verrebbe infatti dotato di telecamera allo scopo di passare immagini ai militari Britannici.

Di cosa accadra’ al cane quando esso venga scoperto non sembra parlarne nessuno.

Di certo il nemico, che non si preoccupa di ammazzare i suoi simili, capira’ sicuramente che il povero animale non si e’ lanciato da seimila metri stile para’ e contro tutti i suoi istinti per cattiveria d’animo.

Sicuramente il nemico apprezzera’ il fatto che il cane non s’e’ nemmeno provvisto di telecamera da solo.

Sicuramente il nemico applichera’ le regole della Convenzione di Ginevra anche allo sfortunato cane, che come il Piero dell’indimenticato Fabrizio De Andre’, va alla guerra “come chi deve” ma senza la volonta’ e l’entusiasmo che solo gli uomini possono avere per massacrarsi tra di loro.

Sicuramente. Ma anche no.

E sotto il silenzio di tutti quelli che dovrebbero ribellarsi e opporsi, molti altri paesi, tra i quali anche l’Italia, hanno programmi di addestramento simili.

Certamente per la maggior parte i Paesi che si preparano all’uso bellico dei nostri amici a quattro zampe si nascondono dietro il paravento di fantomatiche missioni di soccorso, ma dato che solo un ingenuo o uno sprovveduto potrebbe credergli spero che le associazioni in difesa degli animali si sveglino.

A questo riguardo Massimo Pradella, vice presidente Oipa, ha affermato:

“Noi siamo contrari al fatto che i cani possano diventare ‘da guerra’. Dopo l’articolo pubblicato dal ‘Sun’, noi avevamo scritto una lettera al ministero della Difesa britannico per avere dei chiarimenti in tal senso visto che si evinceva che i cani correvano quindi gravi rischi per la loro incolumità. Ci hanno risposto a stretto giro, dicendo che venivano menzionati specificamente le SAS e che ‘è politica di questo Dipartimento non commentare su questioni riguardanti le forze speciali britanniche e quindi non possiamo né confermare o negare l’accuratezza di ogni cronaca’”. “Hanno inoltre aggiunto - sottolinea Pradella - che comunque i cani danno un contributo vitale alle capacità militari globali in molte aree importanti e che il ministero della Difesa è impegnato ad intraprendere ogni possibile azione per mantenere la salute ed il benessere dei cani nelle operazioni. Una risposta così evasiva fa pensare quindi che i cani siano in pericolo e per noi è inaccettabile”.

Di contro un addestratore, Massimo Perla, che si presumerebbe avere un amore immenso per gli animali con cui lavora ed educa giornalmente, avrebbe dimostrato il contrario se avesse davvero dichiarato quanto segue alla IGN (testata online di ADNKRONOS):

“Si tratta di cani addestrati per questo.

Si può discutere sul fatto se sia o meno etico utilizzare i cani in guerra, ma l’uomo lo ha sempre fatto.

Non c’è dubbio che la differenza sta nel fatto che l’uomo lo sceglie e l’animale no, ma da persona mi sento di dire che è importante riuscire a salvare una o più vite umane.

Il cane in ogni caso vuole bene al militare che è il suo padrone e il feeling che si crea in tante ore trascorse insieme per l’addestramento è incredibile.

Credo anche che un soldato, di fronte alla perdita del suo ‘compagno a 4 zampe’ soffra davvero molto”.

Onestamente, con il cuore in mano mi sentirei di commentare solo in un modo: “Ma chi se ne frega di quanto possa (forse) soffrire un soldato che ha scelto di andare alla guerra e ne fa soffrire le conseguenze anche all’animale!”

Ho sempre pensato che sarebbe opportuno aprire una sottoscrizione per procurare a tutti i “Signori della Guerra” quei prodotti che troviamo pubblicizzati negli emails che troviamo immancabilmente nella nostra casella spam, cosi’ che, finalmente sicuri della loro virilita’, la piantino di cercare di dimostrare che hanno la “la difesa piu’ grande”.