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Il ritorno da Lisbona

Una delle Capitali più amate e più richieste da Voi lettori.

Raccontarvi della città non è un compito molto arduo, adesso qui seduto su di una panchina nel quartiere Baixa, ma piuttosto lungo perchè mi rendo conto che la città offre veramente tante cose da vedere e fare.

Come promesso vi parlerò delle Azulejos che qui sono presenti ovunque e a volte accostate con dubbio gusto a vari stili architettonici. Queste piastrelle vetrificate provengono dal retaggio della dominazione araba. Anche se la maggior parte della produzione è realizzata con il colore azzurro su fondo bianco questo non deve trarre in inganno, il loro nome non deriva dalla parola araba “zulaicha”.

Il luogo diciamo “istituzionale” dove osservarle è il Museo Nacional do Azulejo dove troverete un bel mosaico di Lisbona prima del terremoto che distrusse la città, ma tutto sommato un po’ deludente, per cui vi consiglio di visitare anche la chiesa di São Vicente de Fora (nella foto) del sedicesimo secolo. Infatti qui troverete ben 38 splendidi quadri composti da Azulejos rappresentanti le favole di La Fontane oltre quelle presenti nell’edificio stesso.

A Lisbona c’è un numero da ricordare, è il 28. Infatti per non perdervi un’esperienza unica dovrete salire sull’electricos che reca questo numero sulla sommità, insomma il tram. Questa linea, conservata con notevole sforzo economico dall’amministrazione, attraversa l’intera città attraverso vicoli stretti, scorci suggestivi e passaggi radenti i negozi per confluire nella parte nuova della città dentro questo incredibile veicolo con ruote di ferro rimasto inalterato nel tempo.

Altra tappa obbligatoria è la torre di Belém. Questo edificio è il monumento simbolo della città di Lisbona al pari della Tour Effeil per Parigi. La splendida struttura è realizzata con uno stile tipico portoghese: il manuelino che deve il suo nome al florido periodo di dominazione di Re Mauel.

Lisbona è una città decadente. Non si può trovare un termine più appropriato per definire i suoi vicoli stretti e trasandati, la sua vita frenetica e caotica, la sua parvenza di Capitale che ha ancora molto da migliorare per raggiungere le sue colleghe europee . La cosa che colpisce è che la cosa è quasi voluta, l’amministrazione non ristruttura edifici fatiscenti per non turbare lo strano equilibrio creato da una mescolanza di case multicolore, le strade sono rotte e mal manutenzionate e i molti servizi pubblici non funzionano proprio a dovere. Tutto questo fa parte ormai di una immagine che rende Lisbona unica e decadente.

Ponte Vasco De Gama
Quartiere dell’EXPO
Il Fado la musica tradizionale portoghese
Monastero di San Jeronimos

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