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Ultimi interventi

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  • Il terribile massacro di Khaled Sayd: tragedia strumentalizzata dagli oppositori del rahis egiziano?

    Alessandria d'Egitto-Il 6 giugno Sayd si reca in un internet point non lontano da casa sua, inconsapevole che la polizia del rahis lo stava tenendo d'occhio da qualche tempo. Sayd muore per le percosse di due poliziotti in borghese ma il governo egiziano si difende parlando di banale tragedia.

  • Marocco: il nuovo codice di famiglia e la libertà delle donne.

    I movimenti femministi progressisti: "le donne marocchine con la riforma del codice di famiglia avrebbero potuto liberarsi dalla Sharja, la legge coranica che priva la donna dei diritti sanciti dal principio di uguaglianza tra i sessi. Eppure nella pratica poco o nulla è cambiato. I Giudici, nella maggior parte dei casi, continuano a non tenere in considerazione le modifiche apportate ad alcuni articoli del nostro codice."

  • Arrestato a Siracusa attivista per i diritti umani.

    Riceviamo e pubblichiamo. "Vi inviamo un comunciato stampa su un grave episodio avvenuto a Siracusa. Antonio Pedace, antirazzista, dirigente di Socialismo Rivoluzionario, partecipante al comitato promotore del 4 ottobre è stato arrestato dalla polizia a Siracusa in modo totalmente immotivato con gravi accuse durante una retata contro gli immigrati". la segreteria di Socialismo Rivoluzionario Leggi il comunicato:

  • Don Gallo: si ai pacs.

    “Se vuole qualificarsi, la maggioranza deve rispettare i diritti delle minoranze. Quindi, stando soprattutto alla Magna Charta che è l’art. 2 della Costituzione che sfocia nell’art. 3, devono essere affrontati i diritti di quelli che oggi chiamano pacs. Ecco dov’è la democrazia”. Non ha peli sulla lingua, don Andrea Gallo. Il famoso sacerdote genovese parla con Affari del problema pacs. E continua: “Chi fa la scelta per i più poveri, per i diritti, non sbaglia mai: intanto li ascolta, e non li caccia”. “L’amore non ha bisogno di registri civili, religiosi, o come nel matrimonio cattolico, la presenza particolare del prete o le note dell’organo. È un impegno veramente grande, di liberazione, di annuncio per tutti”.

  • Filippine: abolita la pena di morte

    Abolita la pena di morte nelle Filippine. Il parlamento ha approvato un progetto di legge che sancisce la fine della pena capitale. La legge dovrà essere promulgata prossimamente dalla presidente Gloria Arroyo. Il Senato ha approvato il progetto di legge all'unanimità, dopo un passaggio alla Camera. In Giappone intanto, spunta un'altra proposta: passare dalla pena di morte tramite impiccagione all'iniezione letale.

  • Usa: una parrocchia ricorda il razzismo della Chiesa.

    (01/06/2006) Con una campagna pubblicitaria si ricorda il supporto di tante chiese al razzismo del KKK, paragonato alla discriminazione di oggi verso i gay.

  • Stati Uniti: condannati a morte, uno su 8 è innocente

    Quasi non passa giorno senza che la cronaca ci regali qualche nuovo raccapricciante particolare sull’uso della pena capitale negli Stati Uniti. Ieri il Death Penalty Information Center ha reso noto un calcolo fatto studiando il numero di condannati messi in libertà: almeno uno per ogni 8 imputati condannati a morte è innocente.

  • Yemen: giornalisti in carcere per aver pubblicato vignette.

    Nessuno nega che la violazione del precetto religioso per il quale è offensivo ritrarre il Profeta Mohammed o l'ironia sulla principale figura religiosa dell'Islam siano state di cattivo gusto, ma è inaccettabile che per questo motivo vengano chiusi dei giornali e imprigionati dei giornalisti, che in alcuni casi rischiano anche la vita.

  • Algeria: donne per sposarsi devono fornire certificato verginità

    Un certificato di verginità per potersi sposare. E' quanto si sono sentite richiedere alcune promesse spose algerine dagli ufficiali di stato civile. Immediata la reazione della ministra delegata per la famiglia e la condizione femminile, Nouara Saadia Djaffar, invitando le donne a rifiutare una misura che “non è dettata né dalla legge né dal codice della famiglia” approvato un anno fa.

  • Ministro saudita alle donne: "Sfidate il divieto di guidare"

    Gedda – Il ministro della Cultura e delle Telecomunicazioni saudita, Iyad Madani, unendo la sua voce a quella di coloro che pensano che le donne possono guidare le autovetture, ha invitato le donne del regno a sfidare il divieto di guidare ricorrendo alle vie legali. I capi religiosi sembrano irremovibili perchè sostengono che guidare l'auto faciliterebbe le donne nell'incontrare illecitamente uomini non facenti prte della faiglia.