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  • Storia di un bambino nato con le manette.

    La storia di Rasheed è quella di un bambino nato con le manette; come se non bastasse venire al mondo sprovvisto di camicia solo per essere il figlio di Shawanna , una ragazza di trent'anni e di molte rapine, l'ultima, andata male, le è costata 5 anni di galera. Rasheed ha emesso i primi vagiti tra le mura spesse del penitenziario di Newport, Arkansas, mentre la mamma gridava come una disperata per il dolore e per molto altro. La procedura carceraria in America ha regole che sfidano quelle scritte da madre natura: una partoriente carcerata deve affrontare il travaglio con le caviglie strette da un paio di manette, e almeno un polso incatenato al letto. Per qualcuno questa può definirsi una tortura.

  • Lombardia: mai più bambini in gabbia.

    Le madri detenute con figli al di sotto dei tre anni sconteranno finalmente il periodo di detenzione in una struttura più idonea per la crescita dei bimbi, senza sbarre e con stanze al posto delle celle; dalle tonalità meno grigie. Dovrà assomigliare il più possibile a una casa, con spazi per cucinare e giocare. Senza sbarre o divise, ma con sistemi di sorveglianza moderni. Il termine tecnico è "sezione a custodia attenuata per mamme detenute con bambini al di sotto dei tre anni" "Sono felice" - ha dichiarato il Ministro della Giustizia Roberto Castelli - "siamo finalmente riusciti a risolvere un problema grave, spero che questo modello venga "esportato". Avevo intenzione di chiedere una grazia generalizzata per le mamme detenute" - continua il Ministro- "ma considerando la tipologia di queste recluse ed i reati per cui sono state condannate una nostra ricerca dimostra che le avremmo trovate a breve termine nuovamente in carcere, in questo modo non avrei quindi risolto la questione."

  • Anna Finocchiaro: quei 50 bambini reclusi nelle nostre carceri

    Roma – Anna Finocchiaro al convegno sulla salute dei carceri organizzato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria denuncia nuovamente la questione dei figli delle detenute costretti a scontare la pena insieme alle madri : "Ci sono 50 bambini al di sotto dei tre anni detenuti nelle carceri italiane. Per le mamme di questi bambini non si sono trovati dei fondi per l’applicazione di pene alternative".

  • Donne iraniane: vittime ed assassine.

    Barbaramente uccise dal marito o condannate a morte perchè colpevoli di aver ucciso il padre dei loro figli. Chi sono le vittime e le assassine? Perchè si consumano orrendi delitti in un paese regolato dalla sharia (legge coranica)? La criminologa Shahla Mouzami ha svolto una ricerca riguardo omicidi perpetrati dal coniuge, intervistando 89 donne ritenute colpevoli recluse nelle carceri iraniane. Nella foto in basso colloquio con i figli di una donna iraniana reclusa per omicidio.

  • Il carcere afghano delle donne malfamate

    Non sono prostitute; sono ragazze invisibili perchè anch'esse indossano il burqa, madri di famiglia, qualche stanca ed anziana contadina sfiorita dagli anni, dalle molteplici gravidanze e dal lavoro nei campi poco propensa ad ostentare quel poco di femminilità che le è rimasta e pure anche lei accusata di comportamento sconveniente.

  • Riflessioni di tre detenute

    Tre recluse nel carcere milanese di San Vittore, parlano di quotidianità.

  • Faccia a faccia con le donne kamikaze

    Una missione impossibile: entrare in un carcere dove pochissimi ottengono un permesso speciale per accedervi. Una scrittrice israeliana, un'interprete italiana, un fotografo tedesco ci sono riusciti e non chiedeteci come. Il carcere è uno tra i più blindati del mondo: la prigione che custodisce le martiri palestinesi. Si trova nella regione Sharon, la più fertile d'Israele, a nord di Tel Aviv. Le attentatrici recluse sono una trentina tra i 17 ed i 30 anni; non sono riuscite a farsi espoldere perchè arrestate o perchè hanno cambiato idea all'ultimo momento. La scrittrice israeliana, "la nemica" che ha varcato quelle soglie racconta alla rivista femminile Vanity Fair ":...un carcere di massima sicurezza: sette, otto tra porte di ferro e cancelli, scalinate anguste e lunghi corridoi...ci sembrava di non arrivare mai. Quella mattina di metà Gennaio, ad ogni giro di serratura, il fotografo si girava verso di me con occhi sempre più spaventati, l'interprete una giovane donna dall'aria tranquilla ci precedeva parlando con la guardia non armata (da loro non usa portare armi)....

  • Essere mamma nonostante tutto

    Una ragazza Rom, detenuta a Roma racconta il suo essere mamma: "Quando sono uscita dal carcere sono rimasta a casa sette mesi poi...

  • Arrestata a Teheran perchè teneva un blog

    Una giornalista iraniana racconta i suoi 36 giorni di cella. Arrestata perchè teneva un blog ovvero un diario su Internet.

  • La Domenica di una detenuta

    Decido come ogni Domenica di farmi trasportare passivamente, in balia degli eventi. Sconsolata, con un balzo, scendo dalla branda a castello, infilo le ciabatte e con passo trascinato, sfrego le suole sul pavimento...Mi ci vuole un caffè dolce, molto dolce per compensare le amarezze della vita! Cerco consiglio, cerco forza, cerco voglia di vivere...mentre sorseggio il caffè...