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Ultimi interventi

  • Reato di plagio di Radio Radicale

    Roma, 23 giugno 2005 La giornata parlamentare ha visto una nuova tappa dell'esame del disegno di legge sul reato di manipolazione mentale, per il ripristino nel nostro codice del reato di plagio, con una breve votazione su una questione pregiudiziale.

  • "Submission": carcere dell'anima.

    Theo Van Gogh viene ucciso barbaramente da un fondamentalista islamico un anno fa. Muore a causa del suo ultimo film: Submission un cortometraggio di appena 11 minuti. Voleva mostrare al mondo una verità scomoda, pericolosa. Il carcere dell'anima, la mancanza di libertà fisica di molte donne completamente sottomesse a mariti, padri, fratelli nel mondo islamico. Adesso di questo film se ne vuol vietare la visione e la diffusione. Si parla di ordine pubblico, di sicurezza... il film è già on-line scaricabile da centinaia di siti. Almeno in Italia non priviamoci della libertà di vedere, conoscere, riflettere. I rappresentanti dell'islam moderato che, tramite un comunicato stampa trasmesso alle principali agenzie di diffusione, si oppongono alla trasmissione di questa pellicola, il film dovrebbero venirlo a vedere con noi. Un modo per ricordare insieme l'uomo che un'anno fa ha perso tragicamente la vita nel tentativo di ricordare al mondo il dramma segreto di tante donne.

  • La prigionia del cuore

    Enza, detenuta a Roma, attraverso le sue poesie racconta la sua prigionia fisica ma anche quella del suo cuore e della sua anima.

  • Quando la famiglia diventa una prigione

    Si pensa che il disagio dei figli nasca sempre e comunque da genitori inadeguati e l'immaginario comune associa l'inadeguatezza a famiglie di ceto sociale inferiore di bassa cultura emarginate dalla società, non è sempre così...

  • Prigioniere del burka e non solo...

    Le donne afgane il loro piccolo carcere se la portano appresso ogni giorno: è una reticola che copre loro il viso: il burka. Ma di prigioni visibili ed invisibili la loro vita è piena.(immagini tratte da "Repubblica")

  • "Le carceri dell'anima" di Michele Ledda

    Avevo quasi 5 anni quando entrai in preventorio... Avevamo delle divise. Come i militari. Esattamente come i militari.Nel dopocena le infermiere dovevano sorvegliarci, farci giocare. Avessi mai visto un po' di amore nei loro compiti...