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Regina Coeli: incontro multireligioso per la pace

Carcere di Regina Coeli, Roma 4 novembre 2004. L'associazione Angels di Roma e Lazio invita i detenuti a partecipare ad un momento di preghiera per ricordare i bambini morti nella strage di Beslan. Presenti i quattro rappresentanti delle religioni monoteistiche.

Nella rotonda del carcere romano di Regina Coeli, dove già l’attuale Pontefice, celebrò una messa per i detenuti, una settantina di reclusi hanno pregato per la pace insieme ai rappresentanti delle quattro religioni monoteistiche.

Il cappellano del carcere ha rappresentato la religione cattolica, Emanuel Fiano quella ebrea, Omar Camiletti e Khalid Chaouki l’Islam ed infine Elisabeth Jane Moir la chiesa evangelica “Esercito della Salvezza.” Lettura di brani tratti dal Corano, dal Vangelo e dalla Torah.

Ebrei,cattolici,mussulmani,evangelici, tutti hanno richiamato il valore della religione come strumento di dialogo e di pace. Dura la condanna dei rappresentanti della comunità musulmana contro ogni fanatismo che macchia di sangue l’Islam, dimenticando che la parola “Islam” deriva da Salam: pace. Al loro fianco gli ebrei sostenitori del dialogo, come unica strada percorribile e della necessità di realizzare una società più giusta.

E’ toccato invece all’Esercito della Salvezza, il movimento sociale degli evangelici, ricordare l’eccidio dei bambini di Beslan, “quella strage degli innocenti”. Infine il cappellano del carcere in rappresentanza dei cattolici, ha ricordato che tutte le religioni portano ad un unico Dio, anche se è invocato con un nome diverso.

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Nella foto sopra, una scena del giorno dell’orrore. E’ il primo settembre del 2004 quando trenta guerriglieri, sostenitori della causa cecena, occupano la scuola principale di Beslan, Ossenzia del Nord, prendendo in ostaggio 1300 persone tra alunni e familiari convenuti per la festa d’inizio delle lezioni. L’edificio viene minato, i terroristi chiedono che Mosca si ritiri da Grozny. Il giorno 3, un’esplosione induce gli agenti russi al blitz. I miliziani sparano sui bimbi in fuga: è un’orribile strage. Si parla di 335 vittime (170 bambini).

Carmelo: detenuto dal 2002 a Regina Coeli, ad intervistarlo è l’amica giornalista Monica Marzano del Quotidiano Sociale. Ecco che cosa ne pensa dell’iniziativa.

Carmelo Gullotta, 43 anni è uno dei 900 detenuti di Regina Coeli. E’ recluso dal 2002, per il riciclaggio di autovetture, e dovrà restarci fino al 2009. Prima faceva l’autotrasportatore di giornali, non ha più nessuno che lo aspetta fuori dall’istituto: suo fratello è morto l’anno scorso per una cura farmaceutica sbagliata.

Parla della convivenza con i musulmani (gli stranieri sono più della metà dei reclusi) all’interno della prigione “Tra pochi giorni inizierà il Ramadan - racconta - Carmelo - e come è già avvenuto lo scorso anno, cercheremo di lasciarli soli nelle ore di preghiera, di essere collaborativi”. Anche i ragazzi dell’istituto di pena hanno visto in televisione le immagini della strage di Beslan e le hanno condannate. “ma la religione non c’entra - aggiunge Carmelo -. Non bisogna generalizzare.

Anche mio fratello è morto per colpa di un medico. Ma questo non vuol dire che tutti i dottori sbagliano”. E sull’incontro interreligioso conclude “dovrebbero esserci più momenti di questo genere”.