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Minori e devianza: cenni storici

Minori e detenzione in Italia dal Medioevo ai giorni nostri. Cenni storici sulla nascita dei carceri minorili nel resto del mondo.

Nel Medioevo,

un bambino, se scampava all’infanticidio e se superava il periodo critico di maggiore mortalità era inserito direttamente nella vita sociale e veniva utilizzato nel lavoro come un adulto.

Nel Rinascimento, in Italia e nell’Europa preindustriale, i minori divennero strumento di espressione della violenza urbana, armi della comunità contro quelli che essa riteneva i suoi nemici. Giova ricordare le “beate pudiche schiere” di Savonarola che, una volta sottratte ai loro compiti di difesa della fede, erano protagoniste di sassaiole e spedizioni soprattutto contro gli ebrei.
Quando i minori non erano controllati dalle famiglie o utilizzati nella violenza “giustizialista”, venivano considerati devianti e quindi da controllare. Da moralizzare esattamente come tutti i vagabondi, , i folli, gli abbandonati che erano considerati pericolosi per l’ordine pubblico.

Nel 1650 nacque a Firenze “la casa dei Monellini” che diventerà “casa di correzione per i ribelli all’autorità paterna

Nel 1703 venne istituito a Roma da Papa Clemente XI il San Michele che inaugurò il trattamento differenziato per minorenni “fatti prigionieri per motivi penali da correggere attraverso l’insegnamento, la pratica della religione e l’apprendimento di qualche arte meccanica”. Il San Michele è rimasto carcere minorile fino al 1964, anno in cui fu costruito l’attuale“Casal del marmo”, istituto penale minorile di Roma

Europa

In Francia il Tribunale per i minori fu istituito nel 1912.

In Olanda il TM fu istituito nel 1921.

In Germania il TM fu istituito nel 1922.

In Italia il Tribunale per i minori fu istituito in pieno fascismo nel 1934

Usa

Nel 1899 nacque a Chicago il primo Tribunale per i minorenni.

favorito dalle richieste del Child saving movement (movimento per la salvezza dei minori) composto da “illuminati” che, osservando lo stato di abbandono di molti fanciulli nelle grandi città industriali, si interrogavano sulla necessità di intervenire a favore di quei soggetti fragili ma, soprattutto, dannosi per l’ordine costituito.

Tutti i fanciulli sopra i 10 anni potevano essere condotti in Tribunale, processati e giudicati con le stesse procedure degli adulti ed in riferimento al medesimo Codice, inoltre internati con gli adulti nelle stesse carceri. In questo modo la società delegava ad un giudice il compito di studiare “il minore traviato” e di procedere alla sua correzione anche grazie alla probation (la messa alla prova) del minore affidato ad un ufficiale di prova volontario o stipendiato.

Regno Unito

Nel 1833 una Corte londinese condannò all’impiccagione un ragazzo di 9 anni colpevole di aver sfondato con un bastone una vetrina e nel 1899 un’altra Corte inglese condannò ai lavori forzati due ragazzi di 11 e 13 anni, colpevoli di aver danneggiato una porta.

Nel 1908 fu istituito il Tribunale per i Minorenni presso cui poteva essere condotto ogni fanciullo maggiore di anni 16 che, condannato, finiva nel carcere degli adulti.

Fu abolita la pena di morte per minori.