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Chi sono i detenuti tossicodipendenti?

Nelle carceri italiane il numero di giovani detenuti tossicodipendenti è in aumento.I nostri istituti di pena non sempre sono preparati ad accoglierli. La detenzione di individui tossicodipendenti è negli ultimi anni una delle questioni più discusse. La polemica non riguarda esclusivamente il sostegno psicologico ma abbraccia altri settori quali sociologia, medicina, criminologia e politica. Si discute riguardo la prevenzione, le modalità detentive, l'intervento giuridico e quello terapeutico. Ma del tossicodipendente detenuto si sà ancora troppo poco.

Alcuni studiosi e criminologi hanno cercato di definire diverse tipologie di tossicodipendenti detenuti.

Inanzitutto i reati commessi da individui tossicodipendenti si possono dividere in:

criminalità diretta ovvero i reati commessi da soggetti in stato di intossicazione acuta o cronica, cioè sotto l’influsso della sostanza assunta

criminalità indiretta ovvero i reati compiuti allo scopo di mantenere l’abitudine di consumatori di droga. La maggior parte dei reati consiste in piccoli e medi furti di auto, moto o parti di esse o furti negli appartamenti. La vendita dei beni rubati servirà per acquistare la dose.

Altre definizioni consuete sono quelle di

tossicomane-delinquente in genere esclusivamente eroinomane, il quale ha prima avuto contatto con la droga e secondo spinto dalla necessità di procurarsela è incorso nel reato

o viceversa

delinquente-tossicomane ossia colui che fa parte dell’ambiente della malavita organizzata e secondariamente fa uso di sostanze stupefacenti.

Un’ampia fascia dei detenuti tossicodipendenti è considerata dai criminologi come soggetti colpiti da disturbi sociopatici della personalità.

Questi disturbi d’integrazione nella società e questa difficoltà di instaurare rapporti veri con gli altri sono derivati da un’insieme complesso di fattori, tra cui ha molta importanza la carenza di cure materne nell’infanzia e l’aver vissuto il periodo dell’infanzia e dell’adolescenza in situazioni di svantaggio socio-culturale.

Prima dell’inizio della tossicodipendenza queste persone manifestano già comportamenti anti-sociali e percepiscono l’ambiente come freddo ed ostile.

La famiglia tipica di questa fascia di detenuti-tossicodipendenti è multi problematica, disorganizzata nei ruoli ed è evidente l’inadeguatezza delle figure genitoriali, non pronti o non capaci di crescere ed educare i figli.

L’avvicinarsi a questo tipo di detenuti-tossicodipendenti da parte degli operatori sociali è molto difficoltoso ed avviene solitamente nel carcere e nella comunità.

Spesso può essere utile colmare le carenze di rapporti sociali e famigliari, attraverso l’offerta di un gruppo di aiuto “sostitutivo” (composto da figure professionali necessariamente formate e preparate) che diviene per il tossicodipendente un punto di riferimento che lo sosterrà nel lungo percorso di disintossicazione.

Foto di Isabella Balena tratte dall’archivio della Fondazione Exodus di Don Mazzi