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"La Carta dei diritti" dei tossicodipendenti

Il Coordinamento nazionale consumatori di droga "In prima persona" si costituisce per raccogliere e rispondere alle istanze dei gruppi di auto- aiuto presenti sul territorio. Nel 1996 esordisce producendo la "Carta dei diritti" che è espressione del sapere e dell'esperienza accumulato dai soggetti interessati. Il coordinamento attraverso questa Carta vuole anche promuovere il confronto tra i tossicodipendenti e gli operatori sociali. Nella Carta si parla anche di tossicodipendenza e Carcere...

Consumatori in carcere

Attualmente il 50% dei detenuti è in carcere per violazioni delle leggi sulle droghe.

 ”Un diverso approccio al problema droga vedrebbe, senza alcun dubbio e in breve tempo, diminuire questo tipo di popolazione detenuta. Il detenuto è un cittadino che deve godere degli stessi diritti della popolazione non detenuta.

Primo tra tutti la continuità terapeutica: se si sta seguendo un trattamento questo non può essere interrotto per il solo motivo di essere in prigione, questo deve valere anche per i programmi di mantenimento metadonico.

 Deve esistere un pronto intervento metadonico per le persone che appena arrestate si trovino in stato di astinenza.

Inoltre, a fronte del comprovato consumo di droghe anche all’interno del carcere occorre prevedere l’utilizzo di mezzi di prevenzione e di riduzione del danno soprattutto per arginare le infezioni da HIV e le Epatiti. Ricordiamo che in alcuni Paesi Europei esistono programmi di distribuzione di siringhe sterili e preservativi all’interno dei carceri.

 Inoltre crediamo che debba essere rispettato il diritto al consenso informato riguardo al sottoporsi o meno al test per la ricerca degli anticorpi HIV. In carcere dove la stigmatizzazione è già pesante di per sé, il diritto all’anonimato deve essere ancora più salvaguardato che fuori, e quindi evitare ogni forma di discriminazione o segregazione nei confronti di persone con HIV o AIDS.

Chiediamo che l’accesso a terapie metadoniche sia valido per la fruizione dei programmi di pena alternativi al carcere e che la recidiva all’uso di eroina non sia considerata prova della sottrazione al programma da parte di chi beneficia di questi istituti alternativi.

 Per quanto riguarda le persone con HIV e AIDS detenute; l’abrogazione di fatto della legge  222/93 ha nuovamente riempito le celle di persone in AIDS conclamato: ribadiamo il loro diritto a non morire dietro le sbarre secondo quel senso di “umanità” al quale la stessa Costituzione Italiana richiama tutti i cittadini. ”

Dalla “Carta dei diritti dei tossicodipendenti” prodotta nel 1996 dal coordinamento “In prima persona”