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Intervista a Chiara Camerani presidente del Cepic

"Una donna che decide di intraprendere la professione del criminologo entra in punta di piedi in un ambito finora prettamente maschile, fortemente competitivo e poco disposto alla collaborazione. Elemento quest'ultimo che trovo fondamentale...Lo svantaggio è che spesso per essere considerata la metà di un uomo, una donna deve valere almeno il doppio! Il vantaggio è che lo spirito da vitelloni e la tendenza a sottovalutare le donne, li spingono talvolta a scegliere collaboratrici femminili in quanto meno "minacciose" di un collega maschio rendendoci la vita un'pò più facile...Beata ingenuità...ops..parità."

Dott.ssa Camerani, lei è presidente del Cepic. Ci può spiegare meglio l’attività dell’associazione?

Il Centro Europeo di Psicologia Investigazione e Criminologia è un’associazione che si occupa di formazione ed intervento in ambito socio-sanitario e forense, oltre che uno studio professionale di psicologia e sessuologia.
Come studio di psicoterapia l’approccio maggiormente utilizzato è breve e strategico. La terapia breve strategica si potrebbe riassumere come “l’arte di risolvere problemi complicati tramite semplici soluzioni”
Per ciò che riguarda le nostre attività formative, pur avendo standard qualitativi e didattici di ottimo livello mantengono, per nostra scelta, delle quote di iscrizione basse al fine di consentire a tutti di fare aggiornamento e formazione e di migliorare la qualità del proprio lavoro.
Ci siamo accorti che la nuova realtà lavorativa impone una competitività sempre maggiore dal punto di vista formativo. La realtà sociale dal canto suo, richiede una flessibilità e capacità di riqualificazione professionale al fine di fronteggiarne gli aspetti sempre più complessi e frastagliati
Nell’ottica di quanto sopra abbiamo cercato di risolvere quattro fondamentali problemi

Una realtà sociale frastagliata e complessa come quella sociale o della devianza, richiede una chiave di lettura globale e l’acquisizione di capacità comunicative e gestionali. A tal proposito l’offerta formativa va strutturata in un ottica interdisciplinare e sensibile alle esigenze dell’utente (es. siamo stati contattati dal 118 di Rieti per un corso sul terrorismo. Gli operatori avevano già svolto corsi relativi all’argomento nell’ambito dell’azienda ma si sono rivolti a noi in quanto il corso dell’azienda si rivolgeva a loro come meri esecutori di protocolli di intervento. La richiesta che ci è stata rivolta è di inserire queste conoscenze ricollegandole ad una panoramica più ampia così da rendere accessibile la comprensione dei protocolli appresi unitamente ad una coscienza teorica ed operativa che, a nostro avviso, diverrà nel tempo garanzia di efficienza e competenza operativa).

Il Cepic si pone come strumento permanente di formazione, aggiornamento e come “luogo” di riferimento, scambio e collaborazione tra strutture istituzionali e non, tra esperti di diversa appartenenza professionale. Certi del fatto che la profonda conoscenza del fenomeno fornisce gli strumenti per un’efficace opera di prevenzione ed intervento.

Può parlarci dei seminari e cineworkshop che state organizzando?

Le nostre attività si rivolgono a figure professionali diverse in un’ottica interdisciplinare che mira a fornire una panoramica più ampia e dettagliata del crimine e della psicologia e l’uso cosciente degli strumenti di intervento, considerando ogni argomento di trattazione non come fenomeno a se stante ma come evento inserito all’interno di una realtà sociale, relazionale, giuridica… Per quanto riguarda la formazione in ambito psicologico abbiamo in preparazione cicli di seminari che affrontano problematiche quotidiane quali il rapporto genitori figli, immigrazione, anziani, handicap, piccoli disagi sessuali e benessere psico-fisico, lasciando ampio spazio anche all’esperienza dei partecipanti ed alla consulenza diretta.
Ogni argomento è tenuto da un esperto nell’ambito di trattazione in esame.

I corsi annuali di specializzazione in criminologia invece, si strutturano in più percorsi didattici che proseguono negli anni. Esperti delle forze dell’ordine, docenti universitari, ricercatori e specialisti in vari campi si avvicenderanno nella spiegazione delle dinamiche devianti, delle tecniche di intervento e di contrasto, della prevenzione e della tutela. Supportati da materiale audiovisivo, dispense ed esercitazioni pratiche.

Seminari e workshop sull’apprendimento di tecniche di intervista e di raccolta informazioni (es. testimoni o vittime di reato) come anche di modalità comunicative adeguate a situazioni quali l’accoglienza (es. sostegno vittime) o l’emergenza (es. gestione team, vittime e soccorritori), migliorano le prestazioni degli operatori (118, pronto soccorso, vigili del fuoco…).

Il Cepic si occupa di formazione, aggiornamento in psicologia, criminologia e scienze dell’investigazione. Ci spieghi meglio come viene trattata quest’ultima materia (tecniche e scienze dell’investigazione)?

La devianza abbraccia oggi molti campi della vita quotidiana; fenomeni come molestie sessuali o fisiche, violenze familiari, omicidi e suicidi (solo per citarne alcuni…) sono all’ordine del giorno.
E’ fondamentale quindi che gli operatori del settore abbiano la possibilità di aggiornarsi su tali argomenti acquisendo una conoscenza non settoriale ma a 360 gradi.
Le scienze dell’investigazione pertanto forniscono un contributo alla comprensione globale del fenomeno deviante, fornendo indicazioni sulle attività di polizia scientifica e sui relativi protocolli di intervento e preservazione delle tracce, così da ridurre al minimo l’interferenza nelle successive indagini tecniche ed ottimizzando l’efficacia dell’intervento di diverse figure professionali (soccorritori e tecnici delle forze dell’ordine). L’argomento è utile anche per tutti coloro che operano in ambito giuridico (magistrati avvocati) che trarranno giovamento dal conoscere e facilitare le procedure delle forze dell’ordine, con cui lavorano a stretto contatto


Lei è presidente e responsabile organizzativo del Cepic, quali sono le sue specializzazioni, che cosa l’ha portata ad intraprendere questi studi ed a farne poi la sua professione?

Oltre ad essere presidente del centro europeo di psicologia investigazione e criminologia e membro del gruppo di bioetica dell’ospedale S. Giovanni di Roma. sono psicologo ad indirizzo strategico breve, ho diplomi in training autogeno, ipnosi e sono educatore sessuale. In criminologia e sessuologia (in particolare nel settore delle perversioni sessuali ) ho fatto alcune pubblicazioni, organizzato corsi ed insegnato psicopatologia sessuale.
Per quanto riguarda la psicologia mi spinge una grande curiosità e visto il poco tempo che ci è concesso, la possibilità di imparare dai miei pazienti. Proust diceva che la vera scoperta non sta nel vedere nuovi mondi, ma nel cambiare occhi”, il mio lavoro di psicologo mi permette di conoscere infiniti mondi, grazie alle persone che incontro, e di questo sono grata al mio lavoro ed ai miei pazienti.

La scelta della criminologia invece deriva dal fascino che esercita in me quella sottile linea di demarcazione tra “normalità” e devianza per comprendere motivazioni e dinamiche, per vedere con occhi di chi si macchia di un crimine, dell’emarginato, del perverso perché in ognuno di noi c’è un po’ di loro e in ognuno di loro c’è molto di noi e chissà che riconoscendo quella parte comune si riesca a comprendere e riconoscere i segni della sofferenza, a diminuire l’isolamento e di conseguenza a creare sempre meno mostri.
A tal proposito sto facendo una consulenza per un progetto teatrale nominato appunto “teatro al limite” che si propone proprio questo obiettivo: comprendere, come diceva Simon, che l’unica differenza rispetto al male è che “i buoni lo sognano e i cattivi lo fanno”…

Quali sono le problematiche che una donna incontra (o eventualmente se ce ne sono i vantaggi rispetto ad un’uomo) intraprendendo una professione come quella del criminologo?

Le solite problematiche…o forse qualcuna di più considerando il fatto che si entra in punta dei piedi in un ambito finora prettamente maschile, fortemente competitivo e poco disposto alla collaborazione. Elemento quest’ultimo che trovo fondamentale… Lo svantaggio è che spesso per essere considerata la metà di un uomo, una donna deve valere almeno il doppio!. Il vantaggio è che lo spirito da vitelloni e la tendenza a sottovalutare le donne, li spingono talvolta a scegliere collaboratrici femminili in quanto meno “minacciose” di un collega maschio rendendoci la vita un po’ più facile …. Beata ingenuità…ops..parità…

Per informazioni su Seminari e Workshop: Dott.ssa Chiara Camerani

E-mail chiaracam@supereva.it

CEPIC: STUDIO DI CONSULENZA PERITALE

Attività di consulenza per le indagini difensive e di parte civile e nei procedimenti penali

Il Cepic rende disponibile a studi legali, enti pubblici, aziende e privati, un team di accreditati professionisti nell’ambito della psichiatria, psicologia, criminalistica per controllo oggettività periti del Pm, controperizie e consulenze.

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Contatti : chiaracam@supereva.it

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