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Una svolta per San Vittore: Gloria Manzelli nuovo direttore

La prima donna direttrice di uno dei carceri più problematici d'Italia. Il noto giornalista Candido Cannavò,(che dimostra di aver "la sindrome Pagano" proprio come Emilio Fede ha "la sindrome Berlusconi") continua a scrivere nei suoi articoli "Seguirà le orme del grand'uomo Luigi Pagano" "Erediterà i progetti avviati dall'uomo-guida Luigi Pagano, che le sta facendo da maestro" Noi crediamo, invece, che Gloria Manzelli, non brillerà di luce riflessa ma con la sensibilità tipicamente femminile e la capacità di guardare oltre delle donne seguirà una sua linea, lavorando anche "dietro i sipari" per ristabilire un equilibrio tra rispetto dei diritti umani e sicurezza, quello che in questi anni è mancato al carcere milanese di San Vittore

                                      

Tratto da Vita, intervista di Stefano Arduini

Gloria Manzelli (nella foto) è nata 44 anni fa a Rimini. Dopo la laurea in giurisprudenza conseguita a Bologna, nel 1991 arriva a Milano per il suo primo incarico: vice direttore del carcere San Vittore.

 

Prima di lei nessuna. Gloria Manzelli è il 24esimo direttore del carcere di San Vittore, la prima donna. Dall’alessandrino Pietro Fossa al napoletano Luigi Pagano, in 125 anni di storia dell’istituto milanese. Su quella poltrona fino ad ora si erano accomodati solo uomini. Sulle spalle di questa riminese di 44 anni che incontriamo alla vigilia della festa della donna è però piombata l’eredità più pesante: non deludere il suo precedessore, mentore e maestro. Pagano appunto, che la guarda dall’altra parte di Piazza Filangeri, dal suo nuovo ufficio di provveditore.

…Non serve il cannocchiale per rendersi conto che negli uffici della direzione dell’istituto il maschio è un’animale in via d’estinsione.

“A Milano ormai siamo la maggioranza, oltre a me, c’è anche la mia amica Lucia Castellano a Bollate. Resiste solo Alberto Fragomeni a Opera e sinceramente non so quanto sopravviverà” sorride. Per adesso però i pensieri della Manzelli sono rivolti alla pentola a pressione su cui è seduta. San Vittore infatti, non è quello che si dice un posto tranquillo.

Vita: “Alla fine anche un bulldozer come Pagano ha alzato bandiera bianca. Quanto pensa di resistere?

Gloria Manzelli: “Io qui spero di mettere radici. La mia benzina è l’emozione che ancora mi dà questo luogo. Il mio è un lavoro che devi vivere come una missione.”

Vita: “Aiuta il fatto di essere donna?”

Gloria Manzelli: ” Credo di si. Non so se siamo meglio o peggio.Di certo c’è che rispetto agli uomini siamo più sensibili. Le cose del mondo ci segnano. E siamo pronte a rischiare perchè le nostre iniziative si concrettizzino.”