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"Ragazzi fuori" di Marco Risi

Il regista evidenzia, con pessimismo, il fallimento del sistema rieducativo...nondimeno, il pessimismo “sociologico” di Risi è stato smentito dalla realtà dei fatti e per “colpa” dello stesso regista. Tutti i ragazzi che hanno lavorato nel film – come confermano i titoli di coda – hanno avuto una possibilità di riscatto lavorativo grazie alla produzione cinematografica (gli attori sono non professionisti, effettivamente passati dal carcere di Malaspina), alcuni di loro sono diventati addirittura degli attori professionisti, uscendo forse per sempre dalla palude del disagio, della criminalità e della povertà dentro alla quale hanno vissuto per molti anni. Il cinema, involontariamente, gli ha offerto una seconda chance.

Marco Risi, Italia, 1991
Dopo essere usciti dal carcere minorile di Malaspina, Mery, Antonio, Natale, Claudio e Cin Ciong cercano di sopravvivere alla realtà caotica e degradata dei quartieri poveri di Palermo. Se le loro vite si separano definitivamente (ognuno riallaccia i legami con le vecchie famiglie, i vecchi amici, le vecchie “cattive compagnie”) i loro destini appaiono segnati dalla stessa fine tragica: Mery, omosessuale travestito, ritorna a battere e viene in seguito arrestato per aver pestato un cliente; Natale, tornato a frequentare un gruppo di ladri, si rende complice di uno stupro; Antonio viene arrestato dai carabinieri perché vende patate senza licenza; Claudio, messosi a fare il carrozziere, muore per una questione di vendetta; Cin Ciong viene ammazzato da un poliziotto dopo essere stato colto in fragrante per il furto di un’autoradio.