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"Le mie prigioni" di Wanna Marchi

Oltre che a me il libro, a quanto pare, non è piaciuto neanche agli esponenti della critica. Infatti è stato inserito da subito nella lista "delle opere trash" Un brano di seguito.

Wanna Marchi e la figlia

Ci stavano arrestando e un finanziere mi disse “Si vesta Signora Marchi, dobbiamo andare” Io rispondo: “Faccio una doccia” E lui “No. La lavano a San Vittore.” “Cosaaa? Nessuno mi lava, mi lavo da sola, io” “Non le è permesso fare la doccia perchè non si può chiudere la porta del bagno.” “Io la doccia la faccio vediamo se ha il coraggio di guardare” Il finanziere mette un piede per impedirmi di chiudere la porta, io la apro completamente, mi spoglio e mi infilo sotto la doccia. Le mie lacrime si mischiano all’acqua che scende copiosa, mi lavo, infilo l’accappatoio e lui è sempre lì impalato. Lo guardo dritto negli occhi e gli dico “Soddisfatto signore? Contento di aver visto una donna che può esserle nonna piangere di umiliazione perchè obbligata a farsi la doccia davanti a lei?” Lui per la prima volta abbassa gli occhi e dice “Mi scusi sono ordini”

Di tutte le umiliazioni passate nella mia vita questa è stata sicuramente la peggiore. Potrei scrivere e scrivere tante cose, tutte le verità sulle persone “che devono eseguire gli ordini” e se non lo faccio è semplicemente per non far del male alle loro mamme”