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"Silenzio tra due pensieri" di Babiak Payami

In virtù di un principio che stabilisce che l'autore di un crimine non andrà all'inferno se vergine, la vita di una giovane donna condannata alla pena di morte viene momentaneamente risparmiata. La guida del villaggio decide di dare la donna in sposa al suo futuro carnefice, che ora deve confrontarsi con una moglie, prigioniera e futura vittima. Il regista costretto a fuggire dal Medio-Oriente, accusato di vilipendio nei confronti dell'Islam per aver girato questo film, afferma che sua intenzione non è condannare la religione ma gli uomini che la usano per fini personali e se ne fanno scudo, prendendo in giro i propri simili."

Foto: IIl Silenzio Tra Due Pensieri/I

 

 

 

 

 

 

   

Il regista iraniano di Silenzio tra due pensieri ,  due anni fa è stato costretto a fuggire dal paese mediorientale, dopo essere stato arrestato e interrogato a causa del film che stava girando, incentrato “sul dilemma di coloro che vengono sfruttati tramite la religione”.

Silenzio tra due pensieri racconta la storia di una giovane donna che viene risparmiata dall’esecuzione perché, secondo una convinzione diffusa, i criminali vanno all’Inferno, mentre una vergine giustiziata finisce in Paradiso. Per ovviare a questo problema, un leader spirituale del luogo costringe il boia locale a sposare la ragazza affinché, una volta consumato il matrimonio, si possa procedere con la condanna a morte. Ma quando l’uomo si trova davanti alla vittima precipita nel dubbio. “Il silenzio tra due pensieri del titolo - spiega il regista - è il momento in cui un individuo, o un’intera società, si risveglia da un incubo o da una convinzione cieca. E’ il viaggio attraverso l’indecisione. Non è però un film sulla religione, bensì su come possa essere utilizzata e rappresentata in modo errato per ingannare la gente”

 ”Noi artisti viviamo in funzione della nostra creatività e non bastano tutti i poliziotti armati a fermarci. L’ho detto anche alla persona che mi ha interrogato: prendetevi questo film e io ne girerò un altro, arrestatemi e un altro regista lo farà al posto mio. Comunque vada sarò io a vincere questa battaglia”.