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"Mobbing" reato, Senato italiano approva disegno di legge.

L'Osservatorio crimini perpetrati sulle donne e Guida Carcere stanno conducendo una ricerca sui casi di mobbing denunziati da donne in Italia. Dalle prime indagini emerge che le donne vittime di mobbing sono quelle più professionalmente preparate e con facoltà intellettive superiori alla norma. Ciò rassicurerà i mediocri ai quali ci rivolgiamo,dicendo: "nessuno se la prenderà con voi, continuate a lavorare tranquillamente". Le vittime, da quanto è emerso anche da altre ricerche condotte all'estero non sono fragili emotivamente,al contrario di ciò che si può immaginare sono donne dalla personalità marcata e dal carattere solido che si va però sgretolando a seguito di pressanti angherie.

Il Senato italiano ha approvato un disegno di legge che inserisce il Mobbing tra i reati. Previste pene fino ai quattro anni di reclusione e risarcimento di danni morali alla vittima.

Ma che cos’è il Mobbing?  Letteralmente il verbo to mob in inglese significa “attaccare”.

Il magistrato Pierguido Soprani spiega:

“Si verifica una situazione di mobbing quando un’individuo è oggetto ripetuto di soprusi in ambito lavorativo o professionale, da parte di superiori o colleghi ed in particolare quando vengono poste in essere pratiche dirette ad isolarlo dall’ambiente di lavoro od ad espellerlo con la conseguenza di intaccare gravemente l’equilibro psichico dello stesso, menomandone la capacità lavorativa e la fiducia in se stesso e provocando catastrofe emotiva, depressione e talvolta persino suicidio. La responsabilità del datore di lavoro deriva dall’Art. 2087 c.c. che impone di adottare le misure necessarie e tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori.”

Il mobbing è definito stress da persecuzione psicologica ma anche terrorismo psicologico in ambito lavorativo

Vi sono casi in cui il “mobber” esercita queste azioni di “mobbing” perchè  vede nel proprio collega o  subordinato un possibile ostacolo, in quanto considerato “concorrenziale” nel percorso carrieristico. In tal caso il “mobbizzato”, cioè la vittima di una persecuzione psicologica, è portato inevitabilmente a mettersi da parte, perchè “avvilito” e “rattristato” per quanto gli sta accadendo, rinunciando ad una collaborazione positiva con l’azienda e quindi lasciando via libera  al “mobber”.

Una ricerca condotta nei paesi scandinavi rileva che gran parte delle azioni di mobbing consistono in:

calunniare o diffamare un lavoratore  oppure la sua famiglia;

negare deliberatamente informazioni relative al lavoro oppure fornire informazioni non corrette a riguardo;

sabotare o impedire in maniera deliberata l’eseuzione del lavoro;

escludere in modo offensivo il lavoratore, oppure boicottarlo o disprezzarlo;

esercitare minacce, intimorire o avvilire la persona, come nel caso di molestie sessuali;

insultare, fare critiche esagerate o assumere atteggiamenti o reazioni ostili in modo deliberato;

controllare l’operato del lavoratore senza che lo sappia e con l’intento di danneggiarlo;

applicare sanzioni penali amministrative ad un singolo lavoratore senza motivo apparente, senza dare spiegazioni, senza tentare di risolvere insieme a lui/lei i problemi”.

 

Sei stata vittima di Mobbing? Racconta la tua storia ( usando se vuoi uno pseudonimo) a Web Angel scrivendo a guidacarcere@supereva.it  Il tuo contributo sarà utile alla ricerca dell’ Osservatorio  Crimini e  Violenze perpetrate sulle Donne.