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Baghdad: spose in affitto offresi.

Dopo i discussi matrimoni coatti, arrivano i matrimoni temporanei. Secondo l'agenzia di stampa delle Nazioni Unite sarebbero più di 300 "i matrimoni" a tempo celebrati ogni giorno e riconosciuti dal diritto islamico.

Le Ong per i diritti umani attraverso i racconti delle protagonistiche testimoniano la brutalità di queste unioni fittizie celebrate dietro compenso economico che si aggira intorno ai mille dollari o l’equivalente in oro.

 

“Sono stata in difficoltà fin da quando mio marito è morto durante la guerra del 2003 e i miei figli erano affamati, perciò ho deciso di accettare questo matrimonio temporaneo; sono stata la sua schiava sessuale per un mese e dopo mi ha detto solo che il mio tempo era finito e se ne è andato via”. Anche Karima Abbas porta la sua testimonianza che la vede nuovamente sola e, se possibile, più disperata di prima, dopo essere stata usata per una settimana e aver visto il suo nuovo marito “tornare dalla moglie, lasciandomi incinta senza nessun aiuto. Ora per la comunità sono una prostituta”.

 

Lo sceicco di Najaf, Hussein Abdul Kader, spiega le ragioni di questa innovazione, giustificandola con il necessario bisogno degli uomini di avere un’”attività sessuale, ma – spiega lo sceicco – la religione la proibisce prima del matrimonio; in questo modo puoi avere una donna seguendo questo desiderio, senza influire sul suo onore perché solitamente è una vedova, perciò non è più vergine. (…) Allo stesso tempo aiutiamo queste donne a sostenere le famiglie”

 

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