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In Italia 16mila detenuti soffrono di disturbi psichiatrici.

Francesco Maisto, sostituto procuratore a Milano, interviene alla terza edizione del Forum nazionale della Salute mentale della Cgil, in corso a Milano, denunciando la malattia italiana della detenzione sociale: "Ci sono detenuti psichiatrici, tossicodipendenti, senza fissa dimora: tutte persone che dovrebbero stare altrove".

Dal Redattore Sociale

“In Italia esiste un doppio livello processuale - ha detto Maisto -: il processo per i ricchi e il processo per i poveri, o meglio contro i poveri. E’ il processo per direttissima, una sorta di macellaio sociale che rappresenta l’80-90% dei procedimenti e che riguarda molte persone senza fissa dimora, tossicodipendenti con problemi di salute mentale e con patologie mentali croniche”. Un processo dei poveri, insomma, i cui effetti si riversano nelle strutture carcerarie: “Secondo una ricerca epidemiologica svolta a novembre 2005 dall’Amapi (Associazione medici penitenziari italiani), dei 61mila detenuti presenti nelle carceri italiane, un record nella storia della Repubblica, 16mila presentano disturbi mentali, anche questo un record”.

Non solo: il problema dei detenuti con problemi di natura psichiatrica o psicologica va a sommarsi con la questione dei senza fissa dimora e delle persone con problemi di alcolismo e tossicodipendenza. “Il nostro sistema penitenziario soffre di una malattia che va al di là dei problemi istituzionali: la detenzione sociale. Ci sono detenuti psichiatrici, debilitati, senza fissa dimora: tutte persone che dovrebbero stare altrove. In realtà il carcere non viene fatto funzionare per i delinquenti veri, ma per queste persone, con spese di funzionamento di 135 euro al giorno per detenuto, molto superiori agli esborsi che dovrebbero riguardare il sistema di welfare - ha detto Maisto, che ha poi commentato: - È un circolo vizioso, un cane che si morde la coda, qualcosa di fine a sé stesso. Questa situazione è insopportabile, bisogna fermarla già in zona elettorale. In Parlamento c’è un progetto di legge pendente sul nuovo ordinamento penitenziario, la cui discussione non è stata nemmeno calendarizzata, mentre interessa approvare leggi come quelle sulla difesa o sulla prescrizione”.