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Tor di Quinto, prima dell'omicidio altra violenza a donna.

La giovane turista riuscì a scappare alla presa dell´uomo che l´aveva seguita dalla stazione.

 
 
Immagine Unicef
 
 
Da l’Espresso
articolo di  Marino Bisso
 
Era già successo ma nessuno ha mai preso provvedimenti. Qualche mese prima dell´aggressione mortale a Giovanna Reggiani, un´altra donna aveva rischiato di essere violentata in mezzo alla stradina che porta alla stazione di Tor di Quinto. Una turista straniera, scesa nella stazione a ridosso della Flaminia, era però riuscita a liberarsi dalla presa di un uomo che le era saltato addosso lungo il viale senza lampioni e a chiedere aiuto.
L´aggressione è stata denunciata al commissariato di Ponte Milvio dove erano già giunte altre segnalazioni ed esposti di residenti della zona. Il comitato di quartiere aveva chiesto più sorveglianza e l´illuminazione della strada. Ora, tra gli alberi e i cespugli ai margini del viale, non ci sono più le baracche dei romeni ma sono rimaste molte tracce che fanno pensare ad altre aggressioni e furti: dagli slip di donna, abbandonati a trenta metri dalla stazione, a un cellulare ritrovato a pochi passi dalla buca dove Giovanna Reggiani sarebbe stata seppellita. Qui, accanto al cavalcavia della Flaminia Vecchia è cresciuta una discarica di oggetti rubati: cumuli di borse, valigie abiti e libri che periodicamente vengono bruciati. A poca distanza da dove è stata uccisa Giovanna Reggiani altri cittadini protestano. Sono i dipendenti Rai di Saxa Rubra. «Da tempo - denuncia Dante Iannuzzi sindacalista dell´Ugl - i dipendenti Rai sono vittime di aggressioni, scippi e borseggi. Abbiamo scritto al sindaco Veltroni e al prefetto Mosca per chiedere maggiori controlli».

 

da Osservatorio sulla LegalitàRom : al Viminale il vicesegretario del Consiglio d’Europa
di Mauro W. Giannini

La questione dei Rom e’ stata al centro dell’incontro di ieri al Viminale fra il sottosegretario all’Interno Marcella Lucidi e il vice segretario generale del Consiglio d’Europa, Maud de Boer Buquicchio.

Si e’ parlato infatti della presenza in Italia delle comunita’ rom, delle problematiche connesse alla loro integrazione, nonche’ della Conferenza Internazionale che, a riguardo, il ministero dell’Interno organizzera’ per il mese di gennaio. Secondo il Viminale, il vice segretario generale del Consiglio d’Europa ha espresso piena disponibilita’ a collaborare con l’Italia per la buona riuscita dell’appuntamento di gennaio.

Il sottosegretario Lucidi ha evidenziato che l’Italia avverte il dovere di riconoscere alle comunita’ rom il carattere di minoranza, di contrastare ogni discriminazione e favorire sedi di consultazione con le loro rappresentanze associative. Ha, tuttavia, specificato la necessita’ che i flussi e le presenze non siano tali da porre problemi di sostenibilità sociale, da complicare i percorsi di inserimento, auspicando a riguardo un sostegno sia del Consiglio d’Europa che dell’UE.

Secondo una nota del ministero dell’Interno, la collaborazione stretta con il Consiglio d’Europa nella preparazione della Conferenza di gennaio sara’ l’occasione per promuovere una migliore conoscenza della minoranza rom nonche’ delle migliori pratiche adottate nei diversi Paesi dell’Unione.

Il Consiglio d’Europa e’ un organismo di 47 Stati (tutta Europa compresa la Turchia ed esclusa la Bielorussia), la cui finalita’ principale e’ la difesa dei diritti dell’uomo in base alla Convenzione europea da tutti sottoscritta. Due anni fa l’allora commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Alvaro Gil Robles, dopo una visita in Italia rilevo’ che giuridicamente le minoranze rom e sinti non sono tutelate nel nostro Paese in quanto non esiste uno status specifico per loro nella legislazione italiana, e la situazione non e’ ad oggi cambiata.

Inoltre il Commissario noto’ che anche fra le autorita’ italiane e’ diffuso il pregiudizio sui Rom, come quello che siano tutti nomadi e tutti stranieri, il che non e’: oltre un terzo dei Rom che si trovano in Italia (in totale 120.000 persone) sono stanziali, cioe’ non nomadi. Inoltre, secondo le stime, tra i 60.000 e i 90.000 Rom sono Italiani, cioe’ nati in Italia da genitori Italiani. I Rom stranieri, inoltre, non provengono solo dalla Romania, ma anche da Bulgaria, Albania ed altri Paesi dei Balcani.

 

Il presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa Renè van der Linden:

Rivolgendo un appello al governo italiano perché reagisca in modo giusto ed equilibrato dopo le misure repressive prese contro gli immigrati rumeni, compresi i Rom di Romania che vivono in Italia. “La rabbia del governo e della popolazione, dopo il tragico omicidio della scorsa settimana, è legittima - prosegue il presidente dell’Assemblea di Strasburgo - ma l’arresto di un romeno accusato di avere compiuto il delitto non deve scatenare persecuzioni contro i suoi compatrioti. È vero che il governo ha il diritto di espellere chi mette a repentaglio la sicurezza pubblica, ma tali misure debbono sempre essere garantite da una procedura giudiziaria e prese a titolo individuale, mai collettivamente“.

Ricordando poi che l’Italia ha ratificato il protocollo alla Convenzione dei Diritti dell’Uomo che vieta espressamente le espulsioni collettive di stranieri, il presidente van der Linden esprime “viva inquietudine per avere appreso di aggressioni mascherate a Roma con pugnali e manganelli contro gruppi di rumeni e dell’esplosione di un ordigno rudimentale davanti a un magazzino appartenente a rumeni”.”L’Italia è sempre stato considerato un paese in cui gli episodi di razzismo e xenofobia sono piuttosto rari - chiude van der Linden - ecco perché spero che queste rappresaglie, compiute sotto la spinta emotiva dell’incidente, rimangano degli episodi isolati”.