Sardegna: emergenza sovraffollamento carcerario.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Sindacato autonomo Lavoratori Penitenziari. "La situazione del sistema carcerario sardo, vede una carenza di personale e soprattutto un sovraffollamento delle carceri isolane".

E’ emerso un grande disagio dovuto essenzialmente a “carenza di personale sia della polizia penitenziaria che del personale amministrativo”, limitazione a livelli minimi dei servizi a causa della mancanza di personale, forte ridimensionamento delle risorse finanziarie, e soprattutto grave sovraffollamento degli istituti penitenziari, con situazioni particolarmente critiche nel carcere di Buoncammino.

Come ha detto il Segretario Generale del SIALPE-ASIA Roberto Coppotelli, da molto tempo viene lamentato uno stato di grave disagio sia da parte del personale di Polizia Penitenziaria, sia da parte del personale del comparto Ministeri.

Della situazione generale risentono anche le colonie penali di Isili, Mamone e Is Arenas che in passato hanno rappresentato un mezzo importante di reinserimento sociale.

Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria dovrà cercare nel piu breve tempo possibile adeguate soluzioni per evitare il collasso.
I principali penitenziari di Cagliari, Nuoro, Sassari, Oristano e Tempio sono ormai vecchi ed il problema va affrontato, ha detto Il Segretario Generale del SIALPE-ASIA.
Inoltre si deve sottolineare con preoccupazione il fatto che il 40 per cento della popolazione carceraria sarda è rappresentato da stranieri, siano essi extra comunitari che comunitari, come ad esempio i romeni. Questo procura ovviamente difficoltà ulteriori sia per la convivenza sociale che per quella religiosa all’interno degli istituti di pena.

Un altro dato grave è l’aumento costante della popolazione carceraria femminile, che oggi arriva al 40% del totale”.

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