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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>La patologia venosa degli arti inferiori</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cardiologia/interventi/2005/06/215067.shtml</link>
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	<pubDate>Mon, 20 Jun 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Franco</dc:creator>
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    <category>malattie_delle_vene</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Iniziamo da questa settimana a parlare di patologia venosa degli arti inferiori. Dalle semplici teleangectasie, che sicuramente provocano anche un danno estetico poco accettato, alla flebopatia ipotonica costituzionale,alle varici, fino ad arrivare alle tromboflebiti ed alla Trombosi venosa profonda.</p>
<p>Impareremo a riconoscerle dai sintomi, ma soprattutto metteremo in atto tutte quelle forme di prevenzione che ci permetteranno di evitare le complicanze.</p>
<p>Certo l&#8217;autodiagnosi è estremamente pericolosa ed è altrettanto pericolosa la diagnosi &#8221; a distanza&#8221;.</p>
<p>Pertanto cercherò di esporre gli argomenti nella maniera più semplice, pregando i nostri lettori di evitare i facili allarmismi; sarò a vostra disposizione per eventuali chiarimenti. </p>
<p>Un caro saluto</p>
 
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	<item>
	<title>Trattamento Farmacologico</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cardiologia/interventi/2005/04/205976.shtml</link>
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	<pubDate>Sun, 10 Apr 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Franco</dc:creator>
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    <category>angiologia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Le strategie di trattamento per rallentare il decorso della malattia ma soprattutto per ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari, si basano sull’utilizzo degli antiaggreganti piastrinici (Ac. Acetilsalicilico, Ticlopidina, Clopidogrel ecc.).</p>
<p>Anche le Statine ed il Ramipril hanno mostrato di potere efficacemente ridurre le complicanze.</p>
<p>La Pentossifillina ed il Buflomedil vengono sovente utilizzati per la capacità di migliorare il flusso microcircolatorio (effetto emoreologico).</p>
<p>Da non sottovalutare l’efficacia di un componente naturale, la Gingko Biloba per l’attività anti- radicali liberi, antiaggregante ed emoreologica.</p>
<p>L’associazione inoltre con l’Allium Sativum sembra che ne potenzi l’efficacia.</p>
<p>Diverso il trattamento dell&#8217;ischemia critica, che si avvale soprattutto dei prostanoidi e dei trombolitici, evidentemente somministrati solo in Reparti Specialistici.</p>
 
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	<item>
	<title>Il  Trattamento Chirurgico</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cardiologia/interventi/2005/04/205977.shtml</link>
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	<pubDate>Sun, 10 Apr 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Franco</dc:creator>
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    <category>cardiologia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il trattamento farmacologico e/o chirurgico va valutato attentamente per ogni paziente.</p>
<p>Certamente un paziente anziano che non pratica attività fisica e che presenta una stabilità della malattia, si avvale favorevolmente delle misure igieniche e farmacologiche.Per tutti gli altri, l&#8217;intervento di rivascolarizzazione va valutato singolarmente, tenendo in ogni caso presente lo stato generale di ogni singolo paziente.</p>
<p>Oggi le tecniche chirurgiche si avvalgono soprattutto di tecniche endovascolari , sicuramente poco invasivi, (PTA e Stent) riservando ai casi più complessi gli interventi di By-pass.</p>
<p>La rivascolarizzazione distale o estrema, specie nei casi di ischemia critica, riesce sovente a salvare un arto altrimenti destinato all&#8217;amputazione.</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>L&#039;ISCHEMIA CRITICA</title>
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	<pubDate>Sun, 27 Feb 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Franco</dc:creator>
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    <category>angiologia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Ischemia critica è  quella condizione di grave sofferenza dei tessuti che se non trattata porta inesorabilmente alla gangrena ed all’amputazione.</p>
<p>La malattia, che per un certo periodo ha dato segni solo in particolari condizioni, adesso vira verso lo scompenso assoluto ed i tempi di intervento diventano assolutamente importanti.</p>
<p>L’arto si presenta freddo e compaiono i primi segni di sofferenza dei tessuti.</p>
<p>Il dolore,che negli stadi precedenti era presente solo durante il cammino, adesso diventa continuo, specialmente durante le ore notturne.</p>
<p>In questa fase è assolutamente necessario instaurare un trattamento intensivo, chirurgico ove possibile e farmacologico.</p>
<p>Ovviamente il paziente va ospedalizzato in centri specializzati (Angiologia o Chirurgia Vascolare) dove può essere monitorizzato costantemente e trattato specificatamente.</p>
 
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	<item>
	<title>LA DIAGNOSTICA STRUMENTALE</title>
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	<pubDate>Sun, 20 Feb 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Franco</dc:creator>
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    <category>angiologia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>L’esame Doppler c.w. permette con assoluta certezza di discriminare il sano dall’ammalato mediante il calcolo dell’ABI (Indice pressorio braccio-caviglia) e di fornire notizie preliminari sullo stato della malattia.</p>
<p>Successivamente, in caso di patologia, sarà utile eseguire un esame eco-color-doppler che ci permette di valutare la consistenza della placca, il grado di stenosi e lo stato della parete.</p>
<p>Utile in questi casi procedere con il test del cammino sul tapis-roulant (treadmill-test ) che ci da importanti informazioni sullo stadio funzionale funzionale della malattia .</p>
<p>Sono tutti questi esami “non invasivi” e quindi non comportano nessun fastidio per l’ammalato.</p>
<p>L’arteriografia rimane comunque l’esame principe ed è essenziale per programmare un intervento di rivascolarizzazione dell’arto mediante angioplastica o by-pass.</p>
<p>Nei casi più gravi della malattia ( ischemia critica) vengono eseguiti altri esami molto sofisticati (Ossimetria transcutanea, laserdoppler, capillaroscopia) per la valutazione del microcircolo e per monitorare l’efficacia del trattamento.</p>
 
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	<item>
	<title>NORME IGIENICHE E COMPORTAMENTALI</title>
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	<pubDate>Sun, 20 Feb 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Franco</dc:creator>
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    <category>angiologia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>L’arteriopatico periferico dovrà fare giornalmente delle passeggiate, procedendo lentamente e fermandosi per pochi minuti quando accusa fastidio o dolore all’arto interessato, per poi riprendere il cammino.</p>
<p>Il camminare spesso migliora il compenso circolatorio attivando i circoli collaterali di compenso e migliorando il metabolismo locale. </p>
<p>L’arteriopatico periferico, soprattutto se diabetico, dovrà porre molta attenzione all’igiene dei piedi e delle unghia, usando forbici a punta smussa ed evitando il “fai da te” per quanto riguarda eventuali callosità presenti sui piedi.</p>
<p>Le calzature dovranno essere comode e dovranno essere evitati indumenti che “stringono” la gamba.</p>
<p>A tutto questo va aggiunto che vanno assolutamente ridotti i fattori di rischio, soprattutto il fumo di sigaretta, elemento tra i più dannosi per la progressione della malattia.</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>QUANDO RIVOLGERSI ALL&#039;ANGIOLOGO</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cardiologia/interventi/2005/01/194314.shtml</link>
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	<pubDate>Sat, 22 Jan 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Franco</dc:creator>
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    <category>angiologia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Sono soprattutto i soggetti diabetici che almeno annualmente devono sottoporsi ad un esame vascolare completo non invasivo (Arti inferiori, Vasi del Collo, Aorta addominale).</p>
<p>Dopo i 50 anni di età è altresì auspicabile un controllo vascolare periodico per quei soggetti che hanno una familiarità positiva per malattie cardio-vascolari o per chi ha già avuto un evento cardiaco, o per chi soffre di ipertensione arteriosa e/o  dislipidemia o per chi fuma.</p>
<p>Il sintomo della claudicatio intermittens non va assolutamente sottovalutato essendo nella maggior parte dei casi indicativo di patologia arteriosa.</p>
<p>Gli esami strumentali sono assolutamente non invasivi e non comportano alcun rischio per il paziente, ma consentono di definire con assoluta certezza lo stadio della malattia in modo da rallentarne il processo evolutivo.</p>
<p>Purtroppo spesso i pazienti giungono allo Specialista in ritardo, quando la malattia ha ormai interessato diversi distretti o addirittura provocato una ischemia critica dell’arto con evoluzione verso la gangrena.</p>
 
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	<description>Sono soprattutto i soggetti diabetici che almeno annualmente devono sottoporsi ad un esame vascolare completo non invasivo (Arti inferiori, Vasi del Collo, Aorta addominale).
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	</item>
    
	<item>
	<title>Storia naturale della malattia</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cardiologia/interventi/2004/12/191448.shtml</link>
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	<pubDate>Fri, 31 Dec 2004 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Franco</dc:creator>
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    <category>angiologia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>L’insufficienza arteriosa periferica nella maggior parte dei casi evolve molto lentamente nel corso degli anni con un peggioramento dell’intervallo di marcia libera fino alla condizione di ischemia critica.</p>
<p>In questo stadio (Stadio III di L.Fontaine) il dolore all’arto, che prima era presente solo dopo sollecitazione motoria, si presenta a riposo, soprattutto durante le ore notturne, ed iniziano a comparire le prime lesioni necrotiche, preludio alla gangrena ed alla amputazione dell’arto.</p>
<p>Essendo la malattia una delle localizzazioni della malattia aterosclerotica, non sorprende come tali pazienti siano affetti anche da altre malattie collegate quali la cardiopatia ischemica o la malattia cerebrovascolare.</p>
<p>Esistono dati che dimostrano come l’interessamento delle arterie coronariche siano molto frequentemente interessate nell’arteriopatico periferico, con percentuali molto alte (circa 90%) per cui l’insufficienza arteriosa periferica viene giustamente considerata come un vero e proprio marker di aterosclerosi sistemica.</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>I FATTORI DI RISCHIO</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cardiologia/interventi/2004/12/189949.shtml</link>
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	<pubDate>Sun, 19 Dec 2004 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Franco</dc:creator>
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    <category>angiologia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>I Fattori di rischio che si associano all’insufficienza arteriosa periferica sono gli stessi per tutti i distretti vascolari interessati al processo aterosclerotico, anche se alcuni di essi tendono a prevalere a seconda della localizzazione.</p>
<p>In particolar modo il fumo di sigaretta ed il diabete rappresentano i maggiori fattori di rischio, seguiti dall’ipertensione arteriosa e dall’ipercolesterolemia.</p>
<p>Il rischio di sviluppare la malattia è comunque da 2 a 7 volte maggiore nei fumatori e nei diabetici.</p>
<p>Inoltre nei fumatori il rischio è rapportato al numero di sigarette consumate (rapporto dose-dipendente).</p>
<p>Fumo e diabete infine tendono ad aumentare il rischio di amputazione e condizionano negativamente i risultati degli interventi di rivascolarizzazione.</p>
<p>Altri fattori di rischio sono rappresentati da alti livelli ematici di Fibrinogeno e di Omocisteina.</p>
<p>La familiarità, nel determinare l’insorgenza della malattia, gioca anch’essa un ruolo importante.</p>
 
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	<item>
	<title>ANGIOLOGIA, COS&#039;E&#039;?</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cardiologia/interventi/2004/12/189864.shtml</link>
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	<pubDate>Sat, 18 Dec 2004 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Franco</dc:creator>
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    <category>cardiologia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Le malattie del sistema vascolare sono di particolare competenza dell&#8217;Angiologo.</p>
<p>Esse rappresentano, dal punto di vista epidemiologico, le patologie tra le più frequenti e spesso le più invalidanti; basti pensare alle arteriopatie periferiche ed all&#8217;insufficienza venosa cronica, al piede diabetico vascolare ed alla patologia a carico delle arterie cerebroafferenti.</p>
<p>Ma esistono altre patologie che, seppur non gravi, risultano fastidiose per il paziente e sono spesso causa di profondo disagio; basti pensare agli inestetismi venosi delle gambe (vene reticolari, teleangectasie ecc) od alle acrosindromi vascolari (acrocianosi, perniosi ecc).</p>
<p>Scopo della vostra guida di angiologia è quello di offrire, con parole le più semplici possibili, un aiuto a comprendere le malattie vascolari, ma soprattutto a prevenirle. Per tale motivo, settimanalmente verrà affrontato un argomento di interesse generale, con link correlati per eventuali approfondimenti. Ma saranno soprattutto le vostre domande, a cui risponderò volentieri e che serviranno a meglio comprendere gli argomenti trattati.</p>
<p>Un arrivederci a presto.</p>
 
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