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MAZINKAISER speciale a cura di Davide Di Giorgio

Nell’era dei grandi revival che stanno caratterizzando tanto il cinema dal vero quanto la stessa animazione giapponese, non poteva mancare un posticino anche per i Mazinga, che a partire dal lontano 1972 avevano codificato molti cliché del genere oggi comunemente definito dei “robottoni”.

Il progetto

Il ritorno di Mazinga

Nell’era dei grandi revival che stanno caratterizzando tanto il cinema dal vero quanto la stessa animazione giapponese, non poteva mancare un posticino anche per i Mazinga, che a partire dal lontano 1972 avevano codificato molti cliché del genere oggi comunemente definito dei “robottoni”. Creato da Go Nagai per il mercato dei manga, Mazinga Z conobbe fortuna e gloria grazie alla Toei Animation, che realizzò una lunga serie animata (92 episodi) poi seguita da Il Grande Mazinga (1974, 56 episodi): due opere la cui importanza storica non è separabile dal fenomeno di costume che generarono e dall’enorme consenso riscosso presso un’intera generazione di appassionati.

L’idea di un remake che permettesse a questi robot di tornare sugli schermi doveva balenare da tempo alla Dynamic Planning, la società gestita dai fratelli Nagai: lo stesso magaka non aveva mancato negli anni di lavorare a rifacimenti e spin-off cartacei, come “MazinSaga”, “Z Mazinger” o “Mazin Angels”. Le prime avvisaglie del nuovo corso, curiosamente, non sono però arrivate dai fumetti o dagli anime, ma da altri settori dell’entertainment, prima fra tutti la serie di videogames Super Robot Wars della Banpresto (divisione della Bandai), che dal lontano 1991 vede i robot storici riuniti in un gioco di strategia e combattimenti. Il progetto Mazinkaiser parte proprio da qui, dal momento in cui Banpresto chiese alla Dynamic di creare un nuovo Mazinga da inserire nel gioco Super Robot Wars F (1997) per Sega Saturn: una richiesta alquanto legittima, considerando il ruolo di primo piano che sponsor e ditte collegate all’industria dell’entertainment (giocattoli o, appunto, videogames) possono avere nella creazione di personaggi destinati poi a manga o anime. Già lo Shin Getter Robot, per esempio, era stato commissionato nello stesso modo.

Proprio il successo riscosso da Getter Robot – the Last Day, la miniserie animata dedicata alla nuova incarnazione di quello che in Italia era Getta Robot (o Space Robot se preferite) fornì anzi l’incentivo affinché anche Mazinkaiser fosse trasposto in animazione. D’altronde la Dynamic aveva già realizzato per i suoi 25 anni il cortometraggio La grande guerra di tutti i robot Dynamic, al termine del quale Koji Kabuto utilizzava proprio Mazinkaiser per scagliarsi contro l’Imperatore delle Tenebre: il destino del nuovo robot, dunque, era da ritenersi già segnato.

Lo staff che si è occupato di Mazinkaiser è sostanzialmente lo stesso che già aveva lavorato su Getter Robot – the Last Day e in effetti la continuità è garantita da uno stile animato che riprende forme e colori appartenenti a uno stesso universo. Alla regia troviamo Masahiko Murata, già impegnato in anime come Lupin III the Movie: Dead or Alive e Eat-Man (come capo animatore), nonché in Naruto ed ex-Driver (storyboarder) fino a Serial Experiments Lain, di cui aveva diretto gli episodi 7 e 10; il character design è invece di Kenji Hayama, capo animatore in Giant Robot e The Big O; al Mecha Design troviamo Tatsuo Yamada, direttore dell’animazione nel già citato Getter Robot the Last Day, mentre del design di Mazinkaiser si è occupato Keiichi Sato, già autore dei personaggi di due special di City Hunter e capo animatore in Mobile Suit Victory Gundam e Wolf’s Rain.

Quello che cambia rispetto a The Last Day è l’approccio, perché la nuova serie non cerca di raccontare una nuova storia, ma sostanzialmente è un remake di quella classica, che mette nuovamente in scena lo scontro tra Mazinga Z (affiancato dal Grande Mazinga) e il dottor Hell (il dottor Inferno nella versione italiana d’epoca). Lo schema è quello di sempre, ma nel merito le storie presentano una serie di variazioni, la più importante delle quali è ovviamente l’inserimento del Mazinkaiser, il Mazinga del nuovo millennio.

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