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MAZINKAISER Dietro le quinte

Quando Go Nagai si vide commissionare un nuovo Mazinga dalla Banpresto, il difficile non fu tanto creare graficamente il robot, quanto dargli un nome.

La proposta di Mazinkaiser venne dal produttore e sostituì il primo Super Mazinga (poco convincente perché troppo banale) e il successivo Devil Mazinga (che sembrava riecheggiare meglio il design luciferino del nuovo gigante meccanico).

Portare Mazinkaiser in animazione non comportò particolari problemi, l’idea venne approvata all’indomani di Getter Robot the last Day, anche se la lavorazione subì una prima battuta d’arresto per la realizzazione di Shin Getter Robot contro Neo Getter Robot, che tentava in maniera più diretta di sfruttare il successo del precedente titolo. Gli aspetti più interessanti riguardano comunque il tipo di serie che si voleva realizzare. Come i fans ben sanno, alla metà degli anni settanta, dopo il successo conseguito da Mazinga Z e dal Grande Mazinga, Toei e Dynamic intendevano realizzare una terza parte che narrasse lo scontro finale tra gli eroi delle due saghe e l’Imperatore delle Tenebre, sfuggito alla distruzione dell’esercito di Mikene. Per l’occasione Koji Kabuto avrebbe dovuto pilotare un nuovo Mazinga. Come a volte accade nell’industria dell’audiovisivo, del progetto non se ne fece nulla e alla fine tutti gli sforzi confluirono nella creazione del celebre Ufo Robot Goldrake, che divenne di fatto la terza parte della saga, pur presentando dei punti di contatto molto labili con i predecessori, principalmente riconducibili alla stessa figura di Koji Kabuto (Alcor nell’edizione italiana). Mazinkaiser sembrava inizialmente fornire l’occasione proprio di porre rimedio al più clamoroso “buco narrativo” della storia dei Mazinga, spiegando finalmente che fine avesse fatto l’Imperatore delle Tenebre. Ad oggi l’unica versione ufficiale della storia mai approdata sullo schermo è quella contenuta nel manga “Ufo Robot Grendizer” realizzato da Gosaku Ota e ancora inedito in Italia, sebbene sia recente l’annuncio di una pubblicazione per d/visual. Pertanto la Dynamic Planning iniziò a lavorare in questa direzione, approntando una storyline nella quale il redivivo esercito di Mikene annetteva alle sue fila Tetsuya Tsurugi, il pilota del Grande Mazinga, e Mazinkaiser finiva per nascere come upgrade di Mazinga Z, realizzato utilizzando in parte la tecnologia di Mikene, fatto che ne avrebbe giustificato anche l’aspetto poco rassicurante e vagamente demoniaco. Il progetto però ben presto decadde, perché le sceneggiatura non riusciva a trovare la proverbiale quadratura del cerchio, all’interno di una struttura narrativa che si andava configurando come molto complicata. Forse stanchi per l’impegno profuso in Getter Robot the Last Day, i realizzatori ben presto decisero di rinunciare a questo ambizioso progetto e di ridimensionare gli obiettivi, ripiegando su un remake delle vecchie serie tv, condito con una componente più leggera. Una decisione che peraltro era favorita dal fatto che, mentre in animazione Getter Robot non aveva mai goduto di una versione che ne glorificasse il potenziale epico, per Mazinga tutto questo non era accaduto e quindi rispolverare il concept classico avrebbe comunque garantito il supporto del fandom.

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