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MAZINKAISERIl film conclusivo

Mazinkaiser contro il Generale Nero: la trama

La scomparsa del dottor Hell spiana la strada all’invasione della Terra da parte delle truppe di Mikene, agli ordini del Generale Nero. Rimasta sepolta per secoli sotto terra, l’antica civiltà e infatti tornata in superficie per reclamare il suo dominio sul mondo. Koji è impreparato all’improvviso avvento dei nuovi e più potenti mostri guerrieri, capitanati dai sette generali delle tenebre, perché in quel momento si trova in vacanza a Parigi insieme a Sayaka, al professor Morimori e a Lolly e Laure. A difendere le città del mondo dai devastanti attacchi di Mikene ci pensano l’Armata Mazinga (formata dai robot Vayon Beta, Dyon Gamma e Million Alpha), oltre al Grande Mazinga e a Venus Alpha. La lotta però è troppo dura anche per questi paladini dell’umanità e l’unica risorsa sembra essere Mazinkaiser: i tentativi di Koji di raggiungere il Giappone per salire a bordo del suo robot sono però ostacolati dal Duca Gorgon, emissario delle tenebre che ha ricevuto dal Generale Nero in persona l’ordine di uccidere Koji. Sconfitto dopo una serie di battaglie, il Duca non riesce a portare a termine la sua missione, e Mazinkaiser può finalmente entrare in azione. Nonostante i mikenei abbiano infatti distrutto l’istituto di ricerche fotoatomiche, il dottor Yumi e i suoi assistenti si sono trasferiti in una base nello spazio, dalla quale il robot viene restituito a Koji. Il duello finale con il Generale Nero vede l’impero di Mikene subire una pesante sconfitta.

La storia prosegue

La settima e ultima puntata di Mazinkaiser annunciava nuovi capitoli per questa infinita saga animata. Oltre alla furia del dottor Hell, che prometteva di tornare, e la figura del profeta (che rimandava al film Mazinga Z contro il Generale Nero, premessa per la serie del Grande Mazinga), spiccava il cartello finale, che rinviava i fans al 2003, anno prescelto per l’uscita del sequel.

Non è dato sapere per quale motivo la nuova serie di Mazinkaiser sia stata secondariamente condensata in un film di 55 minuti - peraltro anche l’ultima puntata della prima serie fu ridotta da un’ora a circa 40 minuti. Inutile fare congetture, meglio attenersi ai fatti, che sembravano, dopo i consueti cambiamenti effettuati in fase di sviluppo, propendere per un lungometraggio di ampio respiro, che superasse i 70 minuti di durata. Lo scopo evidente era quello di parafrasare stavolta la serie del Grande Mazinga, mostrando le armate di Mikene agli ordini del Generale Nero. Mazinkaiser contro il Generale Nero è in fondo questo, un sequel dell’OAV, che vede stavolta Koji e il suo robot impegnato contro il Regno delle Tenebre, fino al climax che si raggiunge nello scontro finale, vero e proprio remake della puntata 31 del Grande Mazinga, dove Tetsuya affrontava il Generale Nero, in una delle pagine più memorabili del genere robotico.

Anche in questo caso spunta subito evidente l’approccio, che però abbandona ogni velleità ironica in favore di un tono cupo e non privo di scene graficamente violente. Se in Mazinkaiser non moriva mai nessuno, per una precisa scelta dei realizzatori che intendevano ossequiare la solarità dell’universo di Koji Kabuto, stavolta le morti ci sono e avvengono in primo piano, con teste mozzate e una ferocia particolare nei combattimenti. Gli stessi generali delle sette armate di Mikene sono più agguerriti di quanto non fossero nella serie tv del Grande Mazinga, combattono esponendosi personalmente e risultano nemici temibili (impressionante la distruzione di Venus da parte del generale Hardias). In questo caso la scarsa cura dimostrata nello sviluppo psicologico dei caratteri diventa propedeutica a una storia che affonda nell’azione pura, dove il dinamismo resta l’unica carta da giocare e lo scontro esplode in tutta la sua forza epica. Mazinkaiser contro il Generale Nero è dunque un film eccessivamente breve, che comprime la storia in una durata esile, ma a livello particolare funziona dannatamente bene e le singole scene impressionano per il loro impatto. L’inizio ancora una volta è in medias res e immerge immediatamente lo spettatore nella vicenda, delegando allo svolgimento della storia il compito di spiegare perché Koji si trovi nuovamente coinvolto in battaglia. Alla sceneggiatura Shinzo Fujita è sostituito da Satoru Nishizono.

Finale in gloria?

Il rapporto fra Mazinkaiser e il Generale Nero e i precedenti animati e cartacei è ancora una volta molto stretto: da un lato infatti un robot come Venus è finalmente identico a quella dell’anime televisivo, ed è pilotato da Jun. Ma sono stati anche inseriti nuovi robot come quelli dell’Armata Mazinga, finora mai trasposta in animazione sebbene presente nel fumetto originario di Nagai. Formata da Million Alpha, Vayon Beta e Dyon Gamma, l’Armata coadiuva gli eroi di sempre nella lotta contro Mikene, ma il suo ruolo, così come quello dello stesso Grande Mazinga, è comunque di breve durata.

Il duello tra Mazinkaiser e il Generale Nero è invece ritratto con la spettacolarità che si deve pretendere da un OAV chiaramente mirato a implementare la forza visiva della serie, più adulto nei toni e con un impatto maggiormente cinematografico. Eppure qualcosa non funziona a dovere e il confronto con il “classico” duello fra il Grande Mazinga e lo stesso Generale di Mikene continua a restare superiore. Colpa, ancora una volta, di uno squilibrio narrativo che ha preferito puntare tutto sulla potenza ineguagliabile di Mazinkaiser e sul desiderio di vendetta che muove Koji contro i Mikenes, rei di avere ucciso Lolly, Laure e il professor Morimori (personaggio che già moriva nella serie di Mazinga Z, a ribadire i numerosi rimandi fra passato e presente). In questo modo il Generale Nero ha perso quello spessore che aveva nella serie tv del Grande Mazinga e non emerge come valoroso guerriero, capace di guadagnarsi il rispetto dell’avversario, ma come un mostro da sconfiggere e umiliare senza ritegno. Anche per questo motivo il nuovo film lascia un po’ l’amaro in bocca, implementando quella sensazione di occasione mancata che una serie imperfetta come Mazinkaiser continua a suscitare nei fans di tutto il mondo.

Curiosamente a svettare come cattivo di prima categoria è invece il Duca Gorgon, cui è stato concesso uno spazio maggiore, probabilmente in virtù del suo essere collegato più strettamente all’universo di Mazinga Z, cui tutta la serie si rivolge. Il tentativo di eliminare Koji Kabuto, esponendosi in prima persona con una determinazione sconosciuta anche ai fans italiani del Grande Mazinga, si concretizza in un duello “a tappe” che avvince e cattura lo spettatore, costituendo il vero valore aggiunto del film.

Cast & Credits

Titolo originale: Mazinkaiser tai Ankoku Daishogun

Regia: Masahiko Murata

Soggetto: Go Nagai

Sceneggiatura: Satoru Nishizono

Character Design: Kenji Hayama

Mecha Design: Tatsuo Yamada

Mazinkaiser Design: Keiichi Sato

Musiche: Kazuo Nobuta

Produzione: Istituto di ricerca per l’Energia Fotoatomica, presentata da Bandai Visual, Dynamic Planning, d/world inc., Dentsu

Anno: 2003

Voci originali:

Koji Kabuto: Hiroya Ishimaru

Sayaka Yumi: Ai Uchikawa

Tetsuya Tsurugi: Hiroshi Yanaka

Professor Yumi: Joji Yanami

Boss: Fumihiko Tachiki

Jun Honoo: Mitsuki Saiga

Lolly: Akiko Hiramatsu

Laure: Shiho Kikuchi

Shiro Kabuto: Sayaka Aida

Juzo Kabuto: Goro Naya

Professor Morimori: Hidenari Ugaki

Generale Nero: Shozo Iizuka

Duca Gorgon: Katsumi Chou

Professor Nossori: Dante Biagioni

Professor Sewashi: Sergio Matteucci

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