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Incubi

Una storia by imp.bianco la sua fantasia ci regala sempre dell'emozioni nuove

Andò a letto molto tardi, impegni di lavoro lo avevano fatto restare sveglio fino a notte tarda, il ragazzo sperò che la notte potesse portare il meritato riposo dopo un’intensa giornata lavorativa, ma la notte fu ricca d’incubi, brutti sogni e dolori in tutto il corpo, il ragazzo passò tutta la notte in dormiveglia, non riusciva a dormire, i pochi momenti in cui riusciva a addormentarsi profondamente, la mente era ricca d’incubi. Quando la flebile luce di un debole sole autunnale iniziò a fare capolino dalle fessure delle serrande delle finestre della camera, il ragazzo era già sveglio, assonnato ed infreddolito si alzò dal letto, notando solo in quel momento che aveva dormito col suo gatto, quindi si spiegava in parte la nottataccia appena passata. Il ragazzo si avviò verso la vicina cucina, dove la madre stava facendo colazione, mangiando un fetta biscottata con della marmellata insieme a del tè. Il ragazzo prese il latte , lo mise in un pentolino e lo mise a riscaldare, dicendo alla madre:”Mà io vado al bagno, ci stai attenta te al latte?” , la madre alzando lo sguardo sul viso del figlio disse:”Si, certo”. Il ragazzo andò velocemente al bagno e dopo circa cinque minuti tornò nella cucina, il latte si era andato tutto fuori del pentolino, sporcando la stufa, nella cucina non c’era più traccia della madre e né della sua colazione. Il ragazzo allora iniziò a cercare la madre, non trovandola, andò dal padre che si trovava nel grande e freddo salone della casa, il padre stava leggendo un giornale seduto sul divano, appena vide il figlio disse:”Buongiorno, mattiniero oggi?” ed il figlio:”Si, senti ma mamma dov’è? È uscita per caso?” ed il padre con una faccia stupita disse: ”Mamma? Ma figliolo tu non hai una madre.” , il ragazzo la prese a ridere :”No dai, veramente, cinque minuti fa era in cucina, è andata per caso a fare la spesa?” ed il padre che stava iniziando ad irritarsi disse:”Ragazzo lo sai benissimo che tua madre è morta partorendoti.” . Il ragazzo anche lui abbastanza irritato disse:”Non so che razza di scherzo è questo, ma è di cattivo gusto, per caso mamma è andata da mia sorella?” ed il padre ancora più stupito di prima :”Sorella?? Tu sei figlio unico!”, il ragazzo iniziò veramente ad arrabbiarsi e rosso in faccia disse:”Mi vuoi dire che siamo gli unici in questa stra-maledetta città!”. Il padre anche lui iniziando ad urlare disse:”Ti sei drogato per caso?? Quale città??” allora il ragazzo aprendo le serrande di una finestra disse :”Questa città!” ma oltre la finestra non c’era nulla, il ragazzo si buttò su un divano e disse:”E’ solo un incubo…sto ancora sognando…sicuramente, ma per essere sicuro.. papà mi dai un pizzicotto?” ma del padre non c’era più traccia, era scomparso, la stessa casa intorno al lui stava scomparendo. A questo punto il ragazzo si ricordò di una puntata di Star Trek , in cui la dottoressa dell’Enterprise viveva una situazione simile, ma ormai era troppo tardi per fare qualcosa, anche lui iniziò a scomparire, il suo ultimo pensiero fu “Non voglio scomparire!”, ma fu inutile il ragazzo sentì che era finita. La sua mente rimase parzialmente cosciente, sapeva che faceva freddo, cercò di muovere il corpo ma non ebbe risposta alcuna, decise allora di aprire gli occhi, anche se aveva paura di vedere ciò c’era intorno a lui o peggio ciò che non c’era. Il ragazzo aprì gli occhi, lo fece assai lentamente, ma si rese subito conto che si trovava nella sua stanza che era debolmente illuminata dalla flebile luce di un incerto sole autunnale, il gatto gli dormiva vicino a piedi ronfando debolmente. La stanza era ancora al buio, quindi il ragazzo accese la luce che si trovava vicino al suo letto, fu allora che si accorse di una presenza nella stanza, proprio davanti a lui, una strana violacea nel pavimento, un’ombra di forma umanoide, che vorticando su stessa iniziò a prendere rapidamente la forma di un uomo alto , magro , con la pelle chiarissima e con un naso assai pronunciato, l’uomo portava una lunga tunica viola ed uno strano berretto conico in testa. L’uomo iniziò a parlare con una voce stridula , acuta e che aveva una strana eco :”Non credevo fossi un avversario così ostico Impero!”. All’improvviso il ragazzo si ricordò che era in realtà, lui era Impero il più forte essere esistente in tutte le dimensioni, Protettore del pianeta Terra e Guardiano del Continuum Spazio-Temporale delle Dimensioni, creatore del Senato Unito delle Dimensioni, il compito principale d’Impero era quello di vegliare sulla Terra e sul Continuum Spazio-Tempo , per salvarli da continue invasioni e tentativi di sabotaggio e distruzione da parte d’alieni, demoni , mostri o solo incauti esseri umani che vincendo anche solo una partita a Warrock potevano compromettere l’esistenza stessa delle Dimensioni. Ogni giornata d’Impero era piena d’impegni dedicati a salvaguardare le Dimensioni e la Terra, Impero aveva visto numerosi esseri viventi, mostri , demoni , alieni , durante la sua millenaria vita e gli fu quindi molto facile riconoscere l’essere che aveva davanti e quasi senza pensarci disse:”Solo un Incubo come te poteva farmi questo.”

Incubo:”Loro avevano ragione, sei potete…i miei poteri non sono riusciti a farti nulla, sei riuscito a liberarti dell’incantesimo che avevo lanciato sulla tua mente.”

Impero:”Chi sono “loro”?”

Incubo:”Siamo noi incubi, succubi , coboldi , banshee , siamo sempre rimasti in disparte dalle tue guerre contro i demoni maggiori, ci divertivate , ma in noi cresceva il rancore, ci avete sempre considerato “esseri inferiori” , ora non ci basta più guardarvi , vogliamo agire pure noi…questa è una sfida Impero, noi ti sconfiggeremo!”

Impero:”I tuoi poteri non sono serviti a nulla con me…cosa credete di fare?”

Incubo:”Forse non su dite…ma la mia magia funziona anche sugli altri!”

L’Incubo con un balzo cercò di arrivare al gatto che dormiva ancora vicino alle gambe d’Impero, ma Impero fu più veloce, aveva già accumulato dell’energia bianca nella sua mano mentre l’Incubo parlava, ed ora in tutta la sua potenza Impero urlando disse :”Distruzione Molecolare!” e colpì in pieno petto l’Incubo che cadde malamente sul pavimento, trapassato dal colpo d’Impero , l’Incubo iniziò a dissolversi , prima di scomparire del tutto l’Incubo disse:”Mi vendicheranno…”

Impero:”La prossima volta parla di meno e agisci!”

Una tempesta di sabbia invase la stanza , dalla tempesta prese forma il dio egizio Anubis, che guardando Impero disse:”Mio Signore, non siamo riusciti a contattarla per tutta la notte.”

Impero:”Lo so…”

Anubis raccogliendo il berretto conico dell’Incubo disse:”Problemi?”

Impero:”Forse, convoca il Senato, io arrivo subito.”

Anubis:”Sì mio signore” ed il dio dalla testa di sciacallo scomparì in una nuvola di sabbia finissima e rossastra mentre Impero alzando la serranda della finestra e facendo entrare la luce del sole disse:”E’ ora di iniziare una nuova giornata.”

imp.bianco

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