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Toys MADE IN JAPAN

Mi chiamo Emiliano Longo, ho 35 anni suonati e sono cresciuto a pane e cartoni. L'amore e' cosi viscerale che irrazionalmente si e' poi trasferito su tutto cio' che e' giapponese, automobili, cultura, lingua ed ovviamente anime e GIOCATTOLI. Dal punto di vista collezionistico mi ritengo piu' un amante ed osservatore che collezionista puro.

QUALCOSA DI ME:

Mi chiamo Emiliano Longo, ho 35 anni suonati e sono cresciuto a pane e cartoni.

L’amore e’ cosi viscerale che irrazionalmente si e’ poi trasferito su tutto cio’ che e’ giapponese, automobili, cultura, lingua ed ovviamente anime e GIOCATTOLI.

Dal punto di vista collezionistico mi ritengo piu’ un amante ed osservatore che collezionista puro.

CENNI STORICI:

Questi giocattoli sono ormai vere e proprie rarita’ vintage, si trovano certo, ma non e’ facile tanto meno economico, portarli a casa.

Ormai si possono acquistare quasi esclusivamente in asta, in particolar modo su ebay.com e yahoo.jp (quest’ultimo solo tramite siti di intermediazione specializzati), ovviamente con tutti i rischi annessi: “sole”, pacchi smarriti, spese doganali aggiuntive, ecc. ecc.

Storicamente parlando la nascita di questi giocattoli si deve quasi essenzialmente da una necessita di ripresa economica post guerra.

Le imprese artigiane a conduzione familiare si prestavano bene all’occorrenza e le scorte di metallo ad ex uso bellico erano una fonte da sfruttare. Da qui il passaggio dai giocattoli in latta (anni 60) a quelli in metallo pressofusi.

Il legame del giocattolo e’ sempre stato strettissimo , indissolubile con gli anime, senza i quali probabilmente non ci sarebbe stato lo sviluppo di questo settore.

Abbiamo parlato delle basi, le condizioni essenziali che hanno dato vita a quello che dobbiamo definire come indissolubile connubio ANIME—TOYS ….

L’elemento scatenante fu di sicuro NAGAI GO , la sua creativita’ e (secondo molti me compreso) GENIALITA’.

Mentre il primo manga in assoluto si puo’ senza dubbio dire fu TETSUWAN ATOM, (di OSAMU TEZUKA) l’astro boy da noi e se non erro risalente il lontano 1950 (circa), mentre l’ anime e’ del 1963, in bianco e nero…. il vero trampolino di lancio per la produzione in massa fu senz’altro il primogenito di Nagai , MAZINGER Z … 1972.

Fu la BANDAI per prima a credere in questo nuovo mercato, e per l’appunto creo la sottodivisione nota come POPY, affinché si dedicasse al fenomeno.

Il connubio tra anime e giocattoli nasce essenzialmente dal legame che da ora in poi fu simbiotico tra case produttrici e studi di animazione, questo perche’ furono le stesse case produttrici (siano esse bandai o takara o takatoku, ecc. ecc.) a sponsorizzare i vari studi di animazione del periodo, arrivando talvolta a presentare il giocattolo, con relative trasformazioni, chiedendo un anime che lo rappresentasse….

Come e’ noto ormai a tutti solamente la cultura , la storia, la tradizione e l’iconografia giapponese potevano ben prestarsi a fare da basi per le produzioni ormai note.

Nei vari super-robot, soprattutto i primissimi, goldake , mazinger, getta… possiamo rivedere lo spirito del samurai, i richiami alle armature, le armi (sopratutto armi bianche, spade, lance e scudi) ed anche in un periodo di ripresa economica e sofferenza il messaggio era dell’eroe che si sacrifica per il bene degli altri, della collettivita’, lottare per il Giappone essenzialmente, questo per plasmare le giovani menti alla collaborazione, tipica del pensiero nipponico, al sacrificio alla lotta!

Vorrei precisare quanto segue, nella primissima generazione di robot, ovviamente si parla della genia di Go Nagai, molti vedono , a ragion veduta tutta una serie di richiami ad un genere demoniaco molto caro al maestro, e marginalmente l’essenza del samurai, in questo mi sento di contraddire lievemente , e’ vero che Nagai stesso ha affermato che avrebbe voluto dar piu’ spazio al genere da lui preferito … che vediamo ben espresso in Devilman, e forse un pò meno in Mazinkayser …. ma per tutti coloro che del samurai non vedono solo la parte estetica, armature, katana, ecc. ma il vero cuore , l’essenza di cui i samurai sono l’espressione.

E’ naturale pensare a questi eroi (nagaiani)come veri e propri samurai.

In giapponese il termine “bushido” vuol dire “via del guerriero” (bushi= guerriero do= via), si intende un codice comportamentale che i samurai si dettero per auto disciplinarsi .

Nel bushido si trovavano elementi Zen e Shintoisti (inutile in questa sede riempierre intere pagine sull’argomento rischiando di perderci in questo magnifico mondo) bastera’ dire che lo zen insegnava tra le altre molte cose al samurai, la magnanimità verso i deboli e i vinti, senso del dovere (Giri), risolutezza (Shiki), generosità Ansha),? Magnanimità Doryo), umanità Ninyo),e fermezza d’animo (Fudo) …. a questo punto bastera’ riguardare le nostre vecchie ed amate? serie tv e fare attenzione ai comportamenti di Tetsuya o di Actarus …. che dire poi dell’esplicito richiamo (omaggio) espresso da Musashi nel GETTA ROBOT? Forse non tutti sanno che Musashi e’ anche il nome di un famosissimo guerriero samurai (MUSASHI MIYAMOTO 1584-19 maggio 1645)? 蠮 noto come il più grande spadaccino-filosofo della sua epoca. Personaggio di rilievo essenziale per il suo periodo storico e successivo, e qui vi invito a fare anche delle piccole ricerche on line perche’ vale di sicuro la pena approfondire la conoscenza di questo grande guerriero (poeta, filosofo e artista)

Proseguirei la storia parlando dell’avvio dei robot combinabili.
Primo Dx combinabile, formato da 5 mezzi fu il COMBATTLER V, dopo le fortunate vendite avute con i primissimi robot “solitari”, i produttori pensarono a buon ragione di lanciare dei robot composti da piu’ mezzi, facile immaginare il perche’, mentre un mazinger finiva li, per un combattler l’acquirente doveva comprare 5 pezzi ….questi poi venivano proposti in 2 differenti modi… in scatole singole vendute separatamente, collezionisticamente di inferiore valore, e nelle bellissime confezioni uniche spesso proposte con la dicitura DX (deluxe ) molto piu’ ricche, anche di accessori a volte non presenti nelle serie animate, di sicuro sono le versioni piu’ ricercate e di valore……

Questa strategia di marketing ha avuto facile campo in Giappone, la cui popolazione e’ da sempre vocata alla cooperazione , quindi il passaggio dall’eroe solitario (anche se non privo di amici ed aiutanti) come pilota unico del robot (spesso metaforicamente proposto piu’ come armatura che come macchina bellica… ) a piloti multipli per robot combinabili fu estremamente facile e naturale.

Il primissimo DX combinabile quindi fu il combattler , ovviamente fu la popy a commissionare la produzione animata alla Nihon Sunrise nel lontano 1976.

Questo robot e’ veramente notevole, alto circa 30 cm interamente in metallo, molto pesante, la caratteristica fondamentale, amata da molti denigrata da alcuni e’ il bacino poco proporzionato rispetto il resto del corpo, va cmq ricordato che si tratta del primo progetto dei robot trasformabili e combinabili di grandi dimensioni, in un epoca dove il lavoro di progettazione veniva fatto esclusivamente in maniera artigianale, senza l’ausilio dei moderni PC … per cui questa ingenuita’ dovuta a problemi tecnici e’ a mio avviso la sua piu’ bella caratteristica, indice degli sforzi dei progettisti e dei limiti dell’epoca, i successivi robot combinabili ovviamente sono sempre piu’ proporzionati e perfetti… ma qui stiamo parlando del primo in assoluto…

RACCOMANDAZIONE:

Vorrei precisare a tutela di quanti possano essere invogliati ad intraprendere la strada del collezionismo di toys vintage di usare molta cautela e prudenza, OCCHIO! Non tutto quello che si trova ha un valore economico consistente.

Le massime valutazioni vengono fatte per giocattoli integri, perfetti, veri e propri fondi di magazzino, dove sia il giocattolo che la scatola siano assolutamente perfetti ( in gergo MISB).

Per i pezzi arrangiati, ritoccati, incompleti (loose) le stime crollano, ma cio’ non toglie che per iniziare, come rapporto qualita’ prezzo possano essere dei buoni compromessi, l’importante e’ non farseli valutare come se fossero dei fondi di magazzino.

Per cui come buona abitudine e’ sempre bene farsi inviare molte foto, ben dettagliate e soprattutto a fuoco dei giocattoli che si stanno contrattando.

Abbiamo accennato al fatto che il modo migliore per accaparrarsi qualche stupendo robot e’ senz’altro seguire un asta, anche se con rischi e fastidi, esiste pero’ anche un altro modo, ovvero rivolgersi a qualche persona in Italia che spesso compra diversi lotti in Giappone o in cina ed una parte li destina alla vendita, spesso anch’essi si possono trovare quali venditori nazionali in aste come ebay.it, oppure in siti interamente dedicati ai giocattoli.

Anche qui bisogna prestare la massima attenzione.

Sia che compriate all’estero (soprattutto) o in Italia bisogna tenere a mente che i giocattoli hanno una loro classificazione ( anche se qualcuno tende a minimizzarle per ovvi motivi)

la perfezione viene indicata con MISB —- C10 la sigla misb addirittura sta ad indicare in scatola MAI aperta

si passa subito dopo a MINT ovvero in scatola, completo, ovviamente pero’ aperta, anche solo per controllare e far foto o esporre il giocattolo.

I giocattoli incompleti e senza scatola vengono definiti LOOSE

Torniamo un passo indietro ed esaminiamo anche la dicitura C10. Questa sta ad indicare il massimo grado di perfezione …immacolato, nessun difetto di fabbrica…..

da questa si scende passando a C9 – C8 – C7 … ecc. ovviamente piu’ si scende nella graduatoria e piu’ l’oggetto presenta difetti, sia nel giocattolo vero e proprio che nella scatola, e questo e’ molto importante per via del costo… tra un C10 ed un C9 a volte la differenza puo’ essere anche del 40%…figuratevi per un C7 … di sicuro acquistando all’estero queste stime saranno piu’ sentite e precise, qui da noi un pochino meno.

Parliamo ora di quello che ha dato il titolo alla ns rubrica MADE IN JAPAN

Particolare attenzione va data al MADE IN ….

Gli originali giocattoli dei nostri beniamini robotici sono ovviamente giapponesi, inizialmente prodotti per il solo mercato interno e successivamente ristampati per l’estero…. quindi gli originali made in japan hanno un valore ed un prestigio diverso da tutte le altre versioni, per cui lo stesso robot se made in japan o made in china non ha lo stesso prezzo … a questo dovrete imparare a prestare la max attenzione…..

Cio’ non toglie che per l’ormai obbligatorio compromesso finanziario tra qualita’ e prezzo altre versioni, made in china piuttosto che taiwan o singapore non facciano al caso nostro.

Gli stampi sono pressoché identici, variano per colorazione e finiture, ed ovviamente la scatola.

A volte purtroppo questo diventa la scelta obbligata visto gli attuali costi….

Concluderei i consigli raccomandandomi di usare sempre dei guanti in lattice per maneggiare i vostri robot, puo’ sembrare eccessivo, ma tenete a mente che spesso sono oggetti che hanno piu’ di 30 anni e spesso le vernici sono molto delicate, sopra tutto le cromature, non e’ difficile che con il sudore o l’acidita’ della pelle queste possano restarvi sulle dita …e di certo visti i sacrifici fatti per accaparravi il vostro bel balocco potrebbe essere una cosa antipatica.

Nell’aprire le scatole fate la massima attenzione a non lasciare la ditata nella costolina del coperchio, magari aiutatevi con una lama sottile nel far leva , e come ultima raccomandazione non esponeti i giocattoli alla luce diretta del sole che rovina le plastiche bianche sopra tutto tanto meno alla luce ravvicinata di faretti o cmq di lampade ad incandescenza, l’ideale sarebbe neon oppure lampade a led……. BUON DIVERTIMENTO!!!!!!

Emiliano Longo

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