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INCONTRO CON GO NAGAI

Quella che segue è la trascrizione integrale dell’incontro pubblico di Go Nagai con i fans, che ha visto insieme all’autore Federico Colpi di d/visual, nel ruolo di accompagnatore, traduttore e moderatore.

Napoli, 28 aprile 2007, Auditorium del Castel S.Elmo

FEDERICO COLPI: Sono molto felice di essere qui e vedervi così numerosi: quando, nei primissimi anni Novanta assieme a Granata Press, abbiamo cominciato a pubblicare l’opera di Go Nagai in Italia, ancora ci trovavamo in una situazione in cui molta gente pensava a cartoni animati e manga giapponesi come a un tipo di intrattenimento “volgare”, che ci avrebbe fatti diventare violenti criminali, invece vedo che qui c’è un clima tranquillo, di amicizia…

(applausi)

…la situazione sta cambiando: non solo da parte del pubblico, ma lo si nota anche con alcuni media (riviste, quotidiani, televisioni) dove persone cresciute con Goldrake e Mazinga stanno iniziando a ricoprire ruoli sempre più importanti. Abbiamo fatto in questi giorni decine di interviste nelle quali gli intervistatori si dichiaravano fan sfegatati di questi robot sin dall’infanzia. Questo ci sta permettendo di avere peraltro nuovi sviluppi che erano impensabili fino a qualche anno fa.

Anche aziende molto grandi, che fino adesso non avevano manifestato alcun interesse nei confronti dei cartoni animati giapponesi, si stanno ora interessando a questo genere (a settembre dovrebbe essere annunciata a questo proposito un’iniziativa abbastanza importante per la telefonia mobile) e ci sono quindi molte prospettive perché questo sia davvero il grande anno di Go Nagai. E credo che anche la vostra numerosissima presenza qui venga a dimostrarlo. Ora lascio la parola a lui, e poi daremo spazio alle vostre domande.

GO NAGAI: Sono veramente felice e commosso di scoprire che le mie opere hanno un tale riscontro in un paese tanto lontano come l’Italia, è una cosa che mi emoziona e vi ringrazio molto di questo. Sono anche molto felice di portarvi come regalo la nuova edizione di Jeeg Robot, un’opera realizzata con un livello tecnico notevolmente superiore rispetto alla vecchia serie, che mi soddisfa molto e spero piaccia anche a voi.

PUBBLICO: Vorrei sapere se ci sarà una continuazione del fumetto “MazinSaga”, un’opera che ho apprezzato moltissimo.

GO NAGAI: “MazinSaga” è un’opera molto più complessa di quanto possa sembrare ed è destinata ad avere uno sviluppo molto elaborato: pertanto ho voluto concedermi una lunga pausa per meditare su come l’avrei voluta sviluppare e da qualche tempo ho ricominciato a lavorarci

PUBBLICO: Opere come “Devilman” o “MazinSaga” hanno sempre manifestato delle affinità con “La Divina Commedia” e con un certo tipo di cultura occidentale, quindi volevo chiederle: cos’è per lei l’Italia dal punto di vista culturale e come influenza la sua opera? Cosa significa per lei essere qui?

GO NAGAI: “La Divina Commedia” è un libro molto importante per me, ho avuto occasione di leggerlo quando ero ancora bambino e ha esercitato una forte influenza sulla mia cultura e sulla mia formazione. Crescendo mi sono inoltre ispirato alle sculture romane per fare degli studi di disegno di anatomia, per cui l’influenza che ho ricevuto dalla cultura italiana è molto forte. In maniera più specifica la “Divina Commedia” ha ispirato “Mao Dante” e poi “Devilman”; figure dei miti greci e romani compaiono anche in molte mie opere. Inoltre in gioventù ho avuto la possibilità di vedere anche molti film italiani, che hanno pure influenzato la mia formazione.

Ieri ad esempio ho avuto la possibilità di visitare Pompei e vedendo il Tempio di Apollo, le statue e gli affreschi al museo, sono nate nella mia mente delle figure dell’età mitica che sicuramente influenzeranno le mie opere future.

PUBBLICO: La mia domanda vuole sfatare una leggenda, vorrei sapere se la serie robotica Gaiking è realmente una sua creazione oppure se ha solo partecipato alla realizzazione. E come mai, a distanza di tanti anni, non c’è ancora una voce ufficiale a proposito?

GO NAGAI: E’ una domanda che va a sollevare dei problemi lunghi e complicati: diciamo che è un’opera che è venuta a causare molti problemi con Toei Animation e dalla quale mi sono ormai sganciato, non la considero più mia.

PUBBLICO: Vorrei sapere se, come si vocifera, ci sarà un prequel o un sequel di Goldrake.

GO NAGAI: Non è ancora definito nulla di preciso, comunque la mia intenzione sarebbe quella di raccontare in animazione le avventure precedenti a quelle della vecchia serie tv, quando la storia si ambienta ancora sul pianeta Fleed.

PUBBLICO: Prima si è parlato dell’influenza della “Divina Commedia” e della cultura italiana sul suo lavoro, vorrei sapere ora quanto la sua educazione personale e familiare ha influito sulla creazione dei suoi personaggi.

GO NAGAI: Come sempre è difficile distinguere nella propria formazione da dove vengano tutte le influenze che si sono ricevute, comunque posso rispondere che il mio ambiente familiare è sempre stato molto libero e credo che questo mio istinto verso la libertà sia l’aspetto che maggiormente ha influito sulla mia produzione.

PUBBLICO: Ho 37 anni e da almeno 30 sono “tormentato” da una domanda (e credo che molti bambini della mia età se la siano posti): ma se i due Mazinga erano disponibili, perché Koji non ne prendeva uno per aiutare Goldrake nella lotta contro Vega invece di usare il suo disco TFO?

(risate e applausi del pubblico)

GO NAGAI: Effettivamente è vero, ma il fatto è che Goldrake nacque nel mio intento come un’opera slegata da Mazinga, nella quale Koji (pilota di Mazinga Z ndr.) non doveva assolutamente apparire. La rete televisiva però ha insistito molto affinché anche lui apparisse come comprimario (nell’edizione italiana storica il suo nome era stato cambiato in “Alcor” ndr.). Alla fine sono riusciti a convincermi e quindi si è determinata questa situazione. Quando comunque comincerò la nuova serie farò sicuramente combattere Goldrake insieme a Mazinga Z.

PUBBLICO: Guardando alla sua opera come mangaka e all’immediata espressività della tavola a fumetti vorrei sapere cosa ne pensa del lavoro che si fa in fase di adattamento per l’edizione italiana, principalmente riguardo alle onomatopee, che nelle sequenze d’azione è necessario siano convertite in caratteri occidentali per restituire il significato.

GO NAGAI: Come autore ritengo più vicino al mio modo di sentire il fatto di mantenere le onomatopee in caratteri giapponesi poiché fanno parte del disegno. Chiaramente, se questo può influire sulla scarsa comprensione del testo allora credo sia opportuna la loro traduzione.

PUBBLICO: Si è sempre parlato dell’influenza che la cultura occidentale ha avuto sulle sue opere: ha mai pensato di ambientare una storia in un paese diverso dal Giappone, come l’Italia o la Francia?

GO NAGAI: Ho voluto farlo molte volte, ma le case editrici giapponesi non vedono molto positivamente lavori di questo tipo. Comunque se avrò la possibilità di farlo coglierò senz’altro l’occasione perché è qualcosa che mi interessa molto.

PUBBLICO: In passato si è avuta occasione di vedere insieme in una stessa avventura animata eroi come Devilman, Mazinga, Goldrake, Getter Robot, vorrei sapere se in futuro ci saranno altre opere del tipo, magari includendo i nuovi eroi come Mazinkaiser o i nuovi Getter e Jeeg. E poi un’altra domanda “buffa”: come mai Musashi (terzo pilota di Getter ndr) ogni volta che compare (nella vecchie serie tv o nei recenti remake) muore?

GO NAGAI: Sono molto curioso e dinamico e ho sempre voglia di lavorare e costruire nuove storie, per cui sicuramente sono intenzionato a realizzare nuovi remake e cross-over, anche perché tecnologicamente l’animazione è cresciuta tanto in questi anni e offre quindi l’opportunità di creare opere di ottimo livello artistico e grafico.

Per ciò che riguarda Musashi credo che lo spirito di sacrificio sia una delle componenti essenziali del suo carattere ed è questo il motivo per cui di fronte al pericolo rinuncia alla sua vita per la salvezza dei compagni.

PUBBLICO: in Giappone ho reperito una versione di “Devilman” differente rispetto all’edizione italiana. In particolare c’è una sezione onirica dove Ryo e Akira si ritrovano di fronte a personaggi storici come il Generale Custer e Maria Antonietta. Vorrei sapere se si tratta di un’edizione pirata.

GO NAGAI: L’edizione italiana riprende la prima edizione originale di “Devilman”. Quella con gli inserti storici è probabilmente una più recente uscita che in origine era stata pensata come un volume completamente diverso e separato da “Devilman”, si chiamava “Shin Devilman”. Uscirà anche questa in Italia a Ottobre.

PUBBLICO: La mia domanda nasce da vissuti personali, ricordo che all’epoca vedevo i cartoni animati di Mazinga e Goldrake quasi con un “senso di colpa” per via delle polemiche che hanno accompagnato il loro arrivo in Italia. Volevo sapere come sono state accolte invece queste opere in Giappone dal mondo della “cultura ufficiale”, se anche lì si sono innescate polemiche e proteste.

GO NAGAI: Quando sono usciti in Giappone questi cartoni animati continuavano una lunga tradizione preesistente per cui non furono assolutamente criticati, anzi Mazinga Z in particolare creò scalpore perché era seguito anche da una vasta fetta di pubblico adulto. La mia opinione è che in Italia l’arrivo di Goldrake ha creato uno shock perché non c’erano precedenti cui fare riferimento, fatto che poi condusse ai fenomeni di critica citati.

PUBBLICO: Quanto il lavoro di Ken Ishikawa ha influenzato Go Nagai e viceversa? E cosa ci può dire di questo compianto maestro?

GO NAGAI: Ishikawa iniziò la sua attività come mio assistente per cui i primissimi mesi gli insegnai le basi del fumetto. I primi anni disegnò quindi delle opere che si avvicinavano molto alle mie, ma da un certo punto in poi iniziò a creare lavori completamente originali. A un certo punto il nostro diventò un rapporto di amicizia ma anche di competizione, ci si influenzava cercando però di superarsi a vicenda.

PUBBLICO: Volevo chiederle cosa pensa delle opere che si sono ispirate al suo lavoro, in particolare quelle di grande successo come “Berserk” di Kentaro Miura, che in Italia è per esempio uno dei fumetti più venduti.

GO NAGAI: Effettivamente ci sono molti manga in Giappone nei quali riconosco tratti ispirati esplicitamente alle mie opere. Per esempio nel caso di “Berserk” all’inizio mi divertivo quasi a cercare le citazioni dei miei lavori, ma mentre lo facevo ho scoperto che Miura aveva realizzato un’opera veramente molto interessante, della quale sono diventato io stesso un fan.

PUBBLICO: Volevo chiedere a Go Nagai se sono il suo cattivo preferito (la domanda è formulata da Giorgia Vecchini, la più celebre cosplayer italiana, per l’occasione vestita da Barone Ashura, il cattivo di Mazinga Z ndr.)

GO NAGAI: Il Barone Ashura è un personaggio molto particolare, sia in sé stesso che per la mia carriera, quindi lo amo veramente tantissimo.

(prima di congedarsi Giorgia canta la sigla giapponese di Mazinga Z riscuotendo l’applauso del pubblico ndr.)

Guarda il video di Giorgia Cosplay su YouTube

PUBBLICO: Tre domande: Cosa prova a venire qui e ad essere acclamato come una rockstar? Ci sarà un remake del Grande Mazinga? E infine Amon – L’apocalisse di Devilman conclude la versione animata di “Devilman” o ci sarà in futuro qualcos’altro?

GO NAGAI: E’ una felicità incredibile per me essere qui e prima ancora di essere presente a questo incontro ho avuto occasione di camminare per le vie di Napoli dove ho riconosciuto tanti paesaggi che ricordavo dai film italiani che avevo visto quando ero giovane. Quindi è sicuramente un grande piacere ricevere questa accoglienza.

Per ciò che riguarda il Grande Mazinga, come ho già spiegato, sicuramente ho intenzione di rivisitare tutti i miei personaggi: chiaramente tutto verrà fatto con un certo ordine, però arriverà senz’altro il momento del Grande Mazinga.

Infine, sull’ultima domanda, Devilman è un’opera incompleta per quanto riguarda l’animazione, ma ho una fortissima intenzione di continuarla e completarla, ma solo quando ci saranno i presupposti qualitativi che mi permetteranno di farlo. E questo vale sia per l’animazione che per eventuali progetti cinematografici.

PUBBLICO: Ha parlato di registi italiani, quali sono i suoi preferiti?

GO NAGAI: Ho visto veramente tantissimi film italiani, al punto che mi è difficile che me ne venga in mente uno in particolare, complice anche il fatto che i titoli in Giappone spesso erano diversi da quelli originali. Ricordo anche delle pellicole ambientate proprio qui a Napoli. Come regista però mi piaceva molto De Sica. Inoltre anche se non sono film italiani di ambientazione ma solo di regia amo moltissimo gli spaghetti western.

PUBBLICO: Su Internet ho visto che per hobby alcuni appassionati stanno realizzando un film dal vero su Goldrake. Considerando anche il recente progetto dedicato ai Transformers, volevo sapere se sarà mai possibile vedere un vero adattamento cinematografico di questa storia,.

GO NAGAI: Credo che con le tecnologie attuali sia possibile creare un film dal vivo di Goldrake, il problema è reperire i finanziamenti, è qualcosa che prescinde dal volere dell’autore. Comunque tecnicamente è possibile e qualora si concretizzasse il progetto cercherò di fare in modo che sia realizzato a dovere.

PUBBLICO: Volevo chiederle come mai, nella serie tv di Devilman, alcuni episodi sono disegnati in maniera molto differente tra loro e come mai in Italia non si sono viste le puntate finali?

GO NAGAI: Solitamente i cartoni animati sono realizzati da circa cinque staff diversi che a rotazione si susseguono, per cui ogni episodio differisce dall’altro e rispecchia le caratteristiche e lo stile di questi gruppi di animatori. Questo perché l’animazione è un tipo di lavoro che coinvolge molte persone. Pur sapendo bene che queste differenze tra gli episodi non siano gradite al pubblico, soprattutto ai tempi era una condizione inevitabile per creare delle serie animate.

Relativamente al perché non sia stato trasmesso in Italia il finale della serie di Devilman, non saprei… (in realtà la domanda è errata, la serie è giunta nel nostro paese integralmente ed è priva di finale poiché la storia non si conclude ndr.).

PUBBLICO: Qual è il messaggio di opere come Goldrake, che hanno cresciuto una generazione?

GO NAGAI: Credo che il messaggio di tutte le mie epopee robotiche sia quello di voler dare al pubblico di bambini una visione che sia ottimistica, spiegare la necessità di continuare sempre a combattere per affrontare le difficoltà che la vita necessariamente presenta nel corso degli anni. E’ tipico dei bambini voler crescere in fretta e diventare adulti e in questo processo ci si trova ad affrontare delle difficoltà che durante l’infanzia sono inimmaginabili.

PUBBLICO: A quanti anni ha iniziato a disegnare Goldrake?

GO NAGAI: Goldrake in particolare l’ho realizzato quando avevo circa 27/28 anni. Più in generale è fin dalla prima elementare che disegnavo fumetti, mentre ho iniziato a creare storie completamente mie quando ho iniziato il liceo.

PUBBLICO: Nella vecchia versione di Jeeg robot d’acciaio il protagonista, Hiroshi, era un cyborg che si trasformava nella testa del robot. Come mai nella nuova serie questo aspetto non c’è più? E soprattutto: la moto che fine faceva?

(risate)

GO NAGAI: Il motivo per il quale nella nuova serie è la moto a trasformarsi nella testa di Jeeg deriva dal fatto che ho preferito creare l’impressione che chiunque sappia portare una moto abbia la possibilità di diventare il pilota del robot e non sia necessario essere un cyborg.

Per la seconda domanda, probabilmente alla Base Antiatomica avevano una squadra che si occupava esclusivamente di recuperare la moto di Hiroshi.

(risate e applausi del pubblico)

PUBBLICO: Si nota nella sua opera che i concetti di “Bene” e “Male” sono sfumati, due facce della stessa medaglia: il Male ha le sue ragioni e il Bene deve a volte cedere a metodi non ortodossi per prevalere. Probabilmente l’unica differenza è che dalla parte del Bene abbiamo degli eroi votati al sacrificio, mentre invece il Male è più guidato dalle sue passioni. La domanda si può riassumere in due parole: qual è per lei più potente il giri (senso del dovere) o il ninjo (sensibilità naturale)?

GO NAGAI: Nelle mie opere cerco di definire il più possibile l’inscindibilità di queste due componenti e il fatto che quando si eccede in uno qualsiasi dei due aspetti si rischia di creare dei grandi sbilanciamenti.

Interviene sul palco Moebius per un breve saluto a Nagai

MODERATORE COMICON: Vorrei chiedere a Moebius e Nagai se si conoscevano e quale influenza ha avuto la loro opera sui rispettivi lavori.

MOEBIUS: Sono molto contento di incontrare qui il creatore di Goldorak (nome francese di Goldrake ndr), l’uomo che ha permesso alla fantascienza di ottenere un riconoscimento globale molto ampio: infatti in Francia i picchi di ascolto televisivi della serie corrispondevano al 100% dell’audience. In origine le dottrine religiose o filosofiche puntavano sull’uomo e sulla sua centralità, dandogli un significato trascendente, mentre invece la fantascienza, quando ha iniziato ad affermarsi come genere attraverso le forme artistiche più popolari (cinema o fumetto), gli ha donato una posizione più concreta e reale rispetto al tempo e allo spazio, grazie alla contestualizzazione della tecnologia. Oggi la fantascienza ha un po’ esaurito questa spinta innovativa, di introduzione dell’utenza a concetti nuovi, e si è passati a una fase di realizzazione delle idee. Per cui adesso siamo in un momento in cui viviamo ciò che la fantascienza aveva predetto.

GO NAGAI: Ho avuto la possibilità di conoscere le opere di Moebius in Francia nei primi anni Settanta, e ricordo ancora l’emozione che ho provato vedendo le sue tavole, che ho trovato strepitose. Anche in Giappone ci sono autori di manga che hanno subito la sua influenza, solo per citarne uno posso fare il nome di Katsuhiro Otomo: credo che se non ci fosse stato Moebius probabilmente Otomo avrebbe scelto anche di non occuparsi di fumetti ma di fare qualcos’altro. Io al contrario ho avuto la ventura di iniziare a lavorare nel campo dei fumetti prima di conoscere Moebius, per cui non ho direttamente subito la sua influenza, non so immaginare come sarebbe stata probabilmente la mia opera se lo avessi conosciuto prima.

di Davide Di Giorgio

INCONTRO CON GO NAGAI E DOPPIATORI

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