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INCONTRO CON GO NAGAI E DOPPIATORI

Di seguito ecco la sintesi del successivo incontro pubblico, che ha visti ospiti i doppiatori di Ufo Robot Goldrake (di cui è stata proiettata la prima puntata nella versione ridoppiata) e di Shin Kotestu Jeeg, nuova serie del celebre Jeeg Robot d’acciaio, di cui si sono visti i primi due episodi doppiati in italiano per l’occasione, a circa quindici giorni dalla trasmissione in Giappone. L’incontro ha visto presenti, accanto a Nagai e Colpi, Fabrizio Mazzotta (direttore del doppiaggio delle due serie), Anna Teresa Eugeni (riconfermata voce della Regina Himika) e Vince Tempera (autore della sigla di Goldrake).

Napoli, 29 aprile 2007, Auditorium del Castel S.Elmo

ANNA TERESA EUGENI: Poco fa mi è stato detto che il personaggio di Himika ha indotto una persona a studiare il mondo giapponese, la storia e la letteratura dell’Impero giapponese, e di questo in fondo sono molto felice perché se da un cartone si può fare cultura va benissimo.

(applausi)

VINCE TEMPERA: Sono molto contento di essere qui dopo trent’anni (o quasi) e vedere come questa sigla è ancora sulla cresta dell’onda. Prima ho visto le immagini di Goldrake, che mi emozionano sempre. Goldrake è il più bello, il più bravo, il più buono e il più forte ed è quello che ha iniziato questa generazione, nel ’78. Qualcuno di voi saprà che lavoro da 30/40 anni e che accompagno Francesco Guccini nei suoi concerti. Ebbene, durante queste serate con Guccini il pubblico continua a chiedermi di suonare “Ufo Robot”. Tanto che Guccini mi chiede “ma come? Io ho scritto 300 canzoni e mi chiedono sempre questa?”. E io gli rispondo “Il pubblico più giovane è la generazione del ’78, per loro questa canzone ha rappresentato un grande cambiamento”. Queste “insalate di matematica” e “libri di cibernetica” sono parole inimmaginabili per un testo che, oggi se ci pensate, funziona ancora.

(nei suoi interventi Vince Tempera indica con il titolo “Ufo Robot” indistintamente sia la sigla che il cartone stesso, nella trascrizione si è preferito distinguere invece le due cose attribuendo all’anime il titolo Goldrake ndr.)

FABRIZIO MAZZOTTA: Vince, ci racconti come è nata questa canzone? Cosa vi ha ispirato? Io so che ha avuto una gestazione un po’ difficile.

VINCE TEMPERA: Esatto, c’è tutta una serie di piccoli aneddoti a proposito. Intanto, Goldrake è stato, credo, il primo cartone giapponese di fantascienza arrivato in Italia in assoluto, Jeeg Robot è arrivato dopo ed è andato sulla televisione privata perché la Rai non lo voleva.

Una signora di nome Nicoletta Artom andò a Cannes per la Rai e vide questo cartone innovativo: certo, non aveva il design alla Walt Disney, molto morbido, ma andava invece “a scatti”, ma c’erano le storie che erano originali. Dopo averlo comprato tornò in Italia, ma nessuno voleva seguire la post produzione. In quel momento io lavoravo a Milano per la Fonit Cetra, chiamarono me e Luigi Albertelli (autore del testo delle sigle ndr) spiegando che c’era un nuovo cartone animato per il quale bisognava realizzare due sigle, iniziale e finale, come nell’originale giapponese.

Ora, la sigla a cosa serve? Ad attirare l’attenzione del pubblico. Per fare un esempio pratico: la mamma è in cucina a sbrigare le faccende domestiche, sente che parte la canzone, porta il bambino davanti al televisore, i due si siedono e iniziano a guardare il programma. Quindi la canzone serve come segnale di richiamo per il pubblico e deve essere forte e interessante. Per i grandi spettacoli si usavano cantanti come Mina, per i cartoni si doveva comporre un pezzo della durata di un minuto e mezzo e ci fecero guardare il filmato per avere l’ispirazione necessaria a scrivere. Così siamo andati in Rai, a Milano, dove erano arrivate delle bobine enormi con il sistema di lettura giapponese/americano (NTSC ndr.) che in Italia non si vedeva bene: l’immagine infatti era in bianco e nero e con delle scariche magnetiche. Inoltre era parlato in giapponese! Ho chiesto se avevano delle brochure in cui fosse spiegato cosa si dicevano, ma non c’era nulla, era tutto così! Quindi capire quel filmato era un po’ una scommessa! Lo abbiamo visto, con tutte le limitazioni, e abbiamo individuato le basi della storia: un impianto tipo spaghetti-western con i buoni (Goldrake e i suoi amici) e i cattivi (Vega e i suoi comandanti). In più c’era l’invenzione di queste macchine che si smontavano e rimontavano. Una volta compresa questa filosofia ci siamo presi qualche giorno di tempo per scrivere la canzone. Io scrivo a livello emozionale, il filmato mi aveva caricato di una sensazione nuova e dopo pochi giorni mi è nato in testa l’inizio con le trombe, che costituiscono il richiamo. Quello era il “Rocky” (di Stallone) della situazione. Una volta impostato il richiamo sono partito con una sequenza di note che sono uscite da sole. Il mio amico Albertelli appena ha sentito le prime otto battute ha gettato il testo a tavolino. Io suonavo e lui scriveva le parole. “Ufo Robot” è nata in questo modo, usando un sistema che poi è molto americano. Negli Usa infatti si tende a mettere molto in risalto il titolo e quindi dopo le trombe c’è “Ufo Robot! Ufo Robot!”, proprio per dare subito un segnale allo spettatore.

Questa è poi diventata una canzone-simbolo, tanto che dieci anni fa, durante i cortei degli studenti in protesta per tutta l’Italia, fu usata come inno e la cosa fu notata anche da giornali importanti come il Corriere della Sera che scrisse degli articoli a tutta pagina.

FABRIZIO MAZZOTTA: E tuttora è suonata anche in discoteca.

VINCE TEMPERA: E’ vero. Il simbolo di ribellione scolastica di quella generazione di studenti era dunque “Ufo Robot”, c’erano anche degli striscioni nelle università. E’ diventato un simbolo di libertà. Io poi sono un appassionato di fantascienza, ho dal numero 1 di Urania fino a… ieri sera! Ho 1700 numeri e ho sempre seguito la fantascienza in tutte le sue forme e quindi per me scrivere una canzone come “Ufo Robot” è stato un po’ come un sogno, anche se si trattava di un cartone animato. Diciamo che se oggi siamo qui al Comicon dobbiamo dire grazie a “Ufo Robot” che ha iniziato una serie.

(applausi)

VINCE TEMPERA: Come si diceva in effetti anche in discoteca hanno fatto varie versioni della canzone e due anni fa sono finalmente riuscito a convincere la Warner a stampare in versione CD l’album che avevamo fatto su Goldrake (avevamo fatto all’epoca un LP dove all’interno c’era un poster che si apriva). Però a questo punto non trovavamo più i negativi per ristampare il poster e quindi abbiamo dovuto scansionare l’immagine da una vecchia copertina. So che è stato stampato in molte copie che sono andate subito esaurite, oggi potete trovarne solo qualcuna nei negozi più forniti.

FABRIZIO MAZZOTTA: A questo punto, a proposito di queste serie giapponesi, vorrei invece sentire gli esordi di Anna Teresa.

ANNA TERESA EUGENI: Io prima di Himika sono stata in Goldrake Lady Gandal, che era detta “la streghetta”, e anche per me fu una sorpresa: noi dovevamo inoltre doppiare i personaggi e ci trovavamo in una situazione simile a quella raccontata da Vince Tempera perché vedevamo pure noi i filmati in bianco e nero. Quindi non vedevamo i bellissimi colori, inoltre erano i primi cartoni animati del genere, noi venivamo da prodotti molto diversi. Ora non vi dico tutti i film che ho doppiato, ma comunque il Fabrizio Mazzotta che ora è accanto a me era stato mio figlio nella serie animata degli Addams, dove io ho doppiato Morticia, e ci conoscevamo già. L’impatto di questi nuovi cartoni ci stravolse, eravamo incuriositi e anche un po’ impauriti. Poi, dovete anche sapere che noi nel doppiare non conoscevamo la storia completa, perché non ci fecero vedere prima il filmato completo, questo vale ancora adesso. Quindi le limitazioni sono state molte.

FABRIZIO MAZZOTTA: Anzi, adesso è anche peggio!

ANNA TERESA EUGENI: E questa è un po’ la storia di Goldrake, dove ho fatto la cattiva. Ruolo cui ero comunque abituata perché avevo fatto una riedizione del Mago di Oz dove ero la strega dell’Ovest. Ho una serie di “cattive” nel mio passato, ma per fortuna ne ho anche una di “buone”, per esempio tra pochi giorni a Roma farò a teatro un lavoro molto bello, con un personaggio molto positivo.

(applausi)

FABRIZIO MAZZOTTA: E dopo hai fatto la perfida Regina Himika!

ANNA TERESA EUGENI: Questa rimane veramente speciale: mi sono sentita dire “Tu sei mitica!”, un aggettivo che nessuno aveva mai usato per me, mi piace moltissimo. Essere mitici è importante, no?

(applausi)

FABRIZIO MAZZOTTA: E da poco hai ripreso a doppiare la Regina Himika (in Shin Jeeg)

ANNA TERESA EUGENI: Lo stiamo doppiando adesso, il “neghini neghini” lo abbiamo già inciso una volta e torneremo a inciderlo ancora.

VINCE TEMPERA: Volevo aggiungere un’altra cosa sulla sigla. Quando iniziammo a pensare alla canzone “Ufo Robot”, la prima cosa che dissi ad Albertelli è che non dovevamo fare una canzone tipo Zecchino d’Oro, perché per me era un’offesa per il cervello dei bambini.

(applausi scroscianti)

VINCE TEMPERA: Davanti a un cartone che aveva una sua inventiva e creatività, che ha poi fatto nascere altre opere del genere, dissi ad Albertelli che, considerando anche il notevole gruppo musicale che avevamo a disposizione (Ares Tavolazzi al basso, Fabio Concato ai cori eccetera) dovevamo dare alla canzone una ritmica più adulta, sempre restando in un ambito “facile”, buono per tutti i pubblici. Quindi l’obiettivo era far crescere il bambino musicalmente insieme al cartone.

FABRIZIO MAZZOTTA: Dopo questa prima avete poi fatto altre sigle, sempre seguendo questo approccio più “adulto”. E’ stata capostipite anche in questo.

VINCE TEMPERA: All’epoca, in circa due anni e mezzo, abbiamo venduto più di 5 milioni di dischi. Dopo “Ufo Robot” sono venuti “Goldrake”, “Capitan Harlock”, “Daitan 3”, “Remì”, “Anna dai capelli rossi”, “Nano Nano”, “Hallo Spank”, “Capitan Futuro”. Tutte scritte seguendo una regola base: divertirsi, non scrivere la musica perché è un lavoro. Peraltro io avevo dei figli di quattro anni e provavo su di loro se il motivo funzionava. E mi divertivo a scrivere in questo modo.

FEDERICO COLPI: Come vi sentite oggi a essere di fianco al creatore di titoli a cui siete così legati per la vostra attività?

ANNA TERESA EUGENI: Io sono assolutamente felice di conoscere l’autore. Trovo che a quei tempi inventare opere di questo tipo sia stato straordinario, ha cambiato totalmente il mondo dei cartoni animati. E’ stato geniale e il riscontro dei giovani di adesso lo fa capire. Inoltre trovo che questi suoi cartoni siano molto migliori di tante altre imitazioni che ho visto di recente.

VINCE TEMPERA: Io vorrei soffermarmi su una cosa: quando vidi Goldrake pensai che in Giappone i mostri fanno parte delle loro favole. Qualche anno prima avevo musicato la versione italiana di un loro famoso film di mostri, Godzilla, e vedendo questo cartone animato me ne ricordai, capendo come ci fosse una continuità nella loro tradizione. E’ dunque un piacere dopo tanti anni conoscere il creatore di quelle opere.

L’incontro si conclude con la sigla italiana di Goldrake, che viene fatta ascoltare a Go Nagai, con il pubblico che l’accompagna in coro.

di Davide Di Giorgio

sul forum GoNagai.net (QUESTO topic) troverete moltissime foto

un ringraziamento a Maurizio Nataloni www.mauinat.3000.it per la gentile concessione.

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