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Il dopo Goldrake

I ragazzi che oggi impazziscono per le serie attuali, siano Code Geass, Nana, Death Note o le ennesime derivazioni dei mostri tascabili o dei giochi alla Yu-Gi Oh! non conoscono Ufo Robot Goldrake se non di nome.

I ragazzi che oggi impazziscono per le serie attuali, siano Code Geass, Nana, Death Note o le ennesime derivazioni dei mostri tascabili o dei giochi alla Yu-Gi Oh! non conoscono Ufo Robot Goldrake se non di nome. Di più: non sono nemmeno coscienti che per una generazione il genere dei robot è stato quello rappresentativo dell’animazione giapponese stessa. Anime = Robot. A prescindere dal tipo di storia, se più realistica o più fantastica, il robot era la via.

Colpa di uno scenario che nel frattempo è cambiato: d’altronde era una questione di tempi. Goldrake è arrivato al momento giusto, ma parte del pubblico lo ha osteggiato (ironia del destino, proprio lui che invitava alla solidarietà universale), relegato sui canali minori, lasciato dimenticare, mentre altri hanno preferito buttarla sul legale intraprendendo spossanti battaglie sui diritti. Il risultato è che la serie da un lungo periodo è sparita, come hanno fatto Actarus e Maria, tornati sul loro pianeta.

Che senso ha quindi festeggiare oggi il trentennale di quella prima trasmissione tv? Domanda oziosa, forse converrebbe rovesciarla: cosa ha senso fare per festeggiare oggi quella ricorrenza? Personalmente ritengo che la cosa più importante sia preservare il messaggio della storia: accettare il nuovo senza dimenticare il vecchio. Comprendere che c’è una nuova generazione che ha diritto di conoscere Goldrake e battersi perché lo faccia, ma ha anche il diritto di formare il proprio gusto. Quindi evitare gli arroccamenti, noi contro loro, cosa vi siete persi e quant’altro. Sono inutili e anche un po’ patetici.

E poi c’è il piacere di preservare la memoria, che è la base di ogni passione: da questo punto di vista tanti sono gli spazi dai quali cominciare, dai forum dedicati, alle pubblicazioni, alle fiere dedicate a fumetti e animazione, a quella televisione che Goldrake non lo trasmette più. Tutte le iniziative sono le benvenute per celebrare il traguardo, in modo che anche chi non può dire oggi “io c’ero” possa almeno capire quanto importante è stato quel 4 aprile 1978 per noi e per loro.

Davide Di Giorgio

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