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Il gatto con gli stivali. Diventa cartoon

Arriva dalla Francia la prima versione cinematografica della favola di Perrault

Non stiamo parlando di Puss in Boots, lo spin-off che la DreamWorks ha deciso di produrre sulla scia del successo personale ottenuto dal personaggio nel film Sherk ma di una produzione che in Francia è gia stato definito il film avvenimento del 2009.

Uscirà ad aprile nelle sale d’oltralpe ”La veritable histoire du chat botte”’ (La vera storia del gatto con gli stivali) di Pascal Herold e Jerome Deschamps, che rivisita la celebre favola di Charles Perrault.

12 milioni di euro di budget per una coproduzione Francia-Belgio-Svizzera, il cartone animato è stato realizzato nello studio 3D Delacave, dove ora si stanno apportando gli ultimi ritocchi all’animazione.

L’uno, Pascal Herold, ha fondato nel 1983 il gruppo Duran Duboi, specializzato in effetti speciali, poi, nel 2001, la societa’ Nadeo, creatrice di famosi videogiochi. L’altro, Jerome Deschamps, e’ noto autore e regista di teatro e direttore dell’Opera Comique di Parigi. Non e’ un caso dunque se la versione rimaneggiata del racconto seicentesco di Charles Perrault prende un tocco di teatralita’ in questo incontro inedito della tecnica 3d all’ultimo grido e del teatro piu’ classico.

Tutto comincia quando il Piccolo Pierre, rimasto orfano dopo la morte del papa’ mugnaio, eredita uno strano gatto che parla e si veste come un uomo, ma soprattutto che possiede un paio di magici stivali rossi. I due lasciano il mulino e vagano per il mondo con un solo desiderio per Pierre: conquistare il cuore della principessa Manon. E’ l’inizio di un’avventura.

Il risultato e’ un cartone un po’ burlesco, un po’ barocco con i suoi costumi ispirati all’opera buffa di Chabrier e a ‘Mosca, Quartiere Cheryomushki’ di Shostakovich, con il suo tono ed i suoi gesti esagerati da palcoscenico. I costumi, ideati da Macha Makeieff, si ispirano agli abiti dell’epoca di Perrault e riproducono veri vestiti di scena, passati a scanner e poi resi in tre dimensioni. Niente e’ lasciato al caso, neanche la musica: il gatto, elegante, raffinato, un po’ brigante, canterino e ballerino, si muove al tempo della Carmen di Bizet, della Cavalcata delle Valchirie di Wagner o ancora del Bel Danubio blu di Strauss.

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