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Intervista a Raffaele Bortone, titolare dello studio di animazione Animundi

Siamo lieti di presentarti, la rubrica delle interviste a protagonisti del settore quali editori, disegnatori, sceneggiatori e quant’ altro. Tutte le interviste sono curate dal noto sceneggiatore/fumettista Niccolò Storai e pubblicate sul sito studiocreativity.com

Partiamo subito con una domanda dura; come è messo il mondo dell’ animazione italiana?

R.B. - In un momento della nostra Storia come questo, con l’economia mondiale in recessione, i dati potrebbero non essere particolarmente obiettivi dal momento che non appena iniziano i problemi economici i primi a farne le spese sono i cosiddetti beni di “non primaria necessità”, e i cartoni animati sono chiaramente tra questi.

Tutto sommato invece, analizzando gli ultimi anni, l’animazione italiana è sicuramente cresciuta, ma non da permetterci di essere inseriti tra le nazioni “forti” in questo campo.

Purtroppo continuiamo a pagare la pesante anomalia di non avere di fatto una pluralità di interlocutori da affiancare alla RAI, di fatto unico soggetto produttivo nel nostro Paese in questo campo.

Basta guardare al resto d’Europa - la Francia in testa - per capire che il nostro è un collo di bottiglia che si fa sempre più stretto, dal momento che continuano ad aumentare le Società che vogliono cimentarsi in questo campo - spesso provenendo da altri ambiti - ma continuando ad esserci sempre e solo un unico referente, spesso caratterizzato da revisioni di budget quasi sempre al ribasso.

Credo sia giunto veramente il momento per il varo di una normativache regoli un settore che potrebbe essere foriero di importanti prospettive legate all’economia, al lavoro e all’esaltazione del talento italiano. Questo ci permetterebbe concretamente di moltiplicare casi invece isolati come Rainbow e Winx….

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