La tecnica adottata nel video, come in quasi tutti i video diretti dal regista partenopeo Claudio D’Avascio, affiancato da Carmen Muscariello e Antonio Santangelo (CMDFilms), è una tecnica mista tra girato e computer-grafica.
Nel video, registrato interamente in studio in chroma key, l’uso di una computer animation “calda” conferisce suggestione alle location virtuali che spaziano da cieli ispirati dall’illustratore Milo Manara a chiare simbologie dell’immaginario di Federico Fellini.
Nota di primaria importanza in questo video, come per tutti quelli diretti dal regista partenopeo, è una cura attenta della fotografia e del colore, giocando con forti contrasti di luci frequenti nel settore cinematografico.
Lo stile dei videoclip di Claudio D’Avascio risulta essere molto personale, il tentativo è quello di imporre anche in Italia una tecnica maggiormente cinematografica supportata dalla computer-grafica come in molti paesi europei e d’oltreoceano.
Breve descrizione del videoclip.
La storia mostra in maniera romantica e metaforica il passaggio dalla notte, rappresentata dalla luna, al giorno, rappresentato dal sole. I due simboli sono impersonificati da Raf (il sole) ed una ragazza (la luna).
Il desiderio di cercarsi è grande, Raf cercherà sempre di trovarsi vicino a lei, seguendola… in aereo per raggiungerla, poi costruendo una torre per poterla anche solo toccare… ma l’unico momento in cui i due entrano in contatto è quel minuscolo spazio del mattino in cui il sole sorge e la luna scompare. Il finale mostra il ripetersi del ciclo, vedendo lei stavolta cercare lui.

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