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Dylan Dog Mater Morbi

Mater Morbi non è la solita storia dell’Indagatore dell’Incubo. Roberto Recchioni ha donato alla storia un pezzo di se stesso e del suo passato travagliato.



Questo è il mio omaggio ad un capolavoro Dylan Dog n 280 ; adoro Dylan Dog è stato per molto tempo l’unico fumetto che ho comprato.

Dopo il n 100 sinceramente ci sono stati numeri buoni qualcuno eccezionale ma secondo me la serie regolare doveva finire al numero 100.

L’indagatore dell’incubo in questo nuovo numero grazie al duo Recchioni-Carnevale riprende fascino; la storia è davvero fantastica l’ho letta l’utimo giorno del 2009 e mi ha accompagnato in sonno nella prima notte del 2010…

Buon 2010 a tutti e grazie a Roberto per questo capolavoro

Mater Morbi comics trailer from Massimo Carnevale on Vimeo.

Da Da cravenroad7.it

Trasportato con urgenza in ospedale per un improvviso malore, per Dylan Dog inizia un calvario senza fine nel peggiore degli orrori: la malattia. Un male oscuro si è impadronito di lui, torturandolo e consumandolo giorno dopo giorno, senza che nessuno possa fare nulla per salvarlo. L’unica via d’uscita pare essere quella di affrontare la creatura che lo sta uccidendo, raggiungendola nel cuore della sofferenza. Un luogo che si trova a un passo dalla morte.

Da Da comicsblog.it

Mater Morbi non è la solita storia dell’Indagatore dell’Incubo. Roberto Recchioni ha donato alla storia un pezzo di se stesso e del suo passato travagliato. La malattia, quella vera, diventa il più grande nemico di Dylan, capace di torturare il suo corpo e la sua mente come nessun altro cattivo apparso sulla serie. La malattia fa male, genera incubi, conduce all’autodistruzione. Il protagonista affronta un vero calvario e Recchioni ci tiene a mettere in evidenza il concetto di “vivo morente”.

Dal Blog di Roberto Recchioni

La storia nasce da un’idea di Massimo Carnevale e da una richiesta di Mauro Marcheselli. I due, con invidiabile cinismo, mi hanno fatto notare che sarebbe stato interessante se avessi scritto qualcosa riguardo alla malattia, visto che avevo una certa esperienza in merito. Io ho accettato, per pentirmene subito dopo.

- Per realizzare la storia ho cannibalizzato qualche mio sfogo a proposito della mia condizione sanitaria e qualche mia riflessione sugli ospedali, pubblicata proprio su questo blog. Questo cosa dimostra? Che sono una puttana. Come la maggior parte degli scrittori degni di questo nome, del resto.

Commenti dei lettori

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  • pol

    24 Jan 2010 - 21:18 - #1
    0 punti
    Up Down

    il vivere in prima persona malattia è una grande sconosciuta…solo l’arte ne ha abbozzato qualche elemento, L’albo di DYD lo conferma. Ma soprattutto è un esperienza esclusivamente nella sostanza personale. Per chi la vive nulla può esser come prima…c’è un valore conoscitivo difficilmente comunicabile. Dove lo studio accademico si blocca. C’ho scritto una tesi…

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