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Intervista a Fabrizio Lo Bianco

Ho 39 anni e ho iniziato a lavorare nell'editoria a fumetti nel 2004, dopo le prove di sceneggiatura per lo studio Red Whale di Francesco Artibani e Katja Centomo. Il mio primo fumetto è stato Monster Allergy n. 20, disegnato da Paolo Campinoti. Oggi lavoro per Red Whale (oltre ai fumetti, scrivo novelle per bambini e cartoni animati), per i Periodici San Paolo (Il Giornalino e G Baby) e di recente ho iniziato una collaborazione con Rcs. Per quanto riguarda nello specifico i cartoni animati, finora ho sceneggiato alcuni episodi di PopPixie e uno di Spike Team.


PRESENTATI
Ho 39 anni e ho iniziato a lavorare nell’editoria a fumetti nel 2004, dopo le prove di sceneggiatura per lo studio Red Whale di Francesco Artibani e Katja Centomo. Il mio primo fumetto è stato Monster Allergy n. 20, disegnato da Paolo Campinoti. Oggi lavoro per Red Whale (oltre ai fumetti, scrivo novelle per bambini e cartoni animati), per i Periodici San Paolo (Il Giornalino e G Baby) e di recente ho iniziato una collaborazione con Rcs. Per quanto riguarda nello specifico i cartoni animati, finora ho sceneggiato alcuni episodi di PopPixie e uno di Spike Team.

QUANDO NASCE LA TUA PASSIONE ARTISTICA
Scrivevo e disegnavo fumetti per me e per i miei compagni di classe alle elementari, un po’ come tutti quelli che poi hanno fatto il fumettista di professione. E’ una specie di “fissa” che ti porti appresso fin da bambino e che ti fa pensare per immagini.

QUANDO NASCE LA TUA PASSIONE PER I FUMETTI
Da piccolissimo, grazie a mia madre che acquistava i tascabili Mondadori e Bompiani dedicati alle strisce americane e ad Asterix, oltre agli albi della Corno, in particolare “Eureka”. E’ su quelle pagine che ho imparato a leggere. Lupo Alberto, Sturmtruppen, Mafalda, lo stesso Asterix (gli albetti economici in formato orizzontale, in bianco e nero), i Peanuts, Andy Capp ma anche le vecchie storie di Topolino e quelle dei paperi di Carl Barks riproposte con gli Oscar Mondadori.

IL TUO FUMETTO PREFERITO
Mafalda. Ancora oggi ricordo a memoria gran parte delle strisce.

IL PERCHE’
Non lo so. Mafalda lo rileggevo in continuazione (i vecchi “Tuttomafalda” della Bompiani li ho letteralmente consumati) forse semplicemente perché mi facevano ridere le sue strisce. Da “grande” ho scoperto quanto di quell’umorismo ha formato il mio carattere e quanto ancora mi diverta. L’arma vincente era l’acume di Quino, capace di condensare divertimento, denuncia e anticonformismo in poche vignette. E poi aveva un punto di vista autenticamente infantile. Poneva al lettore e al mondo domande spiazzanti nella stessa maniera in cui le possono fare i bambini, mettendo in crisi l’ipocrisia degli adulti.

QUANDO NASCE LA TUA PASSIONE PER I CARTOON
Il sabato alla scuola materna con le proiezioni dei cartoni della Warner. Mi sono sempre piaciuti quei cartoni (in particolare Wile E. Coyote), come pure quelli della Disney e di Hanna & Barbera. E poi mi piaceva molto “Re Artù e i cavalieri della tavola quadrata”, un cartone (credo) australiano. La “malattia” vera e propria è scoppiata però alla fine degli anni ‘70, con l’arrivo in Italia di Goldrake e Heidi.

IL TUO CARTOON PREFERITO
Goldrake.

IL PERCHE’
Actarus incarnava l’eroe senza macchia: era taciturno e solitario, nascondeva una storia tormentata e aveva una sensibilità lontana dagli stereotipi in voga fino ad allora. Credo che queste caratteristiche rendessero più semplice l’immedesimazione per i bambini molto timidi come lo ero io.

HAI UN SITO WEB
Sì, ma aggiorno con una minima frequenza solo il mio blog.

PERCHE’ E’ NATO
E’ una sorta di diario e portfolio professionale. In alcuni casi mi ha procurato dei lavori.

PRESENTA IL TUO BLOG
E’ un luogo virtuale su cui tengo una traccia delle mie pubblicazioni e sul quale condivido alcune riflessioni semiserie sulla professione di sceneggiatore. A breve aprirò una nuova versione su piattaforma WordPress che ingloberà anche il sito.

DI COSA TI OCCUPI ATTUALMENTE
Scrivo prevalentemente storie per bambini. Tre serie a fumetti per Il Giornalino (”Paky” con Bruno Olivieri e “Bau & Woof” con Claudio Stassi e i colori di Elena Sanjust) e GBaby (”Bruno” con Luca Usai). In questi giorni ho terminato la scrittura di alcune novelle illustrate per la Fabbri.

PROGETTI FUTURI
Nell’immediato ci sono due storie lunghe. Una per una organizzazione no profit e un’altra, a puntate, per Il Giornalino. Oltre ai fumetti, spero di continuare a sceneggiare cartoni animati.

SOGNI NEL CASSETTO
Poter continuare a fare questo mestiere fino ai 90 anni (almeno).

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