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Intervista a Davide Aicardi

Ho 25 anni compiuti da appena 9 anni. La mia vita è cambiata quando ho scoperto che il mio gemello (quello buono) sapeva scrivere decisamente bene. L’ho subito chiuso in soffitta e messo alla catena. Gli fornisco cibo in cambio di pagine di sceneggiatura. Grazie a questo insignificante espediente, senza battere un solo tasto, dal 2004 a oggi sono riuscito a firmare come autore e sceneggiatore diversi progetti



PRESENTATI
Ho 25 anni compiuti da appena 9 anni. La mia vita è cambiata quando ho scoperto che il mio gemello (quello buono) sapeva scrivere decisamente bene. L’ho subito chiuso in soffitta e messo alla catena. Gli fornisco cibo in cambio di pagine di sceneggiatura. Grazie a questo insignificante espediente, senza battere un solo tasto, dal 2004 a oggi sono riuscito a firmare come autore e sceneggiatore diversi progetti: il romanzo grafico Studio 69, la serie a fumetti per le edicole Wrestlers, una filastrocca e un adattamento letterario per la rivista Mono, tre volumi della serie di romanzi per bambini Joe Carrot, due episodi della trasmissione di approfondimento Scusi lei è favorevole o contrario?, il candid-show Cupido, diverse sitcom, tra le quali, Camera Cafè, Piloti, Don Luca c’è, Medici Miei, Life Bites, il cortometraggio Di Messer Cavè, l’artista, e del console benefattore suo, l’agenda DiventOne 2011/2012 e molteplici pubblicità per MTv. Poi ci sono i cartoni animati ovviamente: Spike Team, Pop Pixie, La Banda Volante, La Banda delle Verdure, e la serie originale, creata con Marco Renzi e gli OGM Animation Studios e finalista a Cartoon on the bay 2009 nella sezione Pitch me!, Insert Coin. E per tutto questo devo di certo ringraziare Carlo Chendi, che ha ospitato il mio gemello… ehm, ME, nella sua bottega, insegnandomi tutto quello che so! Ah, già, dimenticavo, grazie al millantato credito di cui sopra, da ottobre 2010 sono docente del corso di sceneggiatura presso la Scuola del fumetto di Milano, città dove vivo dal 2004 dopo aver lasciato le coste e il mare (sigh) della città che mi ha dato i natali, Albenga (SV).

QUANDO NASCE LA TUA PASSIONE ARTISTICA
Qua di arte non ce n’è davvero. Passione sì, tanta. E tanta pazienza. Voglia di imparare ed evolversi, voglia di mettersi in gioco. Quando sono stato contagiato da questo virus? Quando vidi il film Delicatessen di Jean-Pierre Jeunet. Lì capii che scrivere un certo tipo di storie, diverse, visionarie, grottesche, era possibile. Poi io in carriera non l’ho mai fatto.

QUANDO NASCE LA TUA PASSIONE PER I FUMETTI
I fumetti erano in casa. Tex, Corto Maltese, i Peanuts. Mio padre li leggeva prima di me. A sette anni ho iniziato a leggere Topolino con continuità. Era un grande fumetto allora. A dodici ho conosciuto Dylan Dog e Sclavi. Sono rimasto letteralmente travolto. Ho iniziato a comprare tutto quello che era disegnato.

IL TUO FUMETTO PREFERITO
Oggi non saprei. Sono onnivoro. Ricordo con molto affetto, oltre al già citato Dylan, Wiz il mago e B.C., Calvin & Hobbes, l’Animal Man di Morrison e V per Vendetta. Tra i seriali sicuramente Ken Parker, a mio avviso un capolavoro ancora ineguagliato nel panorama Italiano. Ma se devo dirne uno, adesso, oggi, dico senza indugio Il signore di Montetetro di Forrest e Tardì (edito da Coconino).

IL PERCHE’
Perché quando lo lessi pensai esattamente la stessa cosa che mi venne in mente quando vidi Delicatessen: “scrivere certe storie, è possibile”. Vorrei farci un film un giorno. Colletta?

QUANDO NASCE LA TUA PASSIONE PER I CARTOON
E chi se lo ricorda. Ero piccolissimo. Li guardavo sulla Rai. La mia memoria più remota ricorda Monkey la scimmia, Astroboy, Il fantastico mondo di Paul… poi i robottoni ovviamente: Jeeg, Mazinga, Goldrake!

IL TUO CARTOON PREFERITO
Sarò banale ma Conan, ragazzo del futuro, rimane per me un caposaldo.

IL PERCHE’
C’è tutto: avventura, amore, passione, fantascienza, robot, ecologia, il Barracuda… e un bambino che usa i piedi come le mani! Cosa desiderare di più?

HAI UN SITO WEB
No. Lo trovo inutile. Il mio lavoro è scrivere. Non scrivere da qualche parte che ho scritto qualcosa. Poi i blog, li odio proprio. Ma come fanno i colleghi a scrivere tutto il giorno e poi, quando hanno finito… continuare a scrivere i loro blog? No, questo lo so: lo fanno per farsi pubblicità, darsi visibilità. E se questa cala, beh, allora si può sempre richiamare l’attenzione postando qualche donnina discinta… bah, forse sono solo invidioso. Non so. (A dire il vero un blog che leggo volentieri c’è: è quello di Harry dice… è davvero il solo che mantiene nei suoi post, pur imponendo il suo punto di vista, quello spirito di confronto e informazione che dovrebbe essere scontato in questo tipo di operazioni “webbiche”).

PERCHE’ E’ NATO
Ti dico perché NON è nato. Davvero. Ho paura dei blog. Chi li segue solitamente annulla il senso critico e ti dà contro per partito preso o, nella maggior parte dei casi, non ti contraddice mai. È l’effetto Facebook “mi piace”. Non è mica ragionato. È automatico! Non voglio questo, non mi interessa essere assecondato. Al contrario. Voglio essere criticato duramente… ma costruttivamente. Voglio migliorare. Voglio sapere quando sbaglio. Ma voglio saperlo da gente di cui mi fido, che posso guardare negli occhi o sentire al telefono. Al limite su Skype.

PRESENTA IL TUO SITO
Ancora? Ci dev’essere la linea disturbata… va be’, mi hai convinto. Ne apro uno.

DI COSA TI OCCUPI ATTUALMENTE
Ok. Qua devo tergiversare. Sto scrivendo parecchie cose… due serie a fumetti per il mercato internazionale, un cartone animato anche questo destinato a varcare gli italici confini e una sitcom per ragazzi. Ma di tutte queste cose non posso dire nulla o le capsule di cianuro che i produttori e gli editori hanno impiantato nella mia dentatura esploderanno tutte insieme. Quattro progetti. Quattro capsule. Insomma. Taccio.

PROGETTI FUTURI
Lo dico tutti gli anni, e visto che il 2011 è iniziato da pochi giorni, lo ripeto. Vorrei riprendere in mano i miei progetti. Quelli che procedono a singhiozzo perché nel mezzo ci devo sempre infilare una consegna su commissione. Non fraintendetemi, meno male che ci sono queste consegne su commissione. Ma tra i progetti futuri voglio proprio recuperare alcuni lavori a cui sono molto affezionato e che per troppo tempo ho lasciato nel cassetto.

SOGNI NEL CASSETTO
Il mio sogno lo sto realizzando. Allora dico: continuare a “realizzarlo” per più tempo possibile.

ALTRO
Vi saluto. Salgo in soffitta a portare un piatto di pasta e fagioli al mio gemello.

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