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Un angolo di Giappone in Italia - Apre a Pistoia lo Showroom Manga Eden

Manga Eden, azienda leader nel settore dei materiali per manga e fumetto, dopo quattro anni di attività online inaugura a Pistoia il suo showroom. Uno spazio dove poter provare e acquistare fisicamente tutti gli articoli (oltre 1000) del suo vasto catalogo. Per l'occasione Tuttocartoni ha intervistato Wish, autrice, insegnante, consulente e pioniera della tecnica manga in Italia, che alla Manga Eden ha dato, oltre al suo nome, anche molte delle sue idee e della sua esperienza in questo ambito, e che ha curato e seguito la realizzazione di questo progetto.



Manga Eden, azienda leader nel settore dei materiali per manga e fumetto, dopo quattro anni di attività online inaugura a Pistoia il suo showroom. Uno spazio dove poter provare e acquistare fisicamente tutti gli articoli (oltre 1000) del suo vasto catalogo.

Per l’occasione Tuttocartoni ha intervistato Wish, autrice, insegnante, consulente e pioniera della tecnica manga in Italia, che alla Manga Eden ha dato, oltre al suo nome, anche molte delle sue idee e della sua esperienza in questo ambito, e che ha curato e seguito la realizzazione di questo progetto.

d: perchè nasce questa attività
r: Manga Eden opera ormai da 4 anni in internet con il webshop, dove è possibile, da tutta Italia, fare acquisti online. Dal 2010 abbiamo iniziato anche la distribuzione per fumetterie o negozi di belle arti o cartoleria che richiedono di diventare rivenditori autorizzati. Quest’anno l’attività si è ingrandita e ha richiesto il trasferimento in un magazzino più grande. Con l’occasione abbiamo pensato di aprire anche un punto vendita adiacente. Era un’esigenza che sentivamo molto forte nei colloqui con il pubblico alle fiere. Abbiamo scelto Pistoia perché, oltre ad essere vicino alla nostra sede “virtuale” (il magazzino dello shop online) è molto ben collegata con Lucca, centro importante del fumetto in Italia, con Pisa, Livorno, la Versilia, Firenze e Bologna, e attraverso di esse, con molte delle maggiori città italiane.

d:a chi si rivolge
r:A tutti i disegnatori di fumetto e illustrazione, non solo i mangaka. Accanto agli strumenti per la tecnica giapponese in senso stretto abbiamo articoli che si prestano molto bene all’utilizzo per il fumetto di stampo europeo e americano, e una vasta gamma di colori per l’illustrazione a marker alcolico, inchiostro colorato, matita e tecnica mista.

d:Quando hai pensato per la prima volta che si poteva fare in italia
r:Quando ho cominciato a studiare seriamente la tecnica giapponese e ho provato per la prima volta molti degli strumenti specialistici per il fumetto che tuttora utilizzo e che sono venduti in catalogo. Mi sono resa conto che lavorare con materiale di alta qualità, ma soprattutto specifico, fa una grande differenza. All’epoca non era semplice, specialmente nelle piccole città, trovare del materiale da fumetto in generale. Un negozio dedicato solo al fumetto e all’illustrazione era una cosa inimmaginabile nella mia realtà di allora, mentre a Tokyo faceva parte della mia quotidianità. Da fumettista, avrei desiderato avere a disposizione un negozio così anche a casa, in Italia. Manga Eden è nato da questa esigenza, condivisa, credo, da molti miei colleghi, non solo quelli che lavorano con la tecnica giapponese.

cosa troveremo di diverso in questa attività rispetto ad una fumetteria italaina
r:Lo Showroom Manga Eden non è una fumetteria. E’ più simile ad un negozio di belle arti, ma “mirato” unicamente al fumetto e all’illustrazione. E’ l’unico negozio in Italia dedicato solamente al fumetto, dove personale esperto in questa materia può consigliare materiale, libri e supporti per ogni esigenza in questo ambito. E’ uno spazio progettato da fumettisti, a misura di fumettista, al servizio dei fumettisti.

d:organizzerete eventi nel showroom
r:Sicuramente sì. Il materiale, oltre a comperarlo, lo si deve saper utilizzare. Per questo organizzeremo periodicamente dimostrazioni che andranno dalla panoramica generale sulla tecnica all’uso di uno o più strumenti specifici, alle varie tecniche realizzabili con un singolo strumento. Prendiamo ad esempio il marker alcolico, uno strumento amatissimo dagli studenti italiani di manga: ci sono un sacco di modi diversi di lavorare un’illustrazione a marker, utilizzandolo da solo o associato ad altri materiali come l’inchiostro liquido, il retino, le matite colorate, perfino il digitale.
E dato che da sempre il nostro obiettivo è dare spazio ai disegnatori italiani che disegnano con la tecnica giapponese, speriamo di poter ospitare spesso autori italiani che negli anni si sono fatti conoscere in questo campo per le loro produzioni, e si sono fatti amare dal loro pubblico.

d:oltre al showroom so che stai lavorando anche al MANGA CAMPUS come sta andando il progetto
r:E’ presto per dirlo, perché abbiamo appena iniziato. Sei mesi di vita non sono abbastanza per poter trarre conclusioni. Quello che vedo finora, però, mi lascia molto soddisfatta. La decisione di fondare un corso interamente mio è stata una decisione difficile da prendere, perché ha significato comunque il distacco da una realtà che ha rappresentato una parte significativa della mia vita e della mia carriera. Ma può accadere, nella vita e nella carriera di ognuno, di arrivare ad un punto di svolta in cui si sente che qualcosa nel modo di vivere e sentire le cose è cambiato, e si avverte il bisogno di crescere, umanamente e professionalmente, e di costruire una realtà propria, più simile a quelli che erano i nostri sogni o obiettivi per il futuro. Ad oggi, la sola cosa che posso dire è che sono convinta della scelta. Manga Campus è un progetto in cui mi sento realizzata perché lo sento più vicino a ciò che ho progettato e desiderato nei miei anni di studio. E’ il tipo di scuola nella quale, quando sognavo una realtà manga in Italia che allora non c’era, avrei voluto studiare, e che immaginavo quando, nelle mie lettere da Tokyo, parlavo della scuola che un giorno avrei voluto fondare. E in questo percorso ho il piacere di avere ancora vicino quella che un tempo è stata la mia prima allieva e poi la compagna di sette anni di lavoro, oltre ad essere la prima ed unica docente italiana accreditata ad insegnare con il mio metodo. Parlo di Federica Di Meo, che oltre ad ammirare molto come autrice e professionista stimo anche molto sul piano umano.

d:cosa troveremo in particolare in questo progetto

r:Sicuramente, a parte tanto studio, un ambiente allegro e distensivo, unito al rigore con cui io e Federica abbiamo sempre insegnato. La parola stessa vacanza-studio implica che debbano essere presenti entrambi gli aspetti, che non sono inconciliabili fra loro. Lavorare duramente e con concentrazione, per quanto stancante, non implica per forza privazione, e studiare, anche duramente, non esclude un lato piacevole. E questo stesso approccio anima anche i corsi invernali, che saranno più lunghi e articolati. Sono convinta, e questa convinzione è alla base dell’intero metodo, che gli studenti rendono di più se nell’apprendere qualcosa si divertono e riescono ad imparare senza ansia, concentrandosi sul percorso oltre che sul risultato, e sulla soddisfazione di riuscire a fare ogni volta qualcosa in più, assieme ad altri che condividono la stessa passione, in modo non stressante e collaborativo anziché competitivo.
Poi, la specificità del metodo. Un metodo che è mirato all’apprendimento da parte di studenti occidentali, e che tocca alcuni aspetti e problematiche didattiche proprie solamente agli studenti occidentali. Un metodo che è basato in parte sull’insegnamento giapponese ricevuto nel tempo - in totale quasi 18 mesi - passato là, e in parte su un lungo lavoro di ricerca nato dall’esperienza diretta e personale di occidentali che hanno studiato la tecnica del manga alla fonte quando di tecnica del manga in Italia si parlava poco o niente, e non c’era nessun tipo di mediazione che la rendesse più accessibile a noi, studentesse nate e cresciute in una cultura e tradizione diverse. Ognuna delle materie che vengono inserite in programma, da quelle riguardanti il manga in senso stretto a quelle complementari, è lì perché è parte integrante di un percorso che si concentra sul formare autori, persone capaci di realizzare con la tecnica giapponese storie ispirate alla propria cultura e sensibilità, approfondendo ogni singolo aspetto di questo percorso.
Infine l’esperienza. Manga Campus, come tutti i nostri progetti, è pensato, diretto e progettato da fumettisti, al servizio dei fumettisti, in ascolto costante degli studenti, in dialogo costante e costruttivo con loro. E’ frutto dell’esperienza di chi lo studio del fumetto e del manga in particolare l’ha vissuto in prima persona, da studente prima che da docente, e tutti i giorni ci dedica la gran parte del suo tempo e delle sue energie. Quindi sa e vive ciò di cui parla, e comprende in prima persona la realtà e le aspettative degli studenti, ma anche delle loro famiglie, perché una realtà simile l’ha vissuta prima di loro.

d:Cosa rappresenta per te Manga Campus
r:La trasformazione in una realtà tangibile del sogno di una vita: non più solo “importare la tecnica manga in Italia” ma importarla e diffonderla secondo il metodo di insegnamento del manga messo a punto fra Tokyo e l’Italia e consolidato in 8 anni di esperienza teorica, pratica e di docenza. Con molto entusiasmo e idee sempre nuove che nascono da una grande passione, ma anche con una buona dose di realismo, e con un occhio di riguardo soprattutto all’Europa. Il nostro obiettivo non era tanto esportare disegnatori in Giappone, che di disegnatori validi ne ha già molti per il suo mercato, quanto importare la cultura e la tecnica del manga in Italia per formare disegnatori validi interessati a inserirsi, con questa tecnica, prima di tutto nel panorama occidentale del fumetto. Mi riferisco in particolare non solo all’Italia, ma all’Europa in generale e anche all’America. Manga Campus per me rappresenta il terreno ideale in cui lavorare per realizzare questo obiettivo, dando ai ragazzi la cultura che a loro serve per disegnare manga prima di tutto qui. Niente vieta che ci sia comunque interesse e attenzione anche verso il mercato giapponese, soprattutto verso le novità e le variazioni stilistiche nel panorama manga, e verso le opportunità che questo mercato riserva agli occidentali, come i concorsi internazionali.

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