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3.Scrivere perchè?
Il giorno dopo, lunedì, alle otto sono a scuola. Ancora stanco della fuga a Roma del giorno prima, mi attardo con una certa indolenza a prendere i registri nel mio cassetto. Nei corridoi sciamano i ragazzi, rincorrendosi e trascinando con indoleza le loro borse piene di libri. Vengo avvolto dal chiasso, dalle risate, dalla loro eterna vitalità
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1 In viaggio per Roma
La mia vecchia Renault fila a centodieci all'ora sull'autostrada per Roma. Lo so che non è una gran velocità, ma io sono abbastanza prudente, e poi è il massimo che riesco a ottenere dall'auto. A dire la verità, speravo di poterne comprare una nuova con il ricavato del libro che ho pubblicato cinque mesi fa ma, a quanto pare, riuscirò a venderne sì e no un migliaio di copie e quindi sono costretto a rinviare ogni speranza di miglioramento economico. Anche per questo sono uno scrittore deluso.
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2 Presento il mio libro alla Biblioteca Nazionale di Roma
Nella sala del convegno, ci sono poco più di venti persone. E' stato organizzato da un terrone da anni residente a Roma, che vuole fare cultura nella capitale, e che mi ha invitato, essendo io diventato improvvisamente un esponente letterario della nostra comune terra d'origine. Michele si siede placidamente negli ultimi posti e io sul palchetto, pronto a recitare la mia parte, da aspirante attore di avanspettacolo. Quando arriva il mio turno di parlare, dopo essere stato presentato, e dopo aver ascoltato la noiosa prolusione dell'organizzatore, che è anche un mediocre critico letterario, leggo gli appunti preparati il giorno prima. Non sono molto bravo a parlare a braccio, rischio sempre di perdere la direzione.
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4 Le mostre
Ho detto già dei bruschi passaggi dall'assoluto al quotidiano. Essi accompagnano sadicamente la vita di uno scrittore, richiamandolo in continuazione alle necessità della vita sociale e della sopravvivenza. Sopravvivenza è anche trovare, all'occorrenza, in un cassetto, dei calzini che non siano bucati o stinti o smollati. Oppure, ora che arriva la primavera, dei calzini leggeri, invece di quelli di lana. Così, approfittando di qualche soldo avanzato dal mese precedente, decido di fare una scorta di indumenti di prima necessità.
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5 I premi letterari
Come giurato nel premio di poesia 'Cerere d'Argento', organizzato da un giovane assessore di un paesotto vicino a capo Saraceno, che ha trovato la maniera di attivare una quota dei finanziamenti della Regione a scopi 'culturali', ho dovuto leggere un centinaio di libri di poesia, bruttissimi, con un 50% di liriche che ancora vertevano sulla rima 'cuore-amore'. Sono arrivati libri da tutt'Italia: in questo paese ci saranno migliaia di case editrici che fregano soldi ai poveri illusi.
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6 Le interviste
Mi viene incontro una ragazza, dopo la presentazione del mio libro a Cerreto Laziale. Una bella ragazza romana sui ventitrè anni, dai capelli corti e neri e gli occhi con delle sfumature di verde. Indossa una gonna nera, lunga e stringe fra le mani un diario per gli appunti. Ha aspettato che i convenuti sfollassero e poi si è avvicnata. Si presenta e mi consegna il suo biglietto da visita; un bigliettino minuto con i caratteri dorati.
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Corso di scrittura creativa

Capitolo 7: le presentazioni nei salotti televisivi
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9 Nessuno è profeta in patria
E' gennaio, c'è la neve. Sono ancora in autostrada con Michele Santagata. Questa volta andiamo verso la Terronia interna, a Montelupi, il mio paese natale. Hanno letto qualcosa sul loro concittadino che si sta facendo onore nel mondo dorato delle lettere e vogliono rivederlo. Secondo me, più che rivedermi, mi vogliono vedere, perché nessuno ricorda chi diavolo ero. Sono stato molto dibattuto al pensiero di accettare o no. Poi ha prevalso la vanità, l'orgoglio di dimostrare che me ne sono uscito da quel posto sperduto e che posso ritornarci liberamente, quando mi va.
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10 Smuovere le acque
Circa dieci anni fa ho avuto una specie d'illuminazione, una visione. Ma non una di quelle visioni che hanno i pazzi o le persone psicologicamente fragili, bensì una specie di 'satori', di quelli descritti nelle letterature orientali. Forse mi accadde proprio perché in quel periodo stavo leggendo tutto ciò che riguardava la filosofia zen, non so, fatto sta che, mentre guidavo di ritorno da scuola (allora insegnavo in un paesino molto distante da Capo Saraceno), ebbi l'impressione che l'universo si stesse rivoltando, fino a prendere le sembianze di un '8' rovesciato, che è il simbolo dell'infinito.
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11 I grandi giornali nazionali
A maggio mi telefona un noto giornalista di una grande testata del Nord. Mi chiede se sono io Pietro Satriano, l'autore di "Il raccoglitore di rifiuti'. Ha una voce pacata, è cortese, e mi dice di parlare lentamente, perché sta registrando. Poi comincia: "Allora, professore, ha creato un bel putiferio, con questa storia de rifiuti".
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