Case editrici 
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10 Smuovere le acque
Circa dieci anni fa ho avuto una specie d'illuminazione, una visione. Ma non una di quelle visioni che hanno i pazzi o le persone psicologicamente fragili, bensì una specie di 'satori', di quelli descritti nelle letterature orientali. Forse mi accadde proprio perché in quel periodo stavo leggendo tutto ciò che riguardava la filosofia zen, non so, fatto sta che, mentre guidavo di ritorno da scuola (allora insegnavo in un paesino molto distante da Capo Saraceno), ebbi l'impressione che l'universo si stesse rivoltando, fino a prendere le sembianze di un '8' rovesciato, che è il simbolo dell'infinito.
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11 I grandi giornali nazionali
A maggio mi telefona un noto giornalista di una grande testata del Nord. Mi chiede se sono io Pietro Satriano, l'autore di "Il raccoglitore di rifiuti'. Ha una voce pacata, è cortese, e mi dice di parlare lentamente, perché sta registrando. Poi comincia: "Allora, professore, ha creato un bel putiferio, con questa storia de rifiuti".
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22. Abbigliamento
Prima ancora di parlare di psicologia, naturalmente, avremmo potuto descrivere l'abbigliamento di un personaggio
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Altre tecniche
Altra tecnica è il 'cut up' cioè l'inserimento di ampi brani di carattere diverso, informativo o descrittivo, che pare nulla abbia a che fare con la narrazione. Molti, infine, preferiscono la forma epistolare o diaristica.
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Le idee e l'invenzione
Giunge il momento di costruire una trama. E' tempo perso partire all'avventura se non si hanno le idee chiare sul dove si vuole arrivare. Ho parlato di una certa ripetitività nella struttura. Inutile negare anche un certo conservatorismo nella costruzione degli intrecci; non si sono fatti molti passi avanti dalle commedie di Pluto, basate sullo scambio di persona e sull'equivoco. L'equivoco riesce a creare situazioni abnormi, in cui è più facile dare fondo all'umorismo e calcare la mano sui colpi di scena, fino alla rivelazione di rito, che rasserena e rende al lettore l'illusione dell'ordine ritrovato. Insomma, il lieto fine è un'altra carattersistica portante del romanzo, e se non questo, almeno il ritorno alla normalità, dopo che il caso aveva intorbidito le acque.
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Trarre spunto dalla cronaca quotidiana
Se proprio si è a corto di idee, si può attingere dalla cronaca quotidiana. Gli articoli dei giornali sono una vera miniera di intrecci, suscettibili di trasposizione romanzata. La bravura consisterà nell'elaborazione della fisionomia dei personaggi, dando loro, nel contempo, una maggiore motivazione psicologica; dando loro 'spessore'. Ecco un 'caso' riportato dal quotidiano 'La Stampa' sabato 22 ottobre 94, a firma di Enrico Benedetto.
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Le parole
Ora rivelo un piccolo segreto al lettore. Anche gli scrittori più bravi fanno degli errori, persino errori di grammatica, molto spesso. O, se non proprio questi, errori nell'uso delle concordanze verbali. Pertanto, non bisogna lasciarsi intimidire dai mostri sacri. Hanno cominciato come tutti nell'insicurezza, e molti sono sacri solo perché santificati da amici potenti nelle redazioni culturali dei giornali o nelle case editrici. Poi ci sono, al contrario, quelli che sanno scrivere benissimo e conoscono anche il nome di tutte le componenti stilistiche e le forme dell'elocuzione (anacolùto, asìndeto, chiàsmo, anàfora, zèugma, etc.; antìtesi, antìfrasi, litòte, epifonèma, etc.; metàfora, similitudine, analogia, allegorìa, sinèddoche, metonìmia, ipèrbole, etc.), ma, come ha detto qualcuno, conoscere le parti di un'automobile, non corrisponde necessariamente a saperla guidare. C'è chi, parlando, dice di sapere e chi, in silenzio, mostra di sapere. Il mistero è proprio qui, nel saper suscitare vibrazioni o onde cerebrali che attraversano l'aria in forma sconosciuta e richiamano come feromoni il lettore. Uno può dire mille parole e non far capire nulla e un altro con due parole riesce a comunicare. Così è la vita, così sono gli uomini, così sono le parole.
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I pensieri elevati
Come ci accorgiamo di avere pensieri degni di essere ampliati e comunicati? Se ci riconosciamo, per esempio, in uno dei seguenti, vuol dire che abbiamo una coscienza critica, che ci sarà utile. - Konstantin Aksakov (1817-1860): "L'Occidente è tutto penetrato di interiore falsità; si preoccupa sempre della bella posa, della situazione pittoresca". - Alexander Herzen (1812-1870): "Tutto diventa piccolo e appassito sulla terra sfruttata. Non vi sono talenti, non vi è creazione, non vi è forza di pensiero, non vi è più forza di volontà. Il modo di vivere diventa sempre meno bello e attraente, tutto diventa ristretto, tutti hanno paura, tutti vivono come piccoli bottegai". - Vera Aksakova: "Non vi è una sola persona soddisfatta. Dovunque scontento, dovunque indignazione. L'unico scopo del Governo sembra quello di uccidere gli animi".
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A proposito di scrittori e company
- Fred Allen: "Non capisco perché una persona impiega un anno a scrivere un racconto quando ne può comprare uno per pochi dollari". - Vassilisi Alexakis: "Penso che vi siano troppi romanzi polizieschi e non abbastanza omicidi. Jorge Luis Borges: se scrivo qualcosa penso di avere il diritto di correggerlo un quarto d'ora dopo. E perché non un quarto di secolo dopo?". - Charles Baudelaire: "In ogni scrittore c'è un uomo mancato".
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Caratterizzazione dei personaggi
Il nome Cominciamo ora a vedere come avviene la caratterizzazione dei personaggi. A iniziare dal nome. La scelta dei nomi dei personaggi deve avvenire con la massima cura. Nomi troppo dificili tolgono scorrevolezza all'azione, nomi troppo simili confondono il lettore, nomi troppo comuni sembrano fasulli, etc. Per esempio, eviterei di chiamare un personaggio Lucio Donati, troppo mieloso e insignificante, come eviterei di chiamarlo Rodrigo Montefratecuccoli o Giuseppeantonio Merluzzo, ma si può anche dare un nome e cognome comune e poi un soprannome o nomignolo. Fra i nomi adoperati in letteratura vorrei ricordare: Renzo Tramaglino, Lucia, fra Cristoforo, Gertrude (I Promessi sposi); Mara e Bube (La ragazza di Bube); Riccetto, il Caciotta, il Lenzetta, Alduccio (Ragazzi di vita); Ida, Nino, 'Useppe', David (La Storia); Emilio Brentani, Amalia, Angiolina (Senilità); Ciccio, Liliana, Zamira (Quer pasticciaccio brutto di via Merulana); Andrea Sperelli, Elena Muti, Maria (Il piacere); Piero, Luisa , Ombretta, Franco (Piccolo mondo antico); Dino, Cecilia (La noia); Metello Salani, Ersilia (Metello); Bianca Trao, Ninì Rubiera, Isabella (Mastro-don Gesualdo); Mariagrazia, Carla, Leo, Michele, Lisa (Gli indifferenti); Calogero Sedara, Tancredi, Fabrizio (Il Gattopardo); Adriano Meis, Mattia (Il fu Mattia Pascal); Giovanni Drogo (Il deserto dei tartari); Ginia, Amelia, Clelia (La bella estate).
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Marina Bisogno








