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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
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	<title>Editor aiutami tu</title>
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	<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 14:35:06 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marina Bisogno</dc:creator>
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    <category>articoli</category><category>mestiere di editor</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.guide.supereva.it/guide/case_editrici/bimbo_matita.jpg" class="left" border="0" width="95" height="250" alt="" /><strong>Una figura centrale per ogni casa editrice ed un punto di riferimento per gli scrittori, specie se esordienti</strong>. L&#8217;editor è un artigiano delle parole, colui che legge i manoscritti, taglia, copia, incolla, suggerisce, azzarda, interviene. Il successo di un romanzo o di un racconto, passa anche dalla bravura dell&#8217;uomo armato di penna e matita e di un considerevole bagaglio culturale.</p>
<p>Ma quali sono i limiti che un bravo editor non dovrebbe mai superare? Di certo non esiste una regola precisa. Si tratta di un lavoro che si impara sul campo, a furia di divorare libri e manoscritti, di fare appello alla pazienza e all&#8217;umiltà, mettendo davanti a sè la scrittura di un altro. L&#8217;editing può essere più o meno invasivo, ma l&#8217;onestà di una casa editrice sta nel rispettare sempre e comunque l&#8217;autore, anche a costo di un rifiuto.</p>
<p><strong>Tra i tanti casi di editing decisamente invasivo, ce n&#8217;è uno che ha fatto il giro del mondo. </strong>Conoscerete di certo Raimond Carver, scrittore americano divenuto famoso per il suo stile minimalista, asciutto, spesso cinico, tagliente come una lama. Ebbene, pare che dietro la fortuna di Carver ci sia proprio il suo editor.  Mi sono imbattuta ne <em>L&#8217;uomo che riscriveva Carver,</em> un interessante articolo di Baricco (Repubblica 27/4/1999) che parla del lavoro fondamentale dell&#8217;editor di Carver, Gordon Lish. </p>
<p><strong>Baricco racconta di aver letto un articolo del New York Times firmato </strong>D.T. Max, in cui l’autore racconta di essere andato in una biblioteca di Bloomington, nell&#8217; Indiana, dove sono raccolte le carte di Lish, per verificare se fosse vera la leggenda che gli attribuisce la riscrittura radicale dei racconti di Carver.<br />
Max è andato a verificare i dattiloscritti originali di Carver con le correzioni di Lish, ed ha constatato che, ad esempio, in <em>Cosa parliamo quando parliamo d’amore</em> l’editor  ha tolto quasi il 50 per cento del testo originale, ed ha riscritto il finale a dieci racconti su tredici. Anche Baricco è andato nella biblioteca di Bloomington a verificare di persona, confermando che effettivamente i racconti di Carver in originale hanno ben poco da vedere con quelli &#8220;rivisti&#8221; dal suo editor.</p>
<p>La notizia ha sconvolto molti dei fans del celebre scrittore, da sempre considerato un successore di Hemingway. Pare addirittura che Carver avesse più volte redarguito Lish per i suoi interventi. Poi è arrivato il successo e Carver non ha potuto più tirarsi indietro.</p>
<p><strong>La domanda è: senza Lish Carver sarebbe mai diventato famoso?</strong></p>
 
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	<title>Luce di Marco Melillo</title>
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	<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 10:20:34 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marina Bisogno</dc:creator>
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    <category>consigli_di_lettura</category><category>luce</category><category>luce di marco melillo</category><category>luce edizioni opposto.net</category><category>marco melillo</category><category>poesie di marco melillo</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.guide.supereva.it/guide/case_editrici/Luce.jpg" class="left" border="0" width="171" height="250" alt="" />&#8221; Portami lungo la nostra poesia ininterrotta/ la nostra distanza colmata, la nostra fede/rubata ad un comune ascolto la nostra allegria/ che si regge sugli occhi bendati, sulla tua voce squillante/ripresa dal tempo presente (&#8230;)&#8221;.</p>
<p>Specchi d&#8217;ombra, è solo una delle tante storie raccontate  da Marco, poeta per vocazione. Covava da anni il sogno di condividere i suoi versi, e grazie alla neo casa editrice Opposto, è stato possibile realizzarlo.</p>
<p><a href="http://www.opposto.net/"> Opposto.net Editore</a> distribuisce i suoi testi su internet, abbattendo così i costi, e non chiedendo contributi per la pubblicazione. <strong>Di recente ha lanciato per la collana <em>gli Indaco</em>, la silloge <em>Luce,</em> del giovane Marco Melillo. Si tratta della prima voce maschile tra i poeti pubblicati dalla neo casa editrice romana, che ha festeggiato, a Roma, i primi mesi di attività.  </p>
<p>La poesia di Marco è un’alchimia, è una reazione chimica, è contemplazione e sperimentazione allo stesso tempo. Le parole incalzano come musica, lo sguardo si allarga, contemplando nuove dimensioni dell&#8217;anima. </p>
<p>Poesia come inno d’amore, come preghiera, come speranza. Lettere scritte dagli anfratti dell’anima per restituire al tempo le immagini che esso si porta dietro. La vita, il rapporto con il proprio io sconfinato, ma soprattutto l’Amore. Marco lo insegue come una farfalla colorata, con lo stupore di un bambino e la passionalità di un poeta. “E l’allegria sembra amara come libertà/ Di stupire/tenendo per mano la vita che non ci appartiene/ondeggiando come anime appese al bagnato aquilone/ Di sabbia di sale e di spume. Chissà se senti che a notte/i bambini/ritornano in spiaggia/a giocare/ che la nobiltà che chiudiamo in un gesto/culliamo tra i ritmi di un mare”. </p>
<p>La meraviglia mista alla consapevolezza, mentre l’autore “si eclissa, solo e inzuppato di sogno”. Poesia dopo poesia si schiudono le porte della sua anima, finestre di vetro colorate, serrande socchiuse, stanze “senza pareti”, “pilastri solidi retti da vuoti ancestrali”. Fiumi di parole si alternano a immagini istantanee, a composizioni ermetiche, sospese tra l’inchiostro e il foglio. E ancora il confronto, la ricerca della Verità nel e oltre l’amore. L’abbandono, la separazione, le illuminazioni e le divagazioni. “È l’amore di incondizionato silenzio/ È un desiderio di non finire, la notte”.</p>
<p></strong><strong>Marco non si nasconde, si svela, giocando con la realtà e la fantasia. Corre con lo sguardo lungo i campi, lungo i porti, tradisce gli orizzonti, le distanze:  interroga il cielo. Si incanta, si commuove, partecipa, si perde per poi ritrovare la via, lungo i sentieri della sua stessa poesia. “Specchi d’ombra” di un cuore infinito, che si incanta davanti a “freddi tramonti di Dicembre”.</strong></p>
<p><strong>Altri sogni al calare del giorno</strong></p>
<p>Sarò compagno del tuo silenzio<br />
quando i tramonti mi appariranno<br />
lucidi branchi di greggi assonnate<br />
nelle distese di luce che placheranno la sete:<br />
sarò in inverno<br />
un vento pungente dischiuso sul mondo<br />
sarò la forza che in notti d’estate<br />
scomparirà dai sogni più strani<br />
per ritrovarsi nell’alba in pensieri.<br />
La vita ed il cielo sarò,<br />
una coscienza che si colora d’azzurro<br />
vibrando alle soglie del tempo.</p>
 
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	<title>Hai perso una goccia di Simone Morano</title>
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	<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 16:14:43 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marina Bisogno</dc:creator>
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    <category>consigli_di_lettura</category><category>fermenti editore</category><category>hai perso una goccia</category><category>recensione hai perso una goccia</category><category>simone morano</category><category>simone morano intervista</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/case_editrici/Hai_perso_una_goccia_9788889934890_big.jpg" class="left" border="0" width="175" height="250" alt="" />Simone Morano, ha pubblicato per <a href="http://www.fermenti-editrice.it/">Fermenti editore</a>, la sua prima raccolta di poesie. <em>Hai perso una goccia</em> è un susseguirsi di pensieri, di parole sputate come fuoco, capaci di creare immagini, sequenze, dietro cui la penna fatica a stare dietro. Una penna consapevole, che almeno si sforza di esserlo, mettendo in primo piano la vita.</p>
<p><strong>Oceano e aria nascosta/Inquinati dalla materia,/perduto il respiro originale,/monocolo(re) in mano:/laggiù c’è una briscola di vita/rapinata dalla sera./ Ho osato sin dall’inizio/chiudendo la voce/per sfidare una legge isolata/per chiudere il fastidio/in uno scrigno/gravido di rancore./Quando ti togli i sandali scomodi/devi camminare sulla roccia./A piedi nudi.</strong></p>
<p><em>Ciao Simone,sei giovanissimo eppure la tua poesia rivela un universo emotivo degno di un adulto. Da dove nasce la tua poesia e come ci convivi?</em></p>
<p>La mia poesia nasce da riflessioni, emozioni, esperienze della vita quotidiana. Alcune poesie nascono molto naturalmente, praticamente già fatte da sole, e io devo solo occuparmi di trovare le parole più adatte. Altre, invece, sono il frutto di un lavoro che dura molto tempo. In ogni persona ci sono milioni di mondi, e ciascuno ne tira fuori solo una piccolissima parte. Spesso non sono mondi suoi. Nel libro molte poesie rappresentano persone (una donna, un anziano, un carcerato&#8230;) che in qualche modo esprimono questi mondi.</p>
<p><em>Da quanto tempo scrivi? E la lettura, che spazio occupa nella tua giornata?</em></p>
<p>Scrivo da poco più di un anno. Una buona parte della mia giornata è dedicata alla lettura. Blog, giornali, informazione in generale. Romanzi molto pochi. Libri umoristici o di satira molti.</p>
<p><em>Cosa pensi di te?</em></p>
<p>Penso che ogni persona abbia uno o più talenti naturali. Io devo ancora scoprire qual è il mio. Per il momento mi dedico alla scrittura. Non credo che sia il mio talento naturale, ma scrivere mi piace, e alla mia età è già abbastanza.</p>
 
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	<description>Simone Morano, ha pubblicato per Fermenti editore, la sua prima raccolta di poesie. Hai perso una goccia è un susseguirsi di pensieri, di parole sputate come fuoco, capaci di creare immagini, sequenze,[...]</description>
	
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	<title>Jules e Jim</title>
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	<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 11:21:34 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marina Bisogno</dc:creator>
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    <category>consigli_di_lettura</category><category>adelphi editore jules e jim</category><category>jules e jim</category><category>jules e jim di roché</category><category>recensione jules e jim</category><category>roché</category><category>romanzo jules e jim</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/case_editrici/75e8ade1555a98500592d97e030af87c_01.jpg" class="left" border="0" width="160" height="250" alt="" />All’età di settantaquattro anni, Henri-Pierre Roché decide di raccontare la storia d’amore che aveva legato lui, il suo miglior amico, Franz Hessel e la moglie di quest’ultimo, Helen Grund. Il risultato è il celebre romanzo Jules e Jim, da cui nel 1961, François Truffaut, trae il film omonimo.</p>
<p><strong>Edito da Gallimard editore di Parigi, il romanzo, è stato pubblicato da Adelphi a metà degli anni Ottanta</strong>. Difficile esprimere le emozioni che la storia di Jules, Jim e Kathe suscita. Ad un linguaggio semplice, essenziale, con pochi fronzoli, si oppone una storia avvincente, sopra gli schemi, testimonianza di una vita lontana da cliché e ristrettezze mentali. Sì, perché è di vita che si parla: essa illumina le giornate dei tre protagonisti, implacabili, forti dei sentimenti che legano l’uno all’altro. Amicizia, amore, gelosia, turbamento, vivacità: tutti colori di uno stesso arcobaleno, che dipana le ombre degli umori più neri, riscaldando il cuore dei tre giovani.</p>
<p><strong>Raccontare la storia così come si evolve capitolo dopo capitolo risulterebbe banale</strong>, perché quello che domina, è soprattutto il romanticismo, nel senso più puro del termine. La bellezza della vita, l’amore per l’esistenza sono l’altra faccia di un turbamento interiore che sfocia spesso nella rabbia, nell’insofferenza. Kathe e Jim sono schiavi dei lori umori, e si cercano, innamorati, poi si respingono, per poi sbranarsi d’amore e di gelosia. Jules è l’amico fidato, padre dei figli di Kathe, ma non il suo amore, che appartiene a Jim. Treni in corsa su binari troppo instabili, cavalli selvatici che finiscono la corsa e decidono di saltare il burrone, con tutte le conseguenze del caso. Sullo sfondo Parigi in bianco in nero, la Senna con i suoi battelli, i ponti, i vicoli, i caffè nebbiosi. E poi l’Europa, e l’Italia.<br />
“Che cosa aveva amato in loro? Quel loro andare fino in fondo, passando sopra a tutto, sopra a Jules e sopra se stessi. Il loro spirito corsaro-il loro lato Jean Bart, diceva Kathe”. </p>
<p><strong>La scrittura di Roché ha ben poco di fenomenale, serve la storia</strong>, che occupa totalmente l’attenzione del lettore, rapito dalla libertà che traspare da queste pagine. Non è finzione, è pura realtà. Il sorriso di Kathe, l’amore e l’incostanza di Jim, la pazienza di Jules restano vivide nella memoria, anche dopo un inaspettato epilogo. </p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/case_editrici/galleria/jules-e-jim/"><img class="left" src="http://static.blogo.it/guide/case_editrici/jules-e-jim/feeb59a09b3d91758fd8f2123bc3c30b_01.jpg" alt="Omaggio a Jules e Jim" width="240"   height="188" /></a><br clear="both" /><br />
<a href="http://guide.supereva.it/case_editrici/galleria/jules-e-jim/4"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/case_editrici/jules-e-jim/thn_feeb59a09b3d91758fd8f2123bc3c30b_01.jpg" alt="Omaggio a Jules e Jim" width="130" height="102" /></a><a href="http://guide.supereva.it/case_editrici/galleria/jules-e-jim/5"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/case_editrici/jules-e-jim/thn_image011.jpg" alt="Omaggio a Jules e Jim" width="130" height="91" /></a><a href="http://guide.supereva.it/case_editrici/galleria/jules-e-jim/6"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/case_editrici/jules-e-jim/thn_images1_01.jpg" alt="Omaggio a Jules e Jim" width="0" height="0" /></a><a href="http://guide.supereva.it/case_editrici/galleria/jules-e-jim/7"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/case_editrici/jules-e-jim/thn_Jules_et_Jim2.jpg" alt="Omaggio a Jules e Jim" width="130" height="93" /></a><a href="http://guide.supereva.it/case_editrici/galleria/jules-e-jim/8"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/case_editrici/jules-e-jim/thn_ScenefromJulesetJim1001.jpg" alt="Omaggio a Jules e Jim" width="130" height="78" /></a><a href="http://guide.supereva.it/case_editrici/galleria/jules-e-jim/9"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/case_editrici/jules-e-jim/thn_ScenefromJulesetJim1001_01.jpg" alt="Omaggio a Jules e Jim" width="130" height="78" /></a><a href="http://guide.supereva.it/case_editrici/galleria/jules-e-jim/10"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/case_editrici/jules-e-jim/thn_truffaut2_01.jpg" alt="Omaggio a Jules e Jim" width="97" height="130" /></a></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110123112134"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110123112134?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110123112134" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110123112134&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcase_editrici%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fjules-e-jim"/></p>
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	<title>A tu per tu con Stefania Nardini</title>
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	<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 21:03:59 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marina Bisogno</dc:creator>
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    <category>articoli</category><category>a tu per tu con stefania nardini</category><category>intervista a stefania nardini</category><category>nardini stefania</category><category>stefania nardini</category><category>stefania nardini giornalista</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/case_editrici/nardini_01.jpg" class="left" border="0" width="250" height="187" alt="" /><em>Sig.ra <a href="http://stefanianardini.wordpress.com/">Nardini</a>, lei è <strong>giornalista e scrittrice,</strong> sempre in movimento, sempre viva. Come è nata in lei la passine per il giornalismo?</em></p>
<p> <strong>Lei l’ha definita passione. Ed io sono una passionale. Un mestiere, direi, inevitabile per chi, come me non  ama le ingiustizie,</strong> ha curiosità e desiderio di raccontare la vita. <strong>Il giornalismo è un tarlo che si sviluppa con l’amore per la scrittura.</strong> Fin da ragazzina sentivo il bisogno di esprimere ciò che mi colpiva. Coniugare la scrittura con la realtà è stata per me la soluzione per essere felice. Una felicità che con il giornalismo ho sentito condivisa. Con i lettori, con i protagonisti degli argomenti che trattavo. Certo parlo di un’epoca molto diversa da oggi. Il giornalismo era una professione ma anche un impegno civile. Una forma di militanza regolata dagli equilibri che la professione impone. Quando parlo di equilibri mi riferisco alla doverosa analisi dei fatti. Da ragazzi imparavamo che era indispensabile sentire tutte le campane. Verificare le notizie. I giovani cronisti di allora crescevano con il culto del lettore. Perché il giornale era dei lettori. E stava ai lettori e solo a loro deciderne le sorti. Quindi la professione imponeva una disciplina al ragionamento.</p>
<p><em>Crede nella formazione &#8220;scolastica&#8221; del giornalismo? Lei come ha iniziato?</em></p>
<p> Conosco giovani colleghi che vengono dalle scuole di giornalismo. Alcune sono molto serie. Però, e non lo dico da nostalgica, il mestiere si impara sul campo. Avere una buona formazione oggi significa saper confezionare un buon prodotto da un desk. In realtà la crisi che  vive la professione è nella disumanizzazione. Un processo che è iniziato da più di un decennio quando le appartenenze politiche hanno massacrato il criterio della professionalità. Oggi ci sono capi delle cronache che valutano la bontà dei colleghi dal presenzialismo redazionale. Il giornalismo che ho imparato io era quello della redazione che si riempiva dopo una certa ora. Perché si andava fuori. <strong>Si parlava con la gente. Si cercavano le notizie. Tutto questo le scuole non lo offrono.</strong></p>
<p>Io ho iniziato giovanissima. Il mio debutto fu in una radio di quartiere a Roma poi, dopo una serie di esperienze, a vent’anni iniziai la gavetta seria a Il Messaggero. Un ricordo meraviglioso. Il capo della cronaca era Silvano Rizza. Un eccellente giornalista che, confesso mi faceva paura dietro il vetro che lo separava dalla stanza della cronaca. Successivamente altro mio maestro fu Vittorio Roidi. Anche lui bravissimo e con la generosità di avere pazienza con noi giovani. Ma devo dire che sapeva gestire il nostro entusiasmo. Era diventato direttore Vittorio Emiliani, voluto dalla redazione. Un direttore che era giornalista fino al midollo. Poi ho fatto tante altre esperienze. Ma il ricordo più bello è legato a quegli anni. Perché imparai molto.</p>
<p><em>Quali sono gli aspetti più interessanti della sua professione e come ha inciso sul suo essere donna?</em></p>
<p>Degli aspetti di oggi non saprei cosa dire. <strong>C’è un giornalismo che non mi piace. Infatti in piena carriera ho lasciato Il Mattino, dove ho lavorato dieci anni. Feci una lettera di dimissioni politica. Nella quale esprimevo il mio disagio nel vivere la professione in un clima e con un’ impostanzione che non condividevo. Mi dimisi anche dal Comitato di redazione. Naturalmente molti colleghi pensarono che mi ero organizzata un’alternativa. Non era vero. Me ne andai nel mio casale in Umbria … Il giornalismo per me è un fidanzato, un amante</strong>. E non riesco ad amarlo a metà o con delle mediazioni. E’ una professione che mi ha dato moltissimo. Che ha profondamente inciso sulla mia formazione di persona. Sul mio essere donna è stato il coronamento del desiderio di parità. Anche se poi, come tutte le donne, gestire una famiglia e fare questo lavoro ha comportato sacrifici. Ma non è impossibile. E’ una questione di organizzazione e di qualità nelle relazioni famigliari. Insomma non avrei mai sposato un uomo che non condividesse un elemento così importante della mia vita. Come donna devo dire che essere giornalista è stato importante. Ha significato portare alla ribalta fatti e storie di discriminazioni che sarebbero rimaste nell’anonimato se nelle redazioni ad un certo punto non fossero entrate  le donne.<br />
Oggi la professione la vivo in una sorta di nicchia. Ma con grande libertà. Curo una pagina libri per il Corriere Nazionale, uno spazio che mi interessa perché oggi i libri vanno sempre più sostituendo il ruolo che avevano i giornali. Insomma sono tra quelle persone che vive in simbiosi con il computer e che grazie alla tecnologia lavoro sia se sono in Italia sia se sono in Francia.</p>
<p><em>Cosa direbbe ad una ragazza come me sta muovendo i primi passettini nel ginepraio del giornalismo?</em></p>
<p>Auguri di cuore! A parte le battute mi sento di dire che nonostante le condizioni in cui versa il nostro paese bisogna crederci. E’ importante volare in alto e prendersi cura della propria intelligenza e professionalità. Alla fine sono le due carte vincenti. C’è sempre necessità di chi lavora bene. E bisogna pensare che i sogni si realizzano. Ci vuole costanza. E , oggi in particolare, umiltà e correttezza. Difendendo la propria dignità. In particolare se si è donne. Costa fatica, è vero. <strong>Ma cos’è la fatica di fronte alla felicità?</strong> </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110121210359"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110121210359?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110121210359" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110121210359&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcase_editrici%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fa-tu-per-tu-con-stefania-nardini"/></p>
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	<description>Sig.ra Nardini, lei è giornalista e scrittrice, sempre in movimento, sempre viva. Come è nata in lei la passine per il giornalismo?
 Lei l’ha definita passione. Ed io sono una passionale. Un[...]</description>
	
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	<title>C&#039;era una volta la libertà di pensiero</title>
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	<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 18:59:41 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marina Bisogno</dc:creator>
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    <category>articoli</category><category>autori pro battisti</category><category>banditi libri degli autori firmatari della petizione per battisti</category><category>elena donazzan</category><category>libri al rogo</category><category>libri al rogo in veneto</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/case_editrici/ART21COSTITUZIONE.gif" class="left" border="0" width="217" height="250" alt="" /><strong>L&#8217;art 21 della Costituzione italiana sancisce la base della democrazia italiana: la libertà di pensiero, manifestabile con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. L&#8217;uguaglianza e la libertà segnano la linea di confine tra la democrazia e la dittatura, e inquieta sapere che quella demarcazione rischia di non essere più così netta.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;assessore veneto all&#8217;istruzione, Elena Donazzan</strong>, ha chiesto di bandire dalle scuole venete le opere degli scrittori che hanno firmato nel 2004 per la liberazione di Cesare Battisti, mentre l&#8217;assessore alla cultura Speranzon ha chiesto che vengano eliminate dalle biblioteche. &#8221;Invito chi non l&#8217;ha ancora fatto - dice la Donazzan - a togliere la firma dall&#8217;appello e nel contempo lancio in appello ai dirigenti scolastici a non adottare i libri di chi continua a mantenere il suo nome a sostegno di chi è stato riconosciuto come assassino&#8221;.  &#8220;Scriverò agli assessori alla Cultura dei Comuni del Veneziano perché queste persone siano dichiarate sgradite e chiederò loro, dato anche che le biblioteche civiche sono inserite in un sistema provinciale, che le loro opere vengano ritirate dagli scaffali: è necessario un segnale forte dalla politica per condannare il comportamento di questi intellettuali che spalleggiando un terrorista&#8221; ha incalzato Speranzon, che ha aggiunto: «Chiederò di non promuovere la presentazione dei libri scritti da questi autori: ogni Comune potrà agire come crede, ma dovrà assumersene le responsabilità</p>
<p>Questa è la notizia, taciuta dalla maggior parte dei media, ma che ha suscitato diverse e fondate polemiche. La giornaliste e scrittrice, Stafania Nardini, autrice del libro <a href="http://guide.supereva.it/case_editrici/interventi/2010/07/jean-claude-izzo-storia-di-un-marsigliese/">Jean Claude Izzo</a>, da me recensito per voi, e la casa editrice Perdisa Pop, sono solo alcuni dei nomi di coloro che hanno manifestato la loro indignazione rispetto ad un gesto di chiaro stampo dittatoriale.</p>
<p><strong>Non si tratta di rispettare le vittime, non si tratta di proteggere o meno un terrorista, si tratta solo di libertà, nel senso più puro del termine. </strong><br />
Bandire testi dal territorio veneto è un gesto deprecabile e offensivo, che lede anche il diritto dei cittadini di scegliersi gli autori da amare. </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110120185941"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110120185941?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110120185941" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110120185941&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcase_editrici%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fcera-una-volta-la-liberta-di-pensiero"/></p>
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	<description>L&amp;#8217;art 21 della Costituzione italiana sancisce la base della democrazia italiana: la libertà di pensiero, manifestabile con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.[...]</description>
	
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	<title>Opposto.net presenta i suoi autori a Roma</title>
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	<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 17:07:03 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marina Bisogno</dc:creator>
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    <category>articoli</category><category>100 (trastevere) roma</category><category>il 29 gennaio 2011 alle ore 18.00 opposto.net presenta i suoi autori al lettere caffè via san francesco a ripa</category><category>inaugurazione di opposto.net</category><category>opposto.net</category><category>opposto.net presenta i suoi autori</category><category>serata opposto.net</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/case_editrici/164551_171581392885043_100000995496504_358669_744523_n_02.jpg" class="left" border="0" width="176" height="250" alt="" /><strong>Opposto.net,</strong> neo casa editrice romana, presenta i suoi autori al pubblico. La casa editrice, come più volte chiarito da Virginia Foderaro, direttrice editoriale, si propone di dare voce ad una nuova editoria, libera da condizionamenti di mercato. La poesia e la narrativa di autori che scelgono la penna come megafono, per raccontare la vita, guardando dentro e fuori se stessi.<br />
&#8220;<strong>Opposto.net </strong>pubblica autori che conosce nelle loro tematiche, nella loro visione della vita e della poesia e narrativa. Gli autori di Opposto sono per prima cosa degli amici di cui ci fidiamo e di cui conosciamo i temi da loro vissuti autenticamente. Non c’è finzione né posa da parte loro. <strong>Sono scrittori in grado di produrre emozioni</strong>. Emozioni. Ecco cosa manca alla nostra editoria&#8221; spiega la Foderaro.<br />
 Roberto Albini, Dana Drunk, Cinzia Leo, Marco Melillo, Virginia Foderaro, Marina Bisogno, Maria Carla Marini Misterioso, sono solo alcuni degli autori che Opposto propone, e i cui lavori saranno letti da attori professionisti in occasione della serata al Lettere Caffè.</p>
<p>Un&#8217;editoria emergente, che vuole farsi sentire e diffondere il proprio messaggio. Tutte le curiosità potranno essere soddisfatte visitando <a href="http://www.opposto.net/">il sito</a></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110117170703"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110117170703?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110117170703" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110117170703&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcase_editrici%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fopposto.net-presenta-i-suoi-autori-a-roma"/></p>
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	<title>La tartaruga edizioni</title>
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	<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 14:25:35 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marina Bisogno</dc:creator>
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    <category>articoli</category><category>editoria femminile</category><category>editoria femminista</category><category>edizioni la tartaruga</category><category>la tartaruga editore</category><category>la tartaruga edizioni</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/case_editrici/ed_tartaruga.jpg" class="left" border="0" width="250" height="96" alt="" /><strong>La voce femminile viene dalle interiora, è alito di vita</strong>, nel bene e nel male. Sovente le case editrici scelgono di dedicare una collana alla penna &#8220;in rosa&#8221;, raccogliendo le emozioni di scrittrici e donne di cultura, che hanno contribuito all&#8217;evoluzione culturale di una società.</p>
<p>La tartaruga edizioni, casa editrice milanese, fondata nel 1975 da <a href="http://www.enciclopediadelledonne.it/index.php?azione=pagina&#038;id=460">Laura Lepetit.</a> è il marchio più importante dell&#8217;editoria &#8220;femminile e femminista&#8221; italiana. <strong>Nel suo catalogo, fra gli altri nomi, figurano autrici come: Virginia Woolf, Anna Maria Ortese, Edith Wharton, Ptrizia Highsmith, Elizabeth Bowen, Doris Lessing, Clarice Lispector, Grazia Livi, Patrizia Zappa Mulas, Lidia Ravera&#8230; La Tartaruga pur mantenendo marchio e spirito indipendenti è, a tutti gli effetti, una collana di Baldini&#038;Castoldi e continua nella sua ventennale tradizione di scopritrice di nuovi talenti al femminile.</strong>.</p>
<p>Nel 1975, Laura Lepetit decide di fondare una casa editrice: «Avevo appena letto Le tre ghinee di Virginia Woolf e scoperto con stupore che nessuno lo aveva ancora tradotto. Lo faccio io, decisi. La Tartaruga è nata così». Vuole pubblicare solo libri di donne, convinta che «la scrittura delle donne avesse un suo percorso, una sua importanza, un suo diramarsi in certi temi»</p>
<p>Oggi <em>La Tartaruga </em>pur mantenendo marchio e spirito indipendenti è, a tutti gli effetti, una collana di Baldini&#038;Castoldi e continua nella sua ventennale tradizione di scopritrice di nuovi talenti al femminile.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110115142535"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110115142535?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110115142535" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110115142535&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcase_editrici%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fla-tartaruga-edizioni"/></p>
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	<title>Dal genio metaletterario di Tabucchi un omaggio a Fernando Pessoa</title>
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	<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 14:18:47 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marina Bisogno</dc:creator>
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    <category>articoli</category><category>gli ultimi tre giorni di fernando pessoa</category><category>gli ultimi tre giorni di fernando pessoa sellerio editore</category><category>recensione gli ultimi tre giorni di fernando pessoa</category><category>tabucchi e gli ultimi giorni di pessoa</category><category>tabucchi e pessoa</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/case_editrici/9788838910562.jpg" class="left" border="0" width="180" height="250" alt="" />Dobbiamo ringraziare la curiosità e la profondità di spirito di Antonio Tabucchi se in Italia conosciamo Fernando Pessoa. Tabucchi, infatti, oltre a curare traduzioni, prefazioni e raccolte, è anche autore per la <a href="http://www.sellerio.it/">Sellerio editore</a>, del romanzetto <em>Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa</em>, in cui immagina gli istanti finali della vita del poeta, mescolando arbitrariamente realtà e fantasia. </p>
<p><strong>Da estimatore della poetica pessoana, Tabucchi fantastica</strong> che negli ultimi  giorni che gli restano da vivere, il poeta incontri i suoi numerosi alter ego. Alvaro de Campos,Alberto Caeiro, Ricardo Reis, Beranrdo Soares non sono solo i personaggi del libro, ma anche persone, nate dalla penna di Pessoa e dalla cui presenza il poeta è stato spesso condizionato. </p>
<p>Colpito da una crisi epatica, il lirico portoghese viene trasportato in ospedale. Disteso sul letto, non viene lasciato solo. È una gran viavai di voci, di domande, di saluti. Tabucchi ha voluto omaggiare Pessoa, spingendosi oltre il conosciuto, oltre le notizie comuni, a disposizione dei più. Una personalità complessa quella di Fernando Pessoa, corale, che prova ad ascoltarsi, a ricomporsi, prima di salutare definitivamente la vita.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110108141847"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110108141847?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110108141847" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110108141847&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcase_editrici%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fdal-genio-metaletterario-di-tabucchi-un-omaggio-a-fernando-pessoa"/></p>
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	<title>Meglio dirselo di Daria Colombo</title>
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	<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 14:37:14 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marina Bisogno</dc:creator>
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    <category>consigli_di_lettura</category><category>daria colombo</category><category>in evidenza</category><category>meglio dirselo</category><category>meglio dirselo rizzoli editore</category><category>meglio dirselo romanzo</category><category>recensione meglio dirselo di daria colombo</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/case_editrici/1704045_0.jpg" class="left" border="0" width="160" height="250" alt="" />Le  parole sono capaci di spalancare mondi, sono la base dei rapporti umani, generano i sentimenti più diversi in base all’uso che ne facciamo. <em>Meglio dirselo </em>di <strong>Daria Colombo, giornalista e art director,</strong> partendo da questa implicita premessa, racconta la storia di Lara e della sua vivace esistenza, sospesa tra presente e passato, tra quello che avrebbe voluto dire e quello che sarebbe stato meglio tacere. Una donna apparentemente forte, che trincera le sue insicurezze dietro l’aggressività, che si porta sulle spalle il fardello di un’adolescenza “costretta” ma di cui, forse, imparerà ad apprezzare le sfumature. I genitori, la vita, l’amore, i figli: un bagaglio di esperienze che la protagonista attraversa come stanze, in cui qualche volta si perde, riuscendo però a ritrovare sempre la strada. Fantasiosa, impulsiva, inquieta, estrema: una fucina di energia che spesso le esplode tra le mani. </p>
<p><strong>L’autrice attraversa con consapevolezza la vita di questa donna,</strong> che pagina dopo pagina, diventa amica del lettore. La narrazione è dinamica. I continui flash back tengono alta l’attenzione, ravvivata da una scrittura pulita e all’occorrenza intensa. Daria Colombo racconta un pezzo di vita, consapevole che in Lara vive ogni donna capace di non rinunciare ai sogni e, allo stesso tempo, abbastanza coraggiosa per affrontare la realtà. Cade e si rialza Lara, e la vita passa su di lei come un treno in corsa, inarrestabile. </p>
<p><strong>Il merito grande della Colombo è, a mio avviso, quello di non scadere mai nella banalità.</strong> Raccontare le sfumature di un’intera esistenza, i risvolti psicologici, richiede padronanza e saggezza. La centralità della comunicazione nei rapporti tra figli e genitori, tra moglie e marito, il ginepraio dei sentimenti inespressi, i magoni, i bocconi amari. Le stanze buie dell’anima sconosciute persino all’amore. Doti narrative si mescolano ad una profonda sensibilità, ed il lettore, alla fine, quando l’epilogo sembra aprire altrettante porte al vissuto, non vorrebbe altro che chiamare l’autrice, per dirle che <em>Meglio dirselo</em> è uno di quei libri che vale la pena leggere.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110104143714"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110104143714?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110104143714" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110104143714&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcase_editrici%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fmeglio-dirselo-di-daria-colombo"/></p>
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