
Querelle è la storia di due ragazzi poco più che diciottenni, provenienti da due realtà sociali diverse. L’uno vive in un piccolo paese della provincia messinese, ma studia a Messina. L’altro è nato e vive nella città dello Stretto.
Decidono insieme di fondare un giornale che dia un’informazione alternativa a quella arroccata in posizioni di non eccessiva esposizione, caratteristica dei quotidiani isolani intorno alla metà degli anni ’80. Il giornale si chiamerà Querelle. Per realizzarlo, i due giovani prenderanno coscienza della necessità di un finanziatore dell’iniziativa e si vedranno costretti a rivolgersi a un politico locale. L’affidamento al patrono culturale li sottoporrà ad un compromesso etico dal quale ne usciranno molto provati, ma in maniera diversa. Il ragazzo di città più disposto ad assecondare le “direttive” imposte dal politico, il ragazzo di paese meno disposto a farsi condizionare.
La svolta: il tentativo di abbinare Querelle al noto giornale catanese di Pippo Fava, “I Siciliani”, e farlo uscire come inserto. Ma il noto giornalista viene ucciso dalla mafia e il loro viaggio alla redazione di Catania li porterà a prendere contatto con una realtà ferita ed ancora scioccata dal barbaro omicidio, per prendere in considerazione la loro proposta.
Il ritorno a Messina riserverà loro altre delusioni e il dilemma di essere costretti a scegliere tra la difficile strada del cronista, obbligato a documentare la realtà qualunque essa sia, e la facoltà di potersi ancora nascondere dietro la loro età prematura e non ancora pronta a fare scelte definitive.
Il romanzo, ricco di sensibile umanità e nostalgia, è impregnato da inflessioni dialettali, che raggiungono il culmine nei numerosi proverbi siciliani che si frappongono tra i vari momenti di pausa riflessiva. Con essi, l’autore che si identifica con il ragazzo provinciale, cercherà la sua crescita verso la verità che la società in cui vive, gli ha negato.

Marina Bisogno








