Barbara Zolezzi si descrive

Sono una scrittrice di romanzi gialli storici, principalmente ambientati nella Venezia alla fine del Cinquecento, il periodo più esclusivo e brillante della Serenissima. L'Avogador de Comun, Paolo Priuli, indaga su delitti e crimini inconsueti che accadono nella città lagunare, con l'aiuto dell'amico Abrahim, medico - strologo ebreo, il Veronese, la poetessa Veronica Franco e la bella cortigiana Tiziana Orio.

Sono una scrittrice di romanzi gialli storici, principalmente ambientati nella Venezia alla fine del Cinquecento, il periodo più esclusivo e brillante della Serenissima. L’Avogador de Comun, Paolo Priuli, indaga su delitti e crimini inconsueti che accadono nella città lagunare, con l’aiuto dell’amico Abrahim, medico - strologo ebreo, il Veronese, la poetessa Veronica Franco e la bella cortigiana Tiziana Orio.

In genere non amo scrivere da sola, per non isolarmi e, quindi, una parte dei miei libri nascono dalla collaborazione con altri autori, come nel caso della serie dell’Avogador, che ha avuto prima come brillante coautrice la signora Elisabetta de Pieri e poi l’intrigante Angelo Maresca, che si è dimostrato un compagno di viaggio attento, disponibile e con un grande intuito per le vicende “gialle”. E’ nostra intenzione proseguire la collaborazione per vedere dove ci porterà questo “sentiero dello spirito”… Quante altre avventure, indagini e amori travolgeranno ancora l’Avogador Paolo Priuli?

Non solo gialli, però. Come si vede dal curriculum ho scritto anche favole e adesso, sostenuta da Giuseppe Cardone, ci siamo lanciati in un’altra avventura: un nuovo romanzo giallo storico, ambientato a Todi, l’antica Tuder.
Non è difficile dedurre che mi piaccia molto “la storia”, ma in modo un po’ diverso da quella che si insegna a scuola. La storia, secondo me è geografia, usanze e costumi, cucina, divertimenti, il vivere di tutti i giorni, la vita, insomma, in tutte le sue sfaccettature.
Mi interesso un po’ di tutto - tranne che per le scienze matematiche - perché sono molto curiosa e concordo con Poirot quando dice che bisogna far lavorare “le cellule grige” perché la ginnastica del cervello è il modo migliore per mantenersi vivi.
Amo cani e gatti, ho tre splendidi gatti e una cagnetta a casa, salvati per caso dal mio veterinario che dopo me li ha, si fa per dire, passati.
Consiglio a tutti di scrivere, di qualsiasi cosa perché scrivere è terapeutico, liberatorio e da un po’ di tempo con degli amici stiamo elaborando un progetto: “la Gialloterapia”. Vi lascio con la curiosità di sapere di cosa si tratta…
22 Novembre 2003 - Intervista con la BBC - radio, che verrà trasmessa a Febbraio. Si ringrazia la signora Lara Corner che ha avuto molta pazienza con il mio inglese non perfetto, la Direzione del Bistrot de Venise: il signor Sergio Fragiacomo, che ci ha gentilmente ospitato e Carnival of Venice - Guest in Venice, che ci ha aiutato a organizzare l’incontro.

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