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L'acca di Sasha

Sasha Perugini

Essendo mia mamma cittadina di Belgrado e fortemente desiderosa di comunicare al mondo il suo orgoglio di esserlo, ha pensato bene che doveva lasciare una traccia più forte di quella del sangue ed ha deciso di darmi un nome della sua terra natale: Sa?a appunto. Io approvo e la capisco ma il nome, insieme alle labbra un po? troppo carnose, è stato uno dei miei complessi maggiori fino alla maggiore età. L?ho supplicata per anni, da piccola, di chiamarmi Francesca, ma non l?ho spuntata, nemmeno quando facevo la brava-brava. Il problema maggiore non era solo come la gente pronunciasse il mio nome?sciascia, ciasha, saccia?–o il fatto che in giro, almeno quando ero piccola, si sentissero chiamare così solo dei cani, ma il fatto che tutte le stampanti di tutti gli enti pubblici non potessero stampare quel maledetto accentino che mi ritrovavo sopra la seconda lettera del nome per cui, a tutt?oggi, io sono sempre il Sig. Sasa. Poco piacevole, soprattutto per una come me che alle parole dà importanza.

Stanca di essere non-chiamata ho deciso di adottare un’acca e farla mia (doppia identità, doppia firma, doppio divertimento), per lo meno nei documenti non ufficiali. L?acca ha miracolosamente risolto i dubbi fonetici di chi mi volesse chiamare, tolto gli imbarazzi di chi usava giri di parole per riferirsi a me ed ha permesso alle due identità di ricongiungersi con sommo dispiacere del mio psicanalista. Adesso rimane il problema del libro–e dei meticolosissimi motori di ricerca–la me scrittrice ha voluto il nome originale, ma l’altra me ha preferito la versione con l?acca (sempre meglio che SASA senza niente). Ad oggi il dilemma è irrisolto. Posso solo sperare che qualche superstar di Hollywood col mio stesso nome diventi super-famosa così che quel nome?sarebbe ancora mio?–possa divulgarsi fino ad essere scritto e pronunciato come si era pensato in origine. In fondo con le labbra è successo così: adesso se le fanno siliconare tutte e io mi tengo il mio canotto. Comunque, gli amici mi chiamano sà e io mi firmo s. così faccio contente tutte le mie me (anche Francesca).

PS Fortuna che non mi ha chiamato come mia cugina, che si chiama Milica, ma si pronuncia Miliza (con la z dolce di zucchero).

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