
Leggere un libro di Teresa Regna equivale a entrare in un mondo straordinario, in cui non emergono solo l’originalità, la fantasia, la magia; ma anche la buona scrittura. Lo stile inconfondibile di questa pregevole penna del nostro tempo è già collaudato, non stupiamoci allora se anche questa sua ultima fatica ci entusiasmerà.
Ammazzare il tempo è un libro che non si gode solo dalla prima all’ultima pagina, addirittura si inizia ad amare dalla copertina, che sembra invitarci ad un viaggio nell’insondabile, nell’indefinito.
Per poi scoprire, parola dopo parola, frase dopo frase, pagina dopo pagina, che conosciamo bene ciò di cui stiamo leggendo, perché è là, dietro l’angolo, in un anfratto di poesia e incanto su cui, chissà perché?, non osiamo soffermare mai lo sguardo.
L’antologia di racconti proposta dalla autrice casertana ci regala proprio questo: attimi, incontri, eventi.
Non importa il dove o il quando, non importa che si legga del mondo all’inizio del mondo o della nostra assordante civiltà. La Regna coglie particolari che sono ovunque e che ci sono da sempre, che sono il tema pilota della nostra esistenza, della nostra sopravvivenza, della nostra storia.
Come non rimanere esterrefatti di fronte a un incanto o restare indifferenti a Elodea e alla sua placida bontà…; come non sostenere Odyllia e Hermyn nella loro lotta all’entropia, al destino severo e impietoso…;
I personaggi disposti in scena non sono mai messi lì per caso: il loro agire, pensare, sentire ha un senso, è funzionale al nostro vivere.
Quale occasione migliore, per fare un viaggio nei tortuosi dedali della nostra identità, del leggere questo libro?
Alessandro Del Gaudio
(scrittore e critico letterario)

Marina Bisogno








