
Stupefacente Franco Zarpellon: dopo il secondo posto al Premio “Mario Ancona” dell’anno passato, lo attendevamo al varco della prova edita aspettandoci una raccolta di racconti. Ci dà invece un libro per ragazzi… che, ad una lettura accorta, non è un libro per ragazzi, o almeno non solo. Perché si serve sì della forma della favole, ma come può aver fatto un tempo Lewis Carroll quando decise di scrivere Alice in Wonderland: vale a dire racchiudendovi ( o suggerendo di poterlo fare) enigmi, riflessioni, giochi di parole e di numeri, cortocircuiti della logica e della fantasia. Oppure, come amava fare il nostro Italo Calvino, vestendo con scenografie allegre e colorate le sue indagini sulle questioni fondamentali dell’esistenza. Perché il Giro delle Stagioni assomiglia un poco al popolare Gioco dell’Oca, ma di fatto è un Giro del Tempo… le cui caselle, peraltro, presentano non poche stranezze che piacerebbero tantissimo agli amanti dei paradossi, anche cronologici. Volendo insistere su questa strada si potrebbero individuare altri riferimenti, dalla curiosissima Flatlandia di Abbott (che ci è venuta in mente di fronte all’apparizione degli orsetti di cartone) fino ad arrivare, almeno per lo stile, ad alcuni racconti o moderne favole del grande statunitense Ray Bradbury. Per cui i protagonisti Orsetti, che popolano la storia lanciando i loro dadi, piaceranno sicuramente anche ai nostri ragazzi, ma probabilmente saranno compresi meglio da chi abbia almeno qualche infarinatura di moderne questioni di fisica, soprattutto di quelle legate ai paradossi dello spazio-tempo e alle relative problematiche d’ordine filosofico: non a caso il libro si chiude con la descrizione della casella numero zero, “l’inizio di tutte le cose, là dove il dado non è ancora stato tirato”. Franco Zarpellon, in definitiva, ha scritto un libro assolutamente delizioso e intrigante, ma al recensore tuttavia rimane un dubbio: se sia meglio e più corretto leggerlo abbandonandosi alla fantasia, facendo così torto all’intelligenza, oppure viceversa esplorar–lo e ispezionarlo con rigore logico, sacrificando la dimensione giocosa. A ciascun lettore, secondo la sua indole, trovare la risposta. Oppure le risposte…
Stefano Valentini
Direttore responsabile e letterario
La Nuova Tribuna Letteraria
Dal n. 73 – 1° trimestre 2004 – de La Nuova Tribuna Letteraria

Marina Bisogno








