LIBRI FORTUNATI

La fortuna di un libro dipende più all'editore che dall'autore, anche se questo può ferire l'orgoglio dello scrittore compiaciuto di sè.

La fortuna di un libro dipende più all’editore che dall’autore, anche se
questo può ferire l’orgoglio dello scrittore compiaciuto di sè.
Ma si può facilmente constatare che un autore esordiente che pubblica il
primo libro con un grande editore ottiene immediatamente la patente di
“scrittore” dalla società letteraria, mentre uno scrittore che pubblica
dieci libri con dieci piccoli editori resta a tutti gli effetti un
esordiente. E in questo meccanismo la qualità dei libri non c’entra proprio
niente: pessimi libri pubblicati da grandi editori hanno comunque una sorte
migliore di splendidi libri pubblicati da piccoli editori e, credetemi, i
grandi editori pubblicano pessimi libri con la stessa frequenza con cui i
piccoli editori pubblicano ottimi libri. Chi obietta su questo punto o è un
provinciale, o uno snob o tutte e due le cose ma, comunque, di certo non
conosce nulla del mondo editoriale se non i suoi pregiudizi.
Ma sarà difficile liberare la società letteraria dall’idea che solo i
grandi editori pubblicano i grandi scrittori…

di Franco Del Moro

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