
e al tuo intuito, creando libri vendibili che dosino armonicamente qualità e prezzo; se non cerchi l’apprezzamento critico di questa o quella lobby, ma punti sopra ogni cosa a dilettare il lettore, facendogli gustare il piacere del leggere; se, in fin dei conti, scegli di essere davvero indipendente, puoi permetterti di mandare a quel paese anche Feltrinelli.
Indipendenza non vuol dire essere “contro” a tutti i costi, solo per il gusto di sentirsi vittima innocente di un sistema nato per schiacciarti. Questa posizione la lasciamo ai guru dell’ “altra editoria”, tanto snob quanto sterili nelle loro provocazioni.
Indipendente è invece colui che risponde solo a se stesso delle proprie scelte, e non fa ricadere su altri le conseguenze dei propri errori. E se indipendenza significa agire nell’ombra, c’è chi si vanta di non essere illuminato da alcun sole.
In una lettera alla direzione generale delle Librerie Feltrinelli, un piccolo editore, Scipioni, motiva la sua scelta di chiudere definitivamente ogni rapporto con questo gigante arrogante della distribuzione libraria (quasi il 30% dei libri venduti in Italia).

Marina Bisogno








