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Il caso Tulaev

«Il caso Tulaev è il racconto epico dell'uccisione operata negli anni trenta dallo Stato stalinista, di milioni di militanti fedeli al partito come di gran parte dei dissidenti: Serge descrive una sorte cui egli stesso era scampato nel modo più improbabile e quasi per caso». Susan Sontag

Dopo oltre cinquant’anni dalla prima edizione italiana, torna in una nuova traduzione lo splendido romanzo di Victor Serge, autore prolifico e alla cui grandezza si sono inchinati scrittori come André Gide, George Orwell e Susan Sontag.

Mosca 1938. Il giovane Kostja uccide Tulaev, membro del comitato centrale del Partito Comunista. In seguito all’attentato, la polizia segreta organizza la ricerca non tanto dell’esecutore materiale, quanto dei responsabili morali che, con il loro atteggiamento critico dello stalinismo, avrebbero contribuito a creare il clima in cui è maturato il delitto. Cinque sono i colpevoli designati: l’intellettuale Rublev, l’alto commissario di polizia Erchov, il contadino-soldato Makeev, il vecchio bolscevico Kondriatiev e il trockista irriducibile Ryjik. A tutti costoro, rivoluzionari di provata fede, sono rivolte le accuse più fantastiche e infamanti e si chiede il sacrificio supremo per una causa per la quale hanno già sacrificato tutto. Nel clima di terrore e menzogna che Serge riesce così mirabilmente a ricostruire, uomini irreprensibili, noti per la loro devozione e apprezzati per la loro competenza, arrivano al punto di riconoscersi colpevoli dei peggiori crimini e, per una rivoluzione che è pur sempre la loro, preferiscono morire disonorandosi piuttosto che denunciare gli orrori del regime alla borghesia internazionale. Il caso Tulaev è una lucida analisi dell’universo staliniano unita a una rigorosa interpretazione storica della rivoluzione dove il dolore e la consapevolezza di un fallimento non sono però mai per lo scrittore, che pure ne ha sofferto sulla propria pelle le conseguenze, un motivo per venir meno ai propri principi e alla propria coerenza.

Victor Serge (Viktor L’vovic Kibal’cic, Bruxelles 1890 - Città del Messico 1947), giornalista, saggista e romanziere, è una delle figure più affascinanti del movimento rivoluzionario della prima metà del Novecento. Dapprima anarchico, poi bolscevico, in seguito schierato con Trockij e deportato a Orenburg, fu tra i primi a denunciare nei suoi scritti gli orrori dello stalinismo. Oltre Il caso Tulaev, tra i suoi libri più noti ricordiamo: Memorie di un rivoluzionario, L’anno primo della rivoluzione russa, È mezzanotte nel secolo e La città conquistata.

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