L'invenzione degli Stati Uniti

«Di volta in volta incantevole, persuasivo, pungenteŠ nessun ammiratore di Vidal potrebbe lasciarsi scappare questo brillante excursus storico, non fosse altro che per la toccante descrizione della morte di Washington» Sunday Times

«Una panoramica avvincente e impeccabile sui nostri eroi nazionali, con i loro pregi e difetti, scritta da uno che ne ha cara la memoria» New York Review of Books

Gore Vidal torna alla storia americana con questo saggio - pubblicato dalla Yale University Press - che negli Stati Uniti ha ricevuto recensioni entusiastiche ed è stato fra i libri storici di maggior successo degli ultimi anni, con oltre 200.000 copie vendute.

Ovviamente, trattandosi di Gore Vidal, questo libro sui padri fondatori non assomiglia a nessun altro che gli americani o gli italiani abbiano letto. Non solo per l’incomparabile eleganza della scrittura o per l’ironia con cui Vidal descrive fobie, idiosincrasie e difetti (umani, politici) dei Tre Grandi Padri. Ma anche perché - sono parole di Vidal - «le tante storie delle origini della Repubblica sembrano fissare con aria ebete l’aspetto luminoso di una storia che, più ne sappiamo, più diviene oscura», e ignorano la profezia di Benjamin Franklin - siamo nel 1787 - secondo cui la Repubblica americana si sarebbe prima o poi trasformata in tirannia. Per Vidal, questo tempo è quasi arrivato e attraverso la genesi politica della Costituzione repubblicana - che, come Vidal non si stanca di sottolineare, non è mai stata democratica, ma spiccatamente oligarchica - molti aspetti della cronaca odierna ricevono da questo libro una nuova e sconvolgente luce. Tuttavia, il livello intellettuale e morale dei Padri non ha nulla a che vedere con la mediocrità, quando non la malvagità, dei politici odierni. E dal libro di Vidal emerge chiaramente che, quanto meno, i fondatori degli Stati Uniti non dissimulavano il loro interesse per il potere; e che la Costituzione fu anche un onesto tentativo di frenare le ambizioni dei politici.
Una parte importante del testo - e sono fra le pagine più godibili - è dedicata, come nei romanzi del ciclo americano, ai retroscena politici degli anni Ottanta e Novanta del Settecento. I complotti di Hamilton contro John Adams sono descritti con la consueta verve satirica; e così i vari trucchetti politici di volta in volta utilizzati da Jefferson, Burr, Marshall e Madison. Il ritratto che Vidal offre di Washington è il più positivo, non privo di sarcasmo ma anche caratterizzato da una sostanziale adesione e dall’approvazione per l’integrità del primo presidente.
Gore Vidal è fra i maggiori narratori e saggisti statunitensi. Fazi editore sta pubblicando tutte le sue opere.

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