Cari lettori

Cari lettori, la storia che vi sto per raccontare è la storia di due famiglie che, dopo secoli di astio, riuscirono ad appianare le loro divergenze.

Correva l’anno 1870 e, la famiglia Murgo,era da poco tornata a casa dopo una giornata di duro lavoro nei vigneti. Il padre era un uomo tozzo, di corporatura robusta, con i capelli brizzolati più tendenti al bianco che al nero e con un paio di occhi infossati a causa della stanchezza e del duro lavoro. I suoi abiti erano sporchi di vino e di terra e puzzava di alcool: i suoi vestiti puzzavano di alcool, i suoi capelli, il suo alito: non c’era una parte del suo corpo che non puzzasse di alcool. Una volta però era un gran bell’uomo, non beveva, non puzzava, era sempre in forma, i suoi capelli erano ricci e neri come la pece e la barba lunga e liscia. Era uno degli uomini più belli a S.Venerina, i suoi splendidi occhi verde smeraldo poi, avevano la capacità di ammaliare qualunque donna. E di tutte queste donne che gli facevano la corte lui si era innamorato della più modesta ma della più bella: Giuseppe si era subito innamorato di Rosalia, figlia di contadini, dai capelli scuri, la pelle olivastra e gli occhi neri come la notte, e i due avevano deciso subito di sposarsi all’età di 19 anni per lei e di 28 per lui. I due erano andati ad abitare nella casa paterna di Giuseppe e ne avevano ereditato i vigneti: lì, dopo qualche anno, era venuta alla luce Francesca, con gli occhi verdi del padre, e la pelle scura della madre era di una bellezza davvero rara. Ma adesso la bellezza della giovane Francesca, ormai ventenne e della madre, venivano offuscate dai vestiti sporchi e puzzolenti, dai capelli arruffati, e dalla stanchezza. La famiglia infatti stava passando un brutto periodo e, in mancanza di lavoratori per le terre, le due donne erano state costrette a lavorare per sopravvivere.

Ma torniamo alla nostra storia: la famiglia è appena rincasata ed i tre, distrutti, corrono a letto nonostante non abbiano mangiato: la stanchezza è troppo grande e li sopraffa.

Attraversando il sentiero di terra battuta che cinge la proprietà Murgo, una situazione simile appare ai nostri occhi: la famiglia Russo ritorna da una spossante giornata di lavoro. Il capofamiglia è Sergio un uomo dall’aria eternamente stanca ed insoddisfatta che trascina pesante sulle sue povere gambe il peso di un corpo che sta invecchiando: la pelle del viso porta dei visibili segni del tempo, di capelli in testa ormai ne ha sempre meno e gli occhi da qualche anno a questa parte, sembra che stiano diventando di un azzurro sempre più opaco. Mentre torna a casa, Sergio pensa a quand’era giovane e tutta la vita gli sembrava un’enorme e gratificante sfida dalla quale pensava che sarebbe uscito sempre vittorioso. Eppure gli anni passano per tutti ed anche per il nostro Sergio che non riesce più a tenere la schiena dritta ed il naso all’insù come faceva da giovane e a rispondere per le rime a chiunque gli facesse un torto. Il Sergio di oggi è un Sergio rassegnato agli eventi ed ai dolori della vita. Ma almeno, mentre torna a casa la vista di sua moglie lo rassicura: certo, non sarà più bella come una volta né in forma, non avrà più le lunghe gambe da modella ed il seno teso come allora ma è sempre lei, la sua Maria, e il vederla lo rassicura. Al suo fianco c’è il figlio, Gianfranco, anch’egli felice di vedere la madre, un po’ trasandato, con i vestiti sgualciti: la barba ispida e nera poi, lo fa sembrare un uomo di anta anni eppure, come dice sempre la madre, è ancora un bambino (nonostante si avvicini ormai ai trenta)! La famiglia si riunisce davanti al fuoco e, dopo aver finito il proprio piatto di pasta e fagioli, si avviano verso il letto.

Lasciamo godere alle nostre famiglie il meritato riposo e veniamo alla vera storia: dovete sapere che, le nostre due famiglie, oltre a vivere nello stesso luogo e fare lo stesso lavoro, si contendono anche lo stesso sogno: entrambi gli uomini infatti hanno sempre sognato di aprire una distilleria e di produrre il favoloso e leggendario “fuoco dell’Etna” un liquore di cui conoscevano l’esistenza solo dai racconti dei loro nonni ma che non sapevano neanche come fosse fatto. Eppure loro lo volevano. Lo volevano per vincere la grande sfida che si svolgeva ogni cinquant’anni tra tutti i produttori di liquori d’Italia e che si svolgeva a solo pochi passi da loro: l’Enoetna! Il premio non solo avrebbe procurato loro fama e gloria, e avrebbe permesso di sollevare la loro condizione economica a dir poco disastrosa ma, soprattutto, avrebbe dato la soddisfazione di vincere contro la famiglia rivale. Esatto, queste due famiglie erano rivali, rivali da secoli, e non vedevano l’ora di mettere le mani su quella famosa ricetta per umiliare così i propri avversari una volta per tutte. Purtroppo però, nessuna delle due famiglie era a conoscenza di dove poter trovare la “ricetta della felicità” come ormai usavano chiamarla e,dopo anni di inutili ricerche si erano arresi: ecco il perché, i due, si trascinavano ogni giorno in modo così stanco ed avvilito: nulla aveva senso ormai, e solo grazie alle proprie famiglie i due uomini riuscivano ad andare avanti frustrati, scoraggiati e stanchi.

Ad aumentare il loro malumore, c’era l’avvicinarsi impellente dell’Enoetna: tra qualche mese sarebbe iniziato e loro non avrebbero potuto partecipare!

Brutto errore però, quello di dare tutto per scontato, non credete?

Eccoci qua, all’albeggiare di un nuovo giorno. Il canto del gallo svegliò le due famiglie come di consueto. Il suono del vento che si univa alle foglie rossicce ormai cadute dai loro rami, era il segno che l’autunno era ormai ben inoltrato e, visto che per i produttori di vino questa era la stagione più prosperosa, il sentire questo suono fece alzare entrambi gli uomini con un umore un po’ più alto rispetto al consueto. Le mogli erano già in piedi perché avevano preparato la colazione per tutta la famiglia ed i ragazzi, come al solito, cercavano di sfruttare più tempo possibile per dormire.

E così iniziava un’altra giornata di lavoro. Eppure quel giorno, aveva qualcosa di diverso nell’aria.

Tornando a casa dopo ancora solo mezza giornata di lavoro, i Murgo, trovarono una busta davanti l’uscio e,aprendola, vi trovarono dentro un vecchio foglio sgualcito e strappato a metà che, guardandolo bene, aveva l’aspetto di una mappa. Le donne erano entusiaste e proponevano di seguirla ma Giuseppe, in tono molto diffidente, disse: “E se fosse una trappola? Non possiamo fidarci, potrebbero essere stati i Russo!” allorché la figlia disse: “mio rispettabilissimo padre, mi permetta di intervenire dicendole che forse, per una volta dovremmo fidarci! I Russo non sanno neanche cosa sia una mappa, dubito dunque, che l’abbiano scritta loro! Potrebbe essere la nostra occasione per surclassarli in qualcosa almeno per una volta!” “per una volta ti do ragione cara Francesca” disse allora il padre e, guardando meglio la mappa, esclamò: “la ricerca inizia dalla quercia nel bosco che c’è più avanti, andiamo!”

Nello stesso momento, a casa, Russo, si era presentata la stessa situazione: l’altra metà della mappa sull’uscio della porta, la perplessità di Sergio, la persuasione ad iniziare la ricerca da parte del figlio ed il punto di partenza rappresentato dalla vecchia quercia.

Una volta che le famiglie raggiunsero l’albero, vi lascio immaginare lo sgomento che provarono vedendo che la rivale famiglia era anch’essa in quel luogo! “Lo sapevo che eri stato tu!” ,esclamarono all’unisono i due uomini puntandosi il dito a vicenda, “non dire scemenze, sei stato tu!” dissero di nuovo i due uomini senza riuscire a distaccare le loro voci l’una dall’altra! “Ma di cosa mi stai accusando?” dissero i due ormai spazientiti dal non riuscire a parlare da soli senza che le loro voci si incontrassero! Andarono avanti così per un po’ di tempo finché non intervennero le rispettive mogli ed i rispettivi figli a spiegare la situazione all’altra famiglia e a fare ragionare i due uomini: se davvero uno dei due avesse abbindolato l’altro, come sarebbe stato possibile che entrambi fossero stati in possesso delle due parti della stessa mappa? Gli uomini allora si convinsero e, credendo nell’esistenza di un nemico comune, si allearono, unirono le mappe ed iniziarono la loro ricerca.

Alla prima tappa, un tronco cavo, vi trovarono dentro un tappo di sughero e, sempre più diffidenti, continuarono il loro cammino. Una bottiglia, un grappolo d’uva fragolina furono questi gli altri due oggetti che avevano trovato fino a quel momento. Il sole stava iniziando a tramontare e, avendo già perso a causa di quella “caccia al tesoro” un intero pomeriggio di lavoro decisero, convinti dai loro figli, di rinunciare nel caso in cui anche la prossima tappa, si fosse rivelata vana!

Camminando, gli alberi della foresta sembravano diradarsi sempre più finché giunsero in una radura. Al centro di essa si trovavano due pale ed una X era segnata sul terreno ove erano poggiate. I due uomini iniziarono a scavare. Dopo neanche dieci minuti, portarono alla luce un bauletto. Esso conteneva un bastoncino di cannella caratteristica dei Russo che avevano a casa alcuni alberi di Ceylon dal quale si ricava, ed un limone, quasi come se volesse indicare la famiglia Murgo che ne possedeva diversi alberi a casa. I due rimasero incerti e, credendo di aver perso il loro tempo, buttarono gli oggetti nella cassa. Tump! Un rumore echeggiò alle loro spalle. Era come se, il rumore del limone caduto nel baule, avesse echeggiato in uno spazio vuoto. I due allora capirono che il baule aveva un doppio fondo e, aprendolo, trovarono una vecchia ricetta divisa in due ed una lettera. Giuseppe la lesse a voce alta: “Cari genitori, siamo noi, i vostri due unici e prediletti figli: Francesca e Giancarlo. Non potendo discutere con voi in maniera civile, visto il vostro eterno malumore, abbiamo scritto questa lettera. Diversi giorni fa, mentre eravamo insieme (a vostra insaputa) trovammo una mappa vicino alla strada, come quella che avete avuto in mano finora, e la seguimmo. Facemmo lo stesso tragitto di oggi, e, arrivati qui, scavammo e trovammo questo baule con la ricetta: era proprio lei, la famosa ricetta del fuoco dell’Etna! Come potevamo perdere una simile occasione? Ma c’era un problema, voi due vi odiavate a morte e non potevamo mica dividere la ricetta a metà! Guardando meglio gli ingredienti però, capimmo che avremmo potuto macchinare un astuto stratagemma. disseminammo gli oggetti e gli ingredienti necessari alla produzione del liquore per le varie tappe ed infine mettemmo i due ingredienti più importanti nel baule: guarda caso rappresentavano perfettamente ognuna della nostre famiglie! Perché tutta questa pagliacciata vi chiederete? Ma guardatevi, guardate cosa siete diventati, siete voi i pagliacci, e dovete capire che, se volete raggiungere un obbiettivo, lo potrete fare solo alleandovi! Noi due ci amiamo e non abbiamo potuto dirvelo per timore delle vostre reazioni ma ora basta, è ora di mettere da parte l’astio secolare che separa le nostre famiglie ed è ora di stringere una grande e forte alleanza! E quale modo migliore per farlo se non allearvi per produrre ciò per cui per decenni vi siete disperati a trovare? Unendo l’abilità di Giuseppe, la fermezza di Sergio, la precisione di Maria e l’operosità di Rosalia, la cannella dei Russo ed i limoni dei Murgo potrete fare più di quanto immaginiate! Fatelo per noi vi prego, e per voi stessi, per la felicità di tutti!” I due, sconcertati dalla lettera, stettero diversi giorni a riflettere ma capirono l’importanza che avrebbe avuto quell’amicizia e, dopo essersi incontrati, si strinsero la mano, come per suggellare un accordo ormai stipulato! Dopodichè si allearono, misero in comune tutte le loro proprietà ed i loro averi, produssero il fuoco dell’Etna e vinsero la gara tanto bramata. Infine i loro figli si sposarono e così, come accade nelle migliori favole, vissero tutti felici e contenti!

Hai visto, mio caro lettore, come la Fortuna scelga di baciare anche i meno fortunati? Quando meno te lo aspetti, potrà accadere anche a te un evento che cambierà la tua vita come una manna dal cielo! Ma non dimenticare mai, di essere fedele ai valori più importanti come l’amicizia e la lealtà che saranno un punto di appoggio durante la tua vita e a cui non potrai mai rinunciare!

Grasso Agnese

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