Ricordate l’iniziativa “Ti volevo dire” promosso dalla Leone editore? Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Francesco Tortora, addetto stampa della casa editrice, che ci ha segnalato una nuova iniziativa editoriale, la cui finalità è il coinvolgimento di nuove penne.
“L’anno prossimo ricorrerà il 150° anniversario dell’Unità d’Italia tra memorie, rievocazioni e qualche inevitabile polemica. Leone Editore ha deciso, perciò, di lanciare un’iniziativa che ragioni sul senso dell’italianità, quanto e come radicato nella coscienza collettiva. “Il calcio, la lingua, i dialetti, il nostro cibo, le bellezze naturali e le città d’arte… che cosa significa per voi essere italiani? Che valore date a questa parola oggi?” racconta Tortora
A questo proposito la giovane casa editrice ha lanciato la sfida: Cercano testi che sappiano offrire una chiave di lettura insolita, magari irriverente o genuinamente appassionata, ma sempre e comunque vivace e accattivante: potranno essere racconti o romanzi storici aventi per oggetto il Risorgimento, ma anche pamphlets, saggi agili e inconsueti, memorie, diari.Leone Editore sceglierà i migliori testi pervenuti, che saranno pubblicati nel corso del 2011.. Tutto il materiale dovrà essere spedito all’indirizzo e mail buoncompleannoitalia@leoneeditore.it entro il 31 Ottobre 2010.
Inoltre abbiamo bandito la terza edizione del nostro premio letterario, sempre per reperire materiale valido nascosto chissà dove.
Ti volevo segnalare gli ultimi libri che abbiamo pubblicato “Unhappy Hour di Andrea Indini e “Il gemello di Napoleone” di Jacques Forgeas” continua Tortora.
“Unhappy hour è un romanzo-inchiesta che disegna un ritratto realista dei giovani della Milano bene: ricchi, viziati e deresponsabilizzati. Un affresco che con uno sguardo disilluso racconta in modo schietto e deciso che cos’è la vita tra happy hour, discoteche, alcool, droga, sesso, amore. Gioie e dolori vissuti da una generazione molta diversa da quella dei padri (la politica e l’impegno sono considerate “cose da sfigati”) e anche i giovani più lucidi sembrano essere attratti e sedotti dalle sirene della giovinezza perenne.
Il gemello di Napoleone invece è un romanzo storico caratterizzato da continui colpi di scena e da episodi che rimangono fermi nella memoria del lettore. Antoine de Jomini è un giovane svizzero destinato a una carriera in banca, ma la sua fantasia più che dai documenti contabili è stuzzicata dall’arte della guerra: mappe, soldati, campi di battaglia.
Disattendendo la volontà paterna, il giovane si arruola nell’Armée napoleonica con l’obiettivo manifesto di scalarne in fretta le gerarchie e confrontare il proprio genio tattico con quello del Grande corso. Ma il talento, quando è immenso, non può passare inosservato e Jomini finisce presto per suscitare l’ammirazione e l’invidia dell’imperatore e dei suoi più stretti collaboratori. I servizi segreti delle potenze rivali sono disposti a tutto pur di accaparrarsi il «gemello di Napoleone», capace di prevedere tutte le mosse del sovrano. Le sue gesta nel libro sono raccontate dal suo formidabile cuoco, Paul Clement, l’inventore del “pollo alla Marengo, nato tra i fumi di una battaglia prima persa e poi vinta, rimasto giustamente famoso, forse anche come metafora sobria, saporosa ed efficace del genio di Napoleone”. Come il suo padrone, Clement sarà vittima di un gioco di spie, tradimenti e inganni, dovrà percorre l’Europa in lungo e in largo, tra scontri epocali e ambizioni immense fino a quando l’ultima battaglia, quella più importante, metterà di fronte la stella napoleonica contro la genialità di Jomini.






Marina Bisogno








